La nuova Statale 106 tra Catanzaro e Reggio Calabria arriva all’ultimo appuntamento del dibattito pubblico. Poi resterà da affrontare la parte più impegnativa: scegliere quale strada costruire, finanziare i lavori e portarli a termine. Sul tavolo ci sono quattro alternative, con costi stimati fra 6,89 e 12,62 miliardi di euro e durate di costruzione ipotizzate fra 14 e 27 anni. Numeri che misurano l’ambizione dell’intervento, ma anche la distanza ancora da percorrere prima di consegnare ai cittadini un collegamento completo. Domani, giovedì 22 ottobre, dalle 11 alle 13, è prevista la presentazione online della relazione conclusiva sul confronto con i territori. Il documento raccoglierà i temi emersi e i contributi ricevuti. Un passaggio necessario, dal quale sarà possibile capire quali richieste siano arrivate ad Anas e quali questioni restino aperte.
Che cosa si chiude e che cosa deve ancora cominciare
L’annuncio è contenuto nel comunicato Anas ripreso dall’AGI. Dopo gli incontri di Catanzaro, Locri e Reggio Calabria, dedicati alle quattro ipotesi progettuali, il percorso è proseguito con gli approfondimenti online sui tre tronchi interessati. Si è discusso di traffico, analisi costi-benefici, ricadute socioeconomiche, ambiente, paesaggio e archeologia. La relazione finale dovrà restituire il risultato di questo confronto: osservazioni, proposte e problemi sollevati da amministrazioni, categorie e territori.
La conclusione del dibattito riguarda dunque la fase partecipativa. Nel comunicato che annuncia l’incontro non viene indicata un’alternativa già selezionata, né una data di apertura dei cantieri. Confondere questi piani significherebbe attribuire all’appuntamento di domani una portata che, al momento, non è stata annunciata.
L’inchiesta di Calabria7: il bivio è anche fra due e quattro corsie
Calabria7 aveva analizzato il dossier già il 31 agosto, nell’inchiesta sulle quattro alternative per la Catanzaro-Reggio. Il nodo resta quello: le ipotesi non cambiano soltanto il percorso e il conto finale. Due prevedono quattro corsie lungo tutto il nuovo asse; le altre combinano sezioni diverse, con tratti a una corsia per senso di marcia predisposti per il raddoppio. È una scelta che merita una spiegazione pubblica, tratto per tratto. Contenere la spesa iniziale e realizzare subito una maggiore capacità sono obiettivi da confrontare con i flussi di traffico, la sicurezza e le esigenze future. La predisposizione al raddoppio, da sola, non dice quando quel raddoppio verrà realizzato.
Le quattro ipotesi: quanto costano e quali tempi prevedono
La prima alternativa, quella pedemontana, prevede un nuovo tracciato interno di 140,8 chilometri, interamente a quattro corsie, con 27 svincoli. È l’opzione più impegnativa: il 41% del percorso sarebbe in galleria e il 25% su viadotto. L’investimento stimato è di 12,62 miliardi, con una durata di costruzione ipotizzata di 27 anni.
La seconda alternativa segue il corridoio costiero, mantenendo le quattro corsie per tutti i 144,4 chilometri e prevedendo 33 svincoli. Il costo stimato scende a 9,80 miliardi, i tempi a 20 anni.
La terza alternativa conserva il percorso costiero, ma introduce una soluzione mista, con sezioni a quattro corsie e altre a carreggiata unica, raddoppiabili. La stima è di 7,99 miliardi, con 16 anni di costruzione.
La quarta alternativa concentra le quattro corsie negli accessi ai due capoluoghi, prevedendo una sezione ridotta su parte del collegamento. È la meno costosa: 6,89 miliardi, con una durata ipotizzata di 14 anni.
Fra la soluzione più onerosa e quella più economica ci sono 5,73 miliardi di differenza. Una distanza che rende decisivo il confronto su ciò che ciascuna ipotesi offre ai territori.
Quattordici o ventisette anni: il contatore non parte domani
C’è una distinzione da tenere ferma: le durate considerate negli scenari non sono date di consegna. Come già evidenziato nell’inchiesta di Calabria7, si tratta di ipotesi di costruzione utilizzate nell’analisi, non di un cronoprogramma contrattuale che scatta con la chiusura del dibattito. Dopo il confronto e l’individuazione del tracciato preferenziale, il percorso prevede la suddivisione in lotti funzionali, la successiva progettazione di fattibilità tecnico-economica e la Valutazione di impatto ambientale.
Per questo il numero degli anni, da solo, non basta. Ai cittadini serve sapere quale tratto verrà realizzato per primo, con quali risorse e secondo quali scadenze. La costruzione per lotti può consentire aperture progressive: rende però ancora più importante conoscere l’ordine degli interventi e la prospettiva del collegamento completo.
Dopo il confronto servono scelte, risorse e scadenze
L’ammodernamento punta a ridurre tempi di percorrenza e incidentalità su un’arteria segnata da attraversamenti urbani e rallentamenti. Secondo i dati riportati nella documentazione progettuale, sul 28% dello sviluppo dell’attuale Statale il limite è di appena 50 chilometri orari. È su questi problemi quotidiani che andrà misurato il risultato dell’operazione. La relazione di domani permetterà di conoscere gli esiti del confronto. Il passaggio successivo dovrà rendere leggibili le decisioni: quale alternativa, quali lotti prioritari, quali coperture e quali tempi effettivi. La Calabria jonica ha bisogno di una strada più sicura e di collegamenti affidabili. Il dibattito arriva alla sua conclusione. Ora ogni avanzamento dovrà avere un costo coperto, una responsabilità individuata e una scadenza verificabile.
Come seguire l’incontro del 22 ottobre
La presentazione è aperta al pubblico e si svolgerà online dalle 11 alle 13. Per partecipare occorre registrarsi attraverso il collegamento pubblicato nella pagina ufficiale Anas dedicata agli incontri. Le informazioni per accedere alla trasmissione saranno inviate via email.














