Ha chiesto novantasei condanne e quattro assoluzioni la Dda di Catanzaro per i cento imputati giudicati con rito ordinario nel processo Glicine, nato da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coinvolto imprenditori, politici, funzionari, dirigenti, sodali e affiliati alla ‘ndrangheta del Crotonese e che ha portato il 27 giugno 2023 all’esecuzione di 43 misure cautelari. Il magistrato, davanti ai giudici del Tribunale collegiale di Crotone, ha chiesto pene comprese tra i 30 anni e un anno di reclusione per quasi 600 anni complessivi. La pena più alta a 30 anni è stata invocata nei confronti di Domenico Megna, per l’ex consigliere regionale Vincenzo Sculco chiesti 21 anni di reclusione. Il pubblico ministero ha invocato per l’ex governatore della Calabria Gerardo Mario Oliverio 6 anni, mentre per l’allora vice presidente della Giunta regionale Nicola Adamo e per l’ex consigliere regionale Sebi Romeo 4 anni e sei mesi ciascuno, con l’esclusione per tutti e tre dell’aggravante mafiosa. E ancora ha invocato per l’ex vice presidente della Regione Antonella Stasi 3 anni di reclusione, per i due dirigenti della Regione Domenico Pallaria e Orsola Reillo, 3 anni e 6 mesi ciascuno, per l’ex consigliera regionale Flora Sculco 5 anni, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa, per Raffaele Vrenna, ex presidente del Crotone Calcio, 4 anni e 6 mesi di reclusione.
Le richieste di condanna
In particolare il pm ha chiesto Nicola Adamo, 4 anni e 6 mesi; Gerardo Mario Oliverio, 6 anni; Vincenzo Sculco, 21 anni; Giancarlo Devona, 14 anni; Sebastiano Romeo, detto Sebi, 4 anni e 6 mesi; Francesco Salvatore Bennardo, 8 anni; Giuseppe Germinara, 5 anni; Ernesto Iannone, 4 anni e 6 mesi; Ambrogio Mascherpa, 3 anni e 6 mesi; Nicola Santilli, 4 anni e 6 mesi; Pietro Vrenna, 8 anni; Artemio Laratta, 6 anni e 6 mesi; Giovanni Mazzei, 5 anni; Flora Sculco, 5 anni; Teresa Sperlì, 3 anni; Gianfranco Turino, 2 anni e 6 mesi; Salvatore Desiderio, 1 anno e 2 mesi; Orlando Scaramuzzino, 1 anno e 2 mesi; Saverio Martino, 1 anno e 2 mesi; Francesco De Marco, classe 1971, 1 anno; Stefania Malerba, 1 anno; Giovanna Manna, 2 anni; Giuseppe Pucci, 5 anni; Serafino Mauro, 4 anni e 6 mesi; Sabrina Gentile, 7 anni e 6 mesi; Vincenzo La Rosa, 9 anni; Maria Carmela Sculco, 7 anni e 6 mesi; Marzia Mazzacua, 3 anni e 6 mesi; Domenico Falzetta, 4 anni; Giuseppe Scigliano, 2 anni; Vanessa Taverna, 2 anni; Euclide Altavilla, 1 anno; Paolo Morabito, 1 anno; Domenico Cavallo, 1 anno; Rocco Covelli, 2 anni; Mirko Benetti, 1 anno e 6 mesi; Salvatore Rachieli, 2 anni e 6 mesi; Francesco Mario Benincasa, 3 anni; Salvatore Mazzei, 2 anni e 6 mesi; Giuseppe Redente, 2 anni; Bonaventura Criaco, 2 anni; Giuseppe Tremoliti, 2 anni; Maurizio Fabiano, 2 anni; Telemaco Pantaleone Pedace, 2 anni; Dario Ritorto Bruzzese, 1 anno; Valentina Galdieri, 1 anno; Gaetano Caterina, 6 anni e 6 mesi; Alessandro Covelli, 1 anno; Arturo Crugliano Pantisano, 10 anni; Nicodemo Scerra, 10 anni; Giuseppe Dell’Aquila, 2 anni; Roberto Siciliani, 12 anni; Giuseppe Berardi, 12 anni; Giovanni Vrenna, detto Gianni, 4 anni e 6 mesi; Raffaele Vrenna, 4 anni e 6 mesi; Domenico Pallaria, 3 anni e 6 mesi; Antonietta Rizzo, 3 anni e 6 mesi; Antonio Augruso, 3 anni; Orsola Reillo, 3 anni e 6 mesi; Valentino Bolic, 4 anni; Alessandro Brutto, 4 anni e 6 mesi; Vincenzo Calfa, 4 anni e 6 mesi; Rodolfo Marsico, 1 anno; Massimo Paolucci, 1 anno; Domenico Megna, 30 anni; Salvatore Aracri, 15 anni; Gaetano Russo, 18 anni; Luigi Nisticò, 14 anni; Pantaleone Laratta, 12 anni; Stefano Strini, 12 anni; Antonio Corbisieri, 12 anni; Enrico Moscogiuri, 12 anni; Francesco Carioti, 14 anni; Giuseppe De Pasquale, 12 anni; Gustavo Vecchio, 12 anni; Salvatore Panebianco, 9 anni; Tommaso Zicchinello, 3 anni; Francesco Monti, 4 anni; Giuseppe Pantisano, 3 anni; Maria Luisa Lucente, 12 anni e 6 mesi; Giuseppe Aracri, 12 anni e 6 mesi; Santino Torromino, 12 anni; Vincenzo Mungari, 3 anni; Giovanni Bello, 12 anni; Paolo Basco, 3 anni; Nunzio Vella, 3 anni; Salvatore Vella, 3 anni; Siro Girardi, 3 anni; Rachid Ouahid, 9 anni; Alessandro Frescura, 12 anni; Mauro Prospero, 12 anni; Massimiliano Maida, 12 anni; Rosario Arcuri, 12 anni; Roberto Maggio, 3 anni; Antonio Tropiano Cono, 3 anni; Antonella Stasi, 3 anni.
Le richieste di assoluzione
Richiesta invece l’assoluzione per Ferruccio Colosimo, per non aver commesso il fatto; Aldo Roberto Donato, Gianni Greco e Santo Raffaele Dattolo, perché il fatto non sussiste.
Le ipotesi di accusa
Gli indagati rispondono a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravata dalle finalità mafiose, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, omicidio, trasferimento fraudolento di valori, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata liberà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, scambio elettorale politico mafioso, truffa aggravata.
L’inchiesta
Glicine punta a far luce su un imprenditoria privata contaminata da personaggi senza scrupoli e da politici tutt’altro che disinteressati. Erogazione di budget per prestazioni convenzionate, ottenute grazie a intercessioni, contatti, appoggi, preordinati a logiche affaristiche e clientelari per salvaguardare i propri tornaconti economici, in barba alle più elementari regole di meritocrazia, trasparenza e buon andamento della cosa pubblica, soprattutto in un settore come quello della sanità, da sempre in sofferenza nelle erogazioni di servizi essenziali. Un comitato di affari in grado di mettere a punto strategie orientate a garantire posti decisivi a persone gradite, individuando anche le ditte amiche verso cui dirigere i favori.














