22 Ottobre 2026
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Lollobrigida cerca i precedenti penali, Occhiuto chiede di fermarsi. Ma i camion ripartono e i problemi restano

Fedralog sospende il fermo per non aggravare i danni al sistema produttivo, ma la vertenza resta aperta. Il confronto del 27 ottobre mette il Governo alla prova: servono risposte sui costi, non soltanto la fine dei blocchi

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Il ministro Francesco Lollobrigida, chiamato a confrontarsi con le difficoltà dell’autotrasporto e dell’agricoltura, ha pensato bene di suggerire ai giornalisti di controllare i curricula e i casellari giudiziali di alcuni leader della protesta. Una dichiarazione sorprendente, soprattutto per chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe sapere che le rivendicazioni economiche non si giudicano attraverso la fedina penale di chi le sostiene. Se esistono reati, si accertano e si perseguono, ma il diritto di manifestare pacificamente non è riservato ai cittadini con un passato immacolato. Lo ricordano gli articoli 17 e 21 della Costituzione, mentre l’articolo 27 stabilisce che la responsabilità penale è personale.

I casellari e il rischio di delegittimare il dissenso

Il ministro ha precisato che eventuali precedenti non incidono sulla qualità delle rivendicazioni, ma resta difficile comprendere quale utilità abbia avuto evocare quei casellari. Quando un rappresentante del Governo sposta il confronto dai problemi economici alla rispettabilità di chi protesta, il rischio è quello di delegittimare gli interlocutori senza rispondere alle loro domande. E un ministro dovrebbe essere particolarmente attento a non confondere le responsabilità individuali con la legittimità del dissenso.

Occhiuto chiede la ripartenza, il nodo dei costi resta

Nel frattempo anche Roberto Occhiuto, dopo aver apprezzato la civiltà delle manifestazioni calabresi, ha invitato gli autotrasportatori a fermarsi, ricordando i 15 milioni stanziati dalla Regione e il rischio che le arance calabresi, non arrivando nei supermercati del Nord, vengano sostituite da quelle spagnole o marocchine. Una preoccupazione fondata, perché i danni alle filiere sono reali, ma che non risponde alla questione di fondo: a che serve far ripartire i camion se, una volta ripartiti, le imprese continuano a lavorare senza margini sufficienti per sopravvivere?

I ristori sono necessari, ma non possono diventare la risposta ordinaria a un problema strutturale. Sarebbe come convincere un giovane a non emigrare promettendogli qualche centinaio di euro ogni tanto, quando ciò di cui ha bisogno è un lavoro stabile e uno stipendio dignitoso. Il costo del carburante non si affronta con interventi occasionali, perché torna a presentarsi a ogni rifornimento. E nessun contributo una tantum può sostituire condizioni economiche che consentano alle imprese di programmare la propria attività.

Fedralog sospende il fermo, ma non chiude la vertenza

In serata, però, è arrivata una novità importante. Fedralog Calabria ha annunciato la sospensione del fermo dei servizi di trasporto, spiegando di aver assunto una decisione sofferta per non aggravare ulteriormente i danni alle imprese agricole, all’industria e all’intero sistema produttivo. Nel comunicato l’organizzazione ringrazia Occhiuto e l’assessore Antonio Montuoro per l’impegno nella promozione della Consulta regionale dell’autotrasporto e conferma la fiducia nel confronto con il Governo, fissato per il 27 ottobre. Ma avverte anche che, senza risposte concrete, la mobilitazione riprenderà con un grande corteo di mezzi verso Roma.

Una decisione che merita di essere letta per quello che è, senza attribuirle significati diversi. Fedralog non dichiara risolta la vertenza e non ritira le proprie richieste: sospende il fermo per responsabilità verso la collettività, evitando che il costo della protesta finisca per ricadere proprio su quel tessuto economico che intende difendere. E dimostra così che si può mantenere ferma una rivendicazione senza considerare il blocco a oltranza l’unico strumento possibile.

La Consulta alla prova dei risultati

La Consulta regionale rappresenta un’apertura istituzionale, ma la sua utilità andrà misurata sui risultati. Occhiuto, anche come vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha ora l’occasione di portare le ragioni degli autotrasportatori dentro la maggioranza di Governo, perché il riconoscimento della dignità dei manifestanti e la richiesta di interrompere i blocchi acquistano maggiore credibilità quando sono accompagnati dalla ricerca di soluzioni durature. Resta dunque una differenza sostanziale tra la fine di un’emergenza e la soluzione della crisi che l’ha provocata. La sospensione del fermo restituisce respiro alle filiere produttive e ai cittadini, ma non modifica da sola i costi di esercizio delle imprese, né garantisce che gli interventi annunciati saranno sufficienti.

Il 27 ottobre la responsabilità passa alle istituzioni

Gli autotrasportatori hanno dimostrato di saper assumere una decisione difficile nell’interesse collettivo. Adesso la responsabilità passa alle istituzioni. Il 27 ottobre non basterà prendere atto che i camion sono tornati sulle strade. Bisognerà spiegare che cosa è cambiato per chi quei camion deve continuare a farli viaggiare. Perché la protesta si può sospendere. Il costo del gasolio, purtroppo, no.

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