La vertenza contro il prezzo insostenibile del gasolio travalica le reti della logistica su gomma e investe in pieno il comparto della marineria. L’escalation dei costi di gestione delle imbarcazioni ha spinto numerosi armatori e pescatori a sospendere le uscite in mare nei principali porti del versante adriatico, con adesioni particolarmente diffuse nelle Marche e in Abruzzo. La flotta ittica resta in gran parte ormeggiata ai moli per l’impossibilità di coprire i costi operativi con i ricavi delle catture, prefigurando un blocco delle forniture fresche lungo la filiera ittica nazionale e affiancandosi alla crisi che sta già paralizzando il trasporto merci.
Il quadro della mobilitazione tra Calabria e Sicilia
Lungo le direttrici viarie del Mezzogiorno la situazione resta complessa e frastagliata. In Calabria e in diversi snodi strategici dell’isola siciliana i presìdi degli autotrasportatori continuano a presidiare le arterie di collegamento, nonostante le misure di sostegno finora prospettate dalle istituzioni. Un parziale segnale di distensione giunge dai rappresentanti dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che hanno disposto la sospensione delle proteste in alcuni punti nevralgici dell’autostrada Messina-Catania e dinanzi al varco portuale di Palermo, mantenendo tuttavia attivi i presìdi in altre zone dell’isola.
La risposta del Governo e il varo del decreto in Consiglio dei Ministri
L’attenzione resta del tutto concentrata sulla seduta del Consiglio dei Ministri, convocato d’urgenza per la giornata di oggi per approvare l’atteso decreto aiuti. Il provvedimento normativo conterrà disposizioni straordinarie pensate per mitigare l’impatto dei rincari energetici e garantire sostegni diretti alle categorie più esposte, con capitoli finanziari dedicati in modo specifico all’autotrasporto, al comparto agricolo e alla pesca nel tentativo di disinnescare la protesta e ripristinare la regolarità delle catene di approvvigionamento.














