Il vertice d’emergenza in Prefettura a Milano traccia la linea operativa per fronteggiare la recente escalation di violenze cittadine e ripristinare la sicurezza nelle vie del centro. Al tavolo convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia hanno preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il procuratore capo Marcello Viola, il procuratore per i minorenni Luca Villa, il questore Bruno Megale, oltre ai vertici locali e al contingente di Strade Sicure. La risposta istituzionale si concretizza con l’invio immediato di 500 militari che opereranno sul territorio milanese con un modulo presidiario fluido e ad altissima flessibilità, ricalcando le modalità operative già collaudate con successo nella Capitale.
I 500 militari inviati a Milano “avranno la massima mobilità sul territorio, come già avviene” in altre città come Roma, e con il sindaco Giuseppe Sala “c’è stata massima condivisione”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza in prefettura a Milano.
Quello accaduto a Milano nel fine settimana con violenze e saccheggi da parte di giovanissimi, ha osservato Piantedosi, è “un fenomeno nuovo e complesso che va affrontato in modo nuovo”. Il ministro ha spiegato che in vista di sabato è fondamentale la prevenzione da parte delle Forze dell’ordine, “prevenzione che è già in atto”.
Per Piantedosi non c’è “nessuna evidenza” che i giovani protagonisti delle violenze a Milano “siano manovrati” dell’esterno. Il ministro ha così negato l’ipotesi che vi fosse una ‘regia’ dietro gli scontri del weekend scorso. Il titolare del Viminale ha sottolineato come la “spontaneità di questi ragazzi” contrasti con l’organizzazione via social delle violenze,ma ha ribadito che allo stato “non vi è alcuna evidenza” di una loro manipolazione dall’esterno.
La convergenza di Palazzo Marino su controllo e repressione
Il primo cittadino milanese raccoglie il potenziamento degli organici senza riserve, sottolineando la necessità prioritaria di fermare la deriva vandalica e garantire la tutela dell’ordine pubblico, pur ponendo l’accento sulla dimensione sociale e generazionale della crisi.
“Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni”, ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Non voglio rischiare di essere ambiguo – ha aggiunto -,non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari, avranno un ruolo anche dinamico”. Umanamente c’è una parte che deve essere di repressione e di controllo – ha concluso – e poi bisogna cercare tutti insieme di capire come porre mano a un problema generazionale che è molto evidente”.
“Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione”, ha aggiunto Sala spiegando che “nel mio ruolo, nel mio stile, non indugio nella provocazione, era solamente un’osservazione”.
Per sabato a Milano “c’è preoccupazione perché il tema è che si teme che ci siano in piazza qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi anarchici”, ha spiegato. “Quindi sabato può essere una giornata delicata per la città, io non è che voglio fare inviti ai cittadini e dire ‘state tutti a casa’, però sabato può essere una giornata delicata”. Inoltre “sarà il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa le cose”, ha concluso.
Linea dura dell’esecutivo e addebito dei danni ai genitori
L’orientamento del Governo emerso al termine della riunione punta non solo al presidio fisico del territorio con reparti specializzati, ma anche al rigore sanzionatorio e all’accertamento delle responsabilità civili e patrimoniali nei confronti delle famiglie dei minorenni coinvolti nei saccheggi.
“Il messaggio che deve passare è che nulla resterà impunito e chi rompe paga”, ha detto il ministro per le Infrastrutture,Matteo Salvini al termine della riunione spiegando che “sono pronti 500 parà, strutturati, che affiancheranno le forze dell’ordine” e sottolineando che quanto accaduto a Milano ma anche in altre città “non c’entra con il disagio perché hanno rubato scarpe e vestiti…”. Da qui la volontà di far pagare i danni “a genitori distratti” di ragazzi che “invece di essere a scuola erano in piazza a spaccare tutto”.














