Se scatta un’emergenza, dove vanno gli studenti? È la domanda che accompagna l’allarme sul cantiere davanti al liceo scientifico “Giuseppe Berto”, in via degli Artigiani. I lavori per il potenziamento della rete delle acque bianche e fognaria sono necessari. A essere contestate sono le condizioni di sicurezza in un’area attraversata ogni giorno da ragazzi, personale scolastico, famiglie e clienti delle attività commerciali.
La segnalazione descrive scavi aperti, reti arancioni divelte, ferri esposti e segnaletica precaria. Criticità sulle quali viene chiesto un controllo immediato, a partire dalla separazione tra le lavorazioni e gli spazi utilizzati dai pedoni.

Vie di fuga, la domanda che pretende una risposta
Il punto più delicato riguarda la gestione di un’eventuale evacuazione. Secondo quanto denunciato, il cantiere avrebbe compromesso gran parte dei percorsi disponibili all’esterno dell’istituto, rendendo problematico l’allontanamento degli studenti.
La segnalazione parla di vie di fuga “chiuse al 90%”: una valutazione da verificare attraverso un sopralluogo tecnico, che pone però una questione concreta. Quali percorsi sono oggi utilizzabili e dove devono radunarsi le persone in caso di emergenza?
L’organizzazione degli scavi, gli accessi alla scuola e le procedure di evacuazione devono poter funzionare insieme. La presenza quotidiana di un numero così elevato di persone rende indispensabile chiarire quali soluzioni siano effettivamente operative.

Reti divelte e cartelli a terra: le criticità denunciate
Sotto accusa anche le protezioni del cantiere. La denuncia descrive una rete arancione in plastica che in alcuni punti sarebbe divelta o finita a terra, con elementi metallici esposti e accessi allo scavo non adeguatamente impediti.
Vengono inoltre segnalati cartelli abbattuti o coperti dalla rete, dubbi sull’illuminazione notturna e passaggi delle automobili molto vicini agli scavi. Un quadro che richiede verifiche sulla stabilità delle delimitazioni, sulla visibilità degli ostacoli e sulla protezione dei percorsi pedonali.
L’eventuale presenza di violazioni dovrà essere accertata dagli organi competenti. La richiesta è che le condizioni descritte vengano controllate subito e che ogni criticità riscontrata sia eliminata.

Il precedente della fuga di gas
Il timore si inserisce in una vicenda che ha già conosciuto un’emergenza. Il 6 ottobre una fuga di gas durante i lavori aveva provocato l’evacuazione del liceo e della vicina sede della Provincia, portando oltre un migliaio di persone all’esterno degli edifici.
Successivamente, come già raccontato da Calabria7, il Comune aveva comunicato una diffida all’impresa esecutrice e la rimodulazione delle lavorazioni nella fascia pomeridiana, dalle 14.30 alle 20.30. Provvedimenti annunciati per ridurre le interferenze con l’attività scolastica e consentire il completamento dell’intervento.
La richiesta a Comune e responsabili: controlli immediati
La segnalazione chiama in causa il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, i responsabili dell’impresa e l’amministrazione comunale. Chiede sopralluoghi, controlli sulle protezioni e risposte sulla compatibilità tra il cantiere e le procedure di emergenza della scuola.
“Si intervenga immediatamente prima che succeda qualcosa di irreparabile”, è l’appello conclusivo.
Davanti al Berto servono risposte verificabili: percorsi praticabili, scavi protetti, segnaletica visibile e indicazioni chiare per chi deve raggiungere la scuola o abbandonarla in caso di pericolo. Dopo l’emergenza già vissuta, la sicurezza va dimostrata sul posto.














