24 Ottobre 2026
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Benzina e diesel, Eni conferma il price cap fino a dicembre: quanto potranno cambiare i prezzi

Claudio Descalzi annuncia la proroga del tetto ai carburanti fino alla fine del 2026. I massimali attuali sono di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro per il gasolio, ma saranno rivalutati in base al mercato e alle forniture

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Il price cap su benzina e diesel resterà in vigore sulla rete Enilive fino alla fine del 2026. La conferma è arrivata il 23 ottobre 2026 dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, dopo un colloquio telefonico con alcuni quotidiani italiani. La società ha successivamente confermato la decisione attraverso un proprio portavoce, come riportato dall’ANSA nella stessa giornata.

La proroga riguarda il mantenimento del meccanismo di contenimento dei prezzi, ma non comporta necessariamente la conferma degli stessi massimali per tutto il periodo. Descalzi ha chiarito che il gruppo continuerà a valutare l’andamento del mercato e le condizioni degli approvvigionamenti prima di decidere eventuali modifiche.

“Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni il 23 ottobre, secondo quanto riportato dall’ANSA. Il manager ha inoltre spiegato che l’azienda seguirà l’evoluzione delle quotazioni e delle forniture disponibili in rapporto alla propria struttura logistica.

I massimali attuali: 1,99 euro per la benzina e 2,25 per il diesel

Al momento dell’annuncio, il tetto era fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro al litro per il gasolio. Si tratta dei limiti indicati per i carburanti commercializzati attraverso la rete Enilive, che potranno essere rivalutati durante il periodo di applicazione della misura.

La distinzione è rilevante: la decisione di mantenere il price cap fino a dicembre non equivale a promettere prezzi bloccati agli stessi livelli fino al 31 dicembre. L’importo effettivo del massimale dipenderà dalle valutazioni successive di Eni.

Nel chiarire i criteri che guideranno queste verifiche, Descalzi ha dichiarato, secondo la formulazione riportata dall’ANSA il 23 ottobre: “Per quanto riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina, monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo”.

Perché Eni ha introdotto il price cap

La misura era stata annunciata il 25 settembre 2026 ed era entrata in vigore il 28 settembre, con una durata iniziale di trenta giorni e la possibilità di estensione fino alla fine dell’anno. Nella comunicazione ufficiale, Eni aveva collegato l’iniziativa alla riduzione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati, alle tensioni geopolitiche e alla diminuzione della capacità di raffinazione in Europa.

Il gruppo aveva presentato il provvedimento come un intervento a sostegno di famiglie e imprese, in una fase caratterizzata da prezzi elevati alla pompa. L’iniziativa si inseriva inoltre nella politica commerciale con cui la società aveva dichiarato di assorbire parte degli aumenti delle quotazioni internazionali, evitando di trasferirli integralmente sui prezzi consigliati alla propria clientela.

Il livello del tetto sul gasolio era inizialmente pari a 2,19 euro al litro. Il valore è stato successivamente aggiornato a 2,25 euro, mentre quello della benzina è rimasto a 1,99 euro. Per ricostruire correttamente l’evoluzione della misura occorre quindi distinguere il massimale originario da quello in vigore al momento della proroga.

Gattei: il sostegno ai clienti ha un costo per il gruppo

La conferma del price cap è arrivata nello stesso giorno in cui Eni ha presentato i risultati finanziari del terzo trimestre 2026. Durante la conference call con gli analisti, Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer della società, ha illustrato le motivazioni della scelta e il suo impatto economico.

Secondo quanto riportato da Radiocor il 23 ottobre 2026, Gattei ha spiegato che la decisione risponde anche a una responsabilità nei confronti dei consumatori. “Pensiamo che le imprese abbiano una responsabilità sociale, non possiamo vivere in una sorta di bolla al di fuori del mondo reale”, ha affermato il dirigente durante la call sui risultati trimestrali.

Gattei ha quindi ribadito che il sostegno alla clientela rappresenta una priorità per un’impresa attiva in un settore essenziale come quello energetico. Il manager ha inoltre precisato che il tetto non è definitivo nei suoi valori e che sarà sottoposto a verifiche periodiche.

Sul piano finanziario, la stima fornita durante la conference call indica un impatto nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro per trimestre, alle condizioni di mercato osservate in quel momento. Il dato è una valutazione riferita allo scenario corrente, non un importo fisso valido indipendentemente dall’evoluzione dei prezzi e delle forniture.

I risultati trimestrali e la remunerazione degli azionisti

L’annuncio sulla proroga del price cap coincide con la pubblicazione dei conti del terzo trimestre. Nel comunicato ufficiale del 23 ottobre 2026, Eni ha segnalato un miglioramento dei risultati operativi e finanziari e prospettive più favorevoli per l’intero esercizio.

Il gruppo ha inoltre annunciato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, per un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di euro, e l’incremento del programma di riacquisto di azioni proprie, il cosiddetto buyback, fino a 3,8 miliardi di euro.

I due aspetti descrivono dimensioni diverse della strategia aziendale: da una parte, il contenimento dei prezzi dei carburanti per i clienti; dall’altra, la remunerazione degli azionisti sulla base dei risultati e delle prospettive finanziarie. Il costo stimato della politica commerciale sui carburanti va letto nel contesto complessivo dei conti, senza confonderlo con il valore del dividendo straordinario o del programma di buyback.

Price cap confermato, ma il livello resta da verificare

La decisione comunicata da Descalzi assicura la prosecuzione del meccanismo di contenimento dei prezzi fino alla fine del 2026. Restano tuttavia possibili variazioni dei massimali attualmente applicati, in funzione delle quotazioni, delle condizioni di mercato e della disponibilità effettiva dei prodotti.

Per gli automobilisti, il dato da seguire nei prossimi mesi non sarà quindi soltanto la durata della misura, ma anche l’eventuale aggiornamento del limite per litro. Al 23 ottobre 2026, Eni ha confermato la continuità del price cap senza garantire che i valori di 1,99 euro per la benzina e 2,25 euro per il diesel rimangano invariati fino alla fine dell’anno.

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