La protesta degli agricoltori contro il caro carburante non si ferma. Nel pomeriggio del 23 ottobre, il presidio promosso dagli aderenti al Movimento Territorio e Agricoltura (Mta) è ancora in corso allo svincolo dell’autostrada A2 del Mediterraneo a Falerna, nel Lametino, in provincia di Catanzaro. Gli agricoltori, guidati da Matteo Talarico, sono presenti sulla rotonda in prossimità dello svincolo autostradale e confermano la volontà di proseguire la mobilitazione, nonostante il decreto annunciato dal governo guidato da Giorgia Meloni. La protesta, secondo quanto riferito, non sta provocando disagi alla circolazione. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine, con polizia e carabinieri impegnati a monitorare la situazione.
“Le misure non sono sufficienti”: la richiesta di garanzie
Alla base della mobilitazione resta l’insoddisfazione per gli interventi annunciati dall’esecutivo. Gli aderenti al Movimento Territorio e Agricoltura ritengono che le misure adottate non siano adeguate ad affrontare le difficoltà del settore, a partire dall’aumento dei costi di produzione e del carburante. “Le misure adottate non sono sufficienti, i costi per noi continuano ad essere elevati. Vogliamo garanzie per il futuro”, affermano i manifestanti. La posizione del movimento è netta: il presidio andrà avanti finché non arriveranno risposte considerate adeguate alle richieste degli agricoltori.
Mobilitazione anche a Pizzo: “Non ci muoviamo“
Quello di Falerna non è l’unico punto della protesta in Calabria. Il Movimento Territorio e Agricoltura mantiene infatti un presidio anche a Pizzo, nel Vibonese, confermando una mobilitazione articolata su due fronti. “Non ci muoviamo. Non si molla!”, è il messaggio degli agricoltori, che chiedono interventi capaci di incidere concretamente sui costi sostenuti dalle aziende e di offrire maggiori certezze per il futuro. Intanto, allo svincolo di Falerna la situazione resta sotto controllo e, al momento, non vengono segnalate conseguenze sulla viabilità autostradale.














