24 Ottobre 2026
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Fibromialgia, ambulatori e fondi, Barbuto chiede trasparenza alla Regione Calabria e incalza Occhiuto

Interrogazione del M5S sullo stato di attuazione della legge regionale. Chiesti chiarimenti su fondi, ambulatori dedicati, Registro regionale e percorso di cura

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La legge regionale c’è, ma resta da chiarire se e come si stiano traducendo le disposizioni in servizi concreti per i pazienti. È questo il nodo sollevato da Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Regione e assessore alla Sanità, Roberto Occhiuto, per fare luce sull’attuazione della normativa sulla fibromialgia. Al centro dell’iniziativa c’è la legge regionale n. 8 del 14 marzo 2024, dedicata al riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e dell’elettrosensibilità e all’istituzione dei relativi registri regionali.

“Che fine hanno fatto gli ambulatori dedicati alla fibromialgia in Calabria? A che punto è l’attivazione del Registro regionale e del percorso di cura (PDTA) per le persone affette da questa patologia altamente invalidante? Ma soprattutto, che uso è stato fatto dei 160mila euro destinati alla nostra Regione dal Ministero della Salute fin dal 2022?”, chiede Barbuto. L’interrogazione punta a ottenere chiarimenti sugli adempimenti amministrativi avviati, sui tempi di attuazione delle misure e sulle risorse effettivamente destinate all’assistenza delle persone affette dalla patologia.

Ambulatori, Registro regionale e percorso di cura: cosa manca

Secondo la consigliera pentastellata, la normativa regionale prevede una rete di strumenti per migliorare la diagnosi, la presa in carico e il monitoraggio dei pazienti. Tra questi figurano ambulatori multidisciplinari dedicati, un Centro di coordinamento regionale, il Registro regionale e il coinvolgimento delle associazioni delle persone affette da fibromialgia. Barbuto denuncia tuttavia ritardi nell’attuazione e l’assenza, a suo giudizio, di punti di riferimento uniformi sul territorio calabrese per chi convive con questa condizione.

“Il Consiglio regionale ha approvato una legge importante per il riconoscimento sociale e l’assistenza alle persone affette da fibromialgia”, sottolinea la consigliera, richiamando anche la sentenza n. 201/2024 della Corte costituzionale, intervenuta sulla normativa in materia. La richiesta rivolta alla Giunta è di chiarire quali passaggi siano stati completati e quali restino ancora da realizzare, indicando tempistiche precise per rendere operative le misure previste.

I 160mila euro del Ministero della Salute sotto la lente

Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda le risorse economiche assegnate alla Calabria a partire dal 2022. Barbuto richiama l’articolo 1 della legge n. 234 del 2021 e il decreto del Ministero della Salute dell’8 luglio 2022, che avrebbero destinato alla Regione 160.034 euro per attività connesse allo studio, alla diagnosi e alla cura della fibromialgia. La consigliera chiede di sapere se i fondi siano stati effettivamente incassati, impegnati e spesi, oppure se risultino ancora inutilizzati nei bilanci regionali.
“Abbiamo il dovere di sapere con assoluta trasparenza se queste somme siano state incassate, impegnate e spese, o se giacciono inutilizzate tra le pieghe del bilancio regionale per le solite lungaggini burocratiche”, afferma Barbuto. La questione finanziaria si intreccia con quella organizzativa: l’interrogazione mira infatti a verificare non soltanto la destinazione delle risorse, ma anche l’individuazione dei centri specializzati e gli interventi predisposti per garantire servizi effettivi ai pazienti.

Barbuto: «Servono risposte e servizi concreti per i malati»

La consigliera del Movimento 5 Stelle contesta il rischio che le disposizioni approvate dal Consiglio regionale rimangano prive di un’attuazione concreta, senza produrre cambiamenti tangibili per le persone affette da fibromialgia e per le loro famiglie. “Non si può continuare a fare propaganda sui provvedimenti approvati in Aula se poi non seguono gli atti amministrativi e i servizi concreti per i malati e per le loro famiglie”, dichiara. Barbuto chiede quindi alla Giunta regionale di fornire risposte dettagliate sullo stato di attuazione della legge, sulle risorse umane e organizzative disponibili e sulle tempistiche necessarie per completare gli interventi. L’obiettivo, sottolinea la consigliera, è assicurare ai pazienti calabresi un accesso più uniforme alla diagnosi e alle cure, rendendo effettive le tutele previste dalla normativa regionale e garantendo il diritto alla salute e all’assistenza.

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