Tutto comincia con un bagno di sangue. Centinaia di morti, vecchi boss che perdono il controllo, nuove generazioni criminali decise a conquistare potere e denaro. È la Calabria degli anni Settanta, travolta dalla prima guerra di ‘ndrangheta. Una stagione di violenza che segna l’inizio di una trasformazione destinata a cambiare per sempre la storia della criminalità organizzata. Da quel momento, la ‘ndrangheta non sarà più soltanto una mafia radicata nei territori calabresi, ma diventerà progressivamente una potenza criminale capace di infiltrarsi nell’economia e di estendere i propri interessi in tutto il mondo. A raccontare questa evoluzione sono Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, e Antonio Nicaso, storico e studioso delle organizzazioni mafiose, autori del nuovo libro “50 anni di ‘ndrangheta”, disponibile dal 3 novembre in libreria e online.
Gratteri e Nicaso, il nuovo libro parte dalla prima guerra di ‘ndrangheta: centinaia di morti e una mafia che cambia volto
La ricostruzione prende avvio da un passaggio cruciale della storia criminale calabrese: il biennio 1975-1976, quando esplode la prima guerra di ‘ndrangheta. Le nuove leve dell’organizzazione non accettano più di restare subordinate ai vecchi capibastone. Vogliono guadagnare di più, comandare e conquistare nuovi spazi di potere. Le regole tradizionali vengono messe in discussione e lo scontro si trasforma in una guerra sanguinosa. La Calabria diventa teatro di omicidi e regolamenti di conti, mentre gli equilibri interni alle cosche vengono profondamente ridisegnati. Per Gratteri e Nicaso, quella stagione rappresenta uno spartiacque: la fine di un’epoca e l’inizio di un modello criminale sempre più organizzato, ambizioso e capace di costruire relazioni oltre il territorio d’origine.
Dalla mafia rurale ai rapporti con massoneria, politica e servizi deviati
La trasformazione della ‘ndrangheta non riguarda soltanto il ricambio generazionale dei boss. Nel percorso storico ricostruito dai due autori emergono i rapporti con ambienti massonici, settori deviati dei servizi segreti, estrema destra e politica, in una rete di interessi che contribuisce a modificare la natura dell’organizzazione. La criminalità calabrese conserva il controllo dei territori, ma comincia a sviluppare strategie più complesse per accrescere il proprio potere economico e relazionale. È il passaggio da una struttura prevalentemente rurale a un sistema criminale capace di muoversi tra affari, istituzioni e mercati internazionali. Un’evoluzione che, nel racconto di Gratteri e Nicaso, aiuta a comprendere perché la ‘ndrangheta sia riuscita a espandersi senza rinunciare ai propri meccanismi tradizionali di appartenenza e controllo.
Gli anni Ottanta e la seconda guerra di ‘ndrangheta: la violenza per conquistare il potere
Il libro attraversa poi gli anni Ottanta, segnati dalla seconda guerra di ‘ndrangheta, un altro conflitto che sconvolge gli equilibri delle cosche calabresi. La lotta per il comando e per il controllo degli affari continua a produrre violenza, mentre l’organizzazione consolida la propria capacità di accumulare ricchezza e costruire collegamenti criminali. È una fase decisiva della sua evoluzione, nella quale il potere mafioso non dipende più esclusivamente dalla forza delle armi, ma anche dalla capacità di gestire risorse economiche e stringere alleanze. Gratteri e Nicaso ricostruiscono questa stagione per mostrare come le guerre interne abbiano contribuito a ridefinire la struttura della ‘ndrangheta e a preparare la successiva espansione internazionale.
Gli anni Novanta e la svolta della cocaina: così la ‘ndrangheta diventa una potenza economica
Con gli anni Novanta arriva una delle trasformazioni più importanti: la crescente centralità del traffico internazionale di cocaina. Le cosche calabresi sviluppano rapporti con i grandi circuiti del narcotraffico, aumentando la propria capacità finanziaria e rafforzando la presenza sui mercati internazionali. Il denaro proveniente dalle attività illecite diventa uno strumento fondamentale per ampliare gli interessi criminali e penetrare nell’economia legale. È in questa fase che la ‘ndrangheta consolida una dimensione sempre più globale, mantenendo però un forte legame con i territori calabresi. Un’organizzazione che può operare a migliaia di chilometri dalla propria terra d’origine senza interrompere i rapporti con le famiglie e le strutture criminali di riferimento.
La strage di Duisburg del 2007: quando il mondo scopre il volto internazionale della mafia calabrese
Tra gli episodi simbolo raccontati nel volume c’è la strage di Duisburg del 15 agosto 2007, quando sei uomini vengono assassinati davanti a un ristorante nella città tedesca. Un massacro che porta la violenza della ‘ndrangheta sulle prime pagine dei giornali internazionali e mostra quanto le rivalità tra cosche possano estendersi oltre i confini italiani. La Germania scopre in modo drammatico la presenza della mafia calabrese sul proprio territorio. Ma quella strage rappresenta soltanto la manifestazione più evidente di un fenomeno molto più ampio: l’espansione di un’organizzazione capace di operare in diversi Paesi, controllare traffici e sviluppare interessi economici internazionali.
Dalle grandi inchieste antimafia ai processi: la ‘ndrangheta tra tradizione e innovazione
Il racconto prosegue con gli anni Dieci, caratterizzati dalle grandi operazioni investigative e dai processi che hanno contribuito a ricostruire il funzionamento dell’organizzazione mafiosa. Le inchieste hanno permesso di approfondire i rapporti tra cosche, gli interessi economici e le modalità attraverso cui la ‘ndrangheta mantiene la propria influenza. In questa fase emerge con particolare evidenza la capacità dell’organizzazione di conciliare tradizione e innovazione: da una parte i vincoli familiari, le gerarchie e il radicamento territoriale, dall’altra l’adattamento ai nuovi mercati e alle opportunità offerte dall’economia globalizzata. È questa combinazione a rappresentare uno degli elementi centrali della sua forza.
La ‘ndrangheta di oggi: affari, riciclaggio e infiltrazioni nell’economia dal Nord al Sud
L’ultima parte di “50 anni di ‘ndrangheta” è dedicata al presente e alle nuove forme di espansione criminale. L’organizzazione non viene descritta soltanto attraverso gli omicidi, le faide e il narcotraffico, ma anche attraverso la capacità di infiltrarsi in diversi settori dell’economia. Il fenomeno riguarda tanto il Sud quanto il Nord Italia, oltre ai mercati esteri nei quali la criminalità calabrese ha sviluppato interessi e collegamenti. La globalizzazione ha offerto nuove opportunità anche alle organizzazioni mafiose, che possono sfruttare la circolazione dei capitali e le relazioni commerciali per consolidare il proprio potere. Comprendere la ‘ndrangheta contemporanea significa quindi guardare anche ai meccanismi economici che consentono alla ricchezza criminale di entrare nei circuiti apparentemente leciti.
“50 anni di ‘ndrangheta”, il libro di Gratteri e Nicaso dal 3 novembre: conoscere la storia per rompere il silenzio
Il nuovo volume di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, pubblicato da Fuoriscena, ripercorre mezzo secolo di storia criminale attraverso le grandi trasformazioni dell’organizzazione: dalle guerre degli anni Settanta e Ottanta alla centralità della cocaina, dall’espansione internazionale alle grandi inchieste antimafia, fino alle infiltrazioni nell’economia contemporanea. Un’opera che si inserisce nel lungo percorso di ricerca e divulgazione dei due autori, già conosciuti per pubblicazioni come “Fratelli di sangue” e “La malapianta”.
“50 anni di ‘ndrangheta” sarà in libreria e online dal 3 novembre 2026 ed è già disponibile in preordine su Amazon. L’obiettivo dichiarato della presentazione editoriale è contribuire a rompere il silenzio e l’indifferenza nei quali le mafie continuano a prosperare. Perché la storia della ‘ndrangheta non riguarda soltanto la Calabria: è anche una parte della storia politica, economica e sociale dell’Italia degli ultimi cinquant’anni.














