28 Ottobre 2026
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Reggina, il primato ha le crepe: spreca a Favara e non va oltre il pari nel recupero. Ora divide la vetta con il Sambiase

Gli amaranto rimontano con Alma e Abonckelet, poi si fanno raggiungere sul 2-2: sfuma il comando solitario. Dietro le due capolista resiste la Vibonese che ripensa al pari con il Gela. Con una vittoria ci sarebbero state tre calabresi al primo posto

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La Reggina torna in vetta, ma lascia a Favara una buona occasione per restarci da sola. Al “Bruccoleri” finisce 2-2: Marchica porta avanti i siciliani, Alma e Abonckelet ribaltano il risultato, Deiana Testoni firma il pareggio che premia il coraggio della squadra di Antimo Iunco. Per gli amaranto è una frenata che pesa soprattutto per come arriva. La partita era stata rimessa in piedi, poi indirizzata verso la vittoria. Mancava il passaggio decisivo: prendere il controllo, limitare i rischi, trovare eventualmente il terzo gol. La squadra di Marco Marchionni non riesce a fare abbastanza in nessuna delle tre cose. E il Favara, giovane e intraprendente, si prende un punto meritato.

Il Favara parte senza paura e Marchica colpisce

Il primo segnale arriva dall’atteggiamento dei padroni di casa. Nessuna soggezione davanti alla squadra costruita per vincere il campionato: il Castrum Favara cerca il pallone, accetta i duelli e prova a portare uomini nella metà campo amaranto. Lagonigro deve subito prestare attenzione alle iniziative siciliane. Dall’altra parte Abonckelet trova l’esterno della rete, mentre Di Silvestro esce con tempestività su Alma. La gara è aperta, il Favara dimostra di avere idee e gambe per sostenerle. Al quarto d’ora arriva il vantaggio: un pallone dalla sinistra raggiunge Marchica, che colpisce al volo e spedisce sotto la traversa. È una conclusione sulla quale Lagonigro può fare poco. La Reggina si ritrova a inseguire, punita da un avversario che aveva già mostrato di voler attaccare.

Alma riapre subito la partita, Di Silvestro tiene il risultato

La risposta amaranto arriva poco dopo. Alma approfitta di una palla persa dai siciliani in costruzione, si presenta davanti a Di Silvestro e firma l’1-1. Un recupero prezioso, trasformato con freddezza: la Reggina evita che lo svantaggio diventi anche un problema di nervi. Il pareggio dà impulso agli ospiti, che costruiscono le occasioni per completare la rimonta già prima dell’intervallo. A Magrassi viene annullata una rete per fuorigioco; poi Di Silvestro respinge una punizione di Acquadro e si oppone anche a Baldan sugli sviluppi del successivo calcio d’angolo.

Il portiere siciliano tiene in partita i suoi. Nel recupero serve anche il salvataggio sulla linea di Volpe, dopo un pallonetto che aveva scavalcato l’estremo difensore. La Reggina ha occasioni per passare, ma concede a sua volta spazi: sul fronte opposto Marchica riparte e perde il pallone prima di poter concludere.

Abonckelet completa la rimonta, gli amaranto non chiudono

La ripresa comincia senza cambi e senza una svolta immediata nell’andamento della partita. Il Favara resta dentro il confronto: Cusanno anticipa tutti su calcio d’angolo, ma il suo colpo di testa finisce sopra la traversa. La Reggina trova comunque il vantaggio. Un pallone cercato da Rotulo verso l’area si trasforma nell’occasione giusta dopo un disimpegno imperfetto di Marong. Abonckelet si ritrova davanti a Di Silvestro e non sbaglia: 1-2, rimonta completata.

Gli amaranto hanno il merito di sfruttare gli errori avversari. Il limite emerge dopo, quando il vantaggio dovrebbe consentire una gestione più autorevole. Il Favara continua a crederci e la Reggina non riesce a togliergli fiducia. L’occasione per allungare arriva sul traversone di Toscano, ma Magrassi manda alto. È un passaggio importante: il terzo gol avrebbe costretto i siciliani a una rincorsa ben diversa. Il risultato resta invece aperto.

Deiana Testoni trova il 2-2, nel finale il Favara ci crede

Al 74’ il conto torna in parità. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo il pallone arriva al limite dell’area, dove Deiana Testoni, entrato dalla panchina, trova la conclusione che si infila alla destra di Lagonigro. Il 2-2 restituisce alla partita un equilibrio coerente con quanto mostrato dal Favara. La squadra di Iunco ha commesso errori pesanti, pagandoli entrambi, ma ha continuato a giocare anche dopo essere stata rimontata. E nel finale cerca persino la vittoria. Collura impegna Lagonigro con una conclusione a giro, poi guida una ripartenza che Lancini interrompe con un fallo da ammonizione. Sulla successiva punizione anche De Min, tornato a disposizione dopo l’infortunio, chiama in causa il portiere amaranto. Per la Reggina sono segnali da valutare: nel tratto di gara in cui servirebbe l’assalto decisivo, deve anche preoccuparsi di proteggere il pareggio.

Marchionni, i problemi dietro e una manovra a intermittenza

Il risultato lascia aperta soprattutto una questione di continuità. La Reggina produce occasioni, trova due gol, riesce a reagire allo svantaggio. Poi, però, fatica a tenere insieme qualità della manovra, equilibrio e gestione dei momenti. I cinque gol subiti nelle ultime quattro partite richiamano l’attenzione sulla tenuta difensiva. A Favara il vantaggio non basta per abbassare il numero dei pericoli: gli amaranto continuano a concedere possibilità a un avversario che ha energia e fiducia per cercarle.

Davanti, invece, la costruzione procede a strappi. Le opportunità non mancano, ma manca una pressione abbastanza continua da costringere i siciliani a pensare soltanto a difendersi. Le assenze riducono le alternative di Marchionni e condizionano le possibilità di intervento. Anche i cambi, però, non producono la scossa necessaria. Il lavoro da fare riguarda entrambe le fasi: creare con maggiore regolarità e difendere meglio quanto costruito.

Reggina e Sambiase a 20: la Vibonese resta a due punti

Il recupero consegna così un vertice condiviso. La Reggina raggiunge il Sambiase a quota 20, mentre la Vibonese resta a 18, a due lunghezze dalla coppia di testa. I lametini conservano il primo posto conquistato con il successo sulla Nissa; i rossoblù rimangono vicini dopo la vittoria di Ragusa. Per il Sambiase è un esito favorevole: la Reggina aveva a disposizione il sorpasso e deve accontentarsi dell’aggancio. Per la Vibonese è la conferma che la vetta resta raggiungibile. Le prime tre posizioni raccontano una corsa tutta calabrese, con distanze ancora ridotte

Il rimpianto della Vibonese: quel pari con il Gela

A Vibo, però, la classifica porta con sé anche un pensiero preciso: l’1-1 casalingo contro il Gela, con il vantaggio di Marsico cancellato dalla rete di Di Stefano. Una partita nella quale i rossoblù avevano messo le mani sui tre punti senza riuscire a conservarli. Il calcolo è semplice: una vittoria avrebbe aggiunto due punti agli attuali 18. La Vibonese sarebbe oggi a quota 20, insieme a Reggina e Sambiase. Un trio calabrese al comando, alla pari. È un’ipotesi che misura il rimpianto, ma anche la vicinanza dell’obiettivo. La Vibonese può guardare davanti senza sentirsi lontana; il Sambiase ha dimostrato di poter tenere il passo. La Reggina conserva il primato e il proprio potenziale, ma da Favara riceve una richiesta chiara: per staccare le altre serviranno prestazioni più complete.

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