Una scoperta che ha cambiato il modo di comprendere il mesotelioma, una delle forme tumorali più aggressive, e una carriera scientifica che ha contribuito a proteggere intere comunità dall’esposizione a sostanze cancerogene. Il professore Michele Carbone, ordinario di Anatomia Patologica all’Università Magna Graecia di Catanzaro e docente presso l’University of Hawaii Cancer Center, è stato insignito dello Szent-Györgyi Prize for Progress in Cancer Research 2026, prestigioso premio internazionale assegnato dalla National Foundation for Cancer Research (NFCR). Il riconoscimento gli è stato consegnato il 9 ottobre a Washington, presso il National Press Club. Ora lo scienziato torna nell’Ateneo calabrese per raccontare le ricerche che gli sono valse il premio: l’appuntamento è fissato per martedì 3 novembre, alle ore 11:30, nell’Aula Magna C dell’Edificio delle Bioscienze.
La scoperta sul mesotelioma e il gene BAP1 che ha rivoluzionato la ricerca
Al centro degli studi di Michele Carbone c’è il mesotelioma, un tumore raro ma particolarmente aggressivo, che colpisce soprattutto la pleura, la membrana che riveste i polmoni. Per oltre dieci anni il ricercatore ha studiato alcune comunità della Cappadocia, in Turchia, dove l’esposizione all’erionite, una fibra minerale naturale cancerogena, era associata a un’incidenza drammatica della malattia, che in alcuni villaggi interessava circa la metà dei residenti. Le ricerche hanno permesso di individuare un elemento fondamentale: oltre all’esposizione ambientale, anche la predisposizione genetica legata al gene BAP1 può contribuire allo sviluppo del tumore. Una scoperta che ha aperto nuove prospettive per comprendere i meccanismi della malattia, individuare le persone maggiormente a rischio e sviluppare possibili strategie terapeutiche.
Dalla Cappadocia agli Stati Uniti: le ricerche che hanno salvaguardato intere comunità
Il lavoro del professore non si è fermato ai laboratori. Gli studi sull’erionite hanno avuto conseguenze concrete anche sul fronte della salute pubblica. In Cappadocia, secondo quanto riferito dall’Università Magna Graecia, Carbone ha contribuito a convincere le autorità a realizzare due nuovi villaggi e strutture ospedaliere in aree non contaminate, per ridurre l’esposizione della popolazione alla fibra cancerogena. Negli Stati Uniti, in particolare nel North Dakota, le sue ricerche hanno favorito un intervento di ripavimentazione di oltre 300 miglia di strade interessate dalla presenza di erionite, con l’obiettivo di limitare la dispersione delle polveri sollevate dal traffico. Interventi di prevenzione ambientale che dimostrano come la ricerca scientifica possa tradursi in misure concrete per la tutela delle persone.
Diagnosi precoce dei tumori: perché gli studi su BAP1 sono così importanti
Le scoperte di Michele Carbone hanno contribuito anche al miglioramento degli strumenti diagnostici. In particolare, gli studi sul gene BAP1 hanno favorito l’impiego di metodiche immunoistochimiche oggi utilizzate nella pratica diagnostica internazionale. L’identificazione di alterazioni legate a BAP1 e, nei casi indicati, la valutazione della predisposizione ereditaria permettono di individuare persone che possono beneficiare di percorsi di sorveglianza personalizzati. La possibilità di riconoscere precocemente alcune condizioni di rischio rappresenta un passo importante nella gestione di una patologia complessa come il mesotelioma. Le ricerche aprono inoltre prospettive per lo sviluppo di nuovi trattamenti antitumorali diretti o indirettamente ai meccanismi biologici associati a BAP1, pur senza rappresentare di per sé una cura definitiva per la malattia.
Il prestigioso premio internazionale consegnato a Washington
Il Szent-Györgyi Prize for Progress in Cancer Research viene assegnato annualmente da circa vent’anni a ricercatori che si sono distinti per contributi fondamentali alla prevenzione, diagnosi e cura del cancro. È intitolato allo scienziato Albert Szent-Györgyi, premio Nobel per la Medicina nel 1937 e cofondatore della National Foundation for Cancer Research. Il riconoscimento mira a valorizzare le scoperte capaci di far progredire la ricerca oncologica e di favorire il trasferimento dei risultati scientifici verso nuove applicazioni cliniche. La scelta di premiare Michele Carbone nel 2026 rappresenta quindi un riconoscimento internazionale al valore dei suoi studi sul mesotelioma e sui fattori genetici che ne influenzano lo sviluppo.
Il rettore Giovanni Cuda: “Un traguardo straordinario per l’Università e per tutta la Calabria”
Grande soddisfazione è stata espressa dal rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovanni Cuda, che ha sottolineato il valore scientifico e simbolico del riconoscimento. “Ho appreso questa notizia con enorme piacere e commozione”, ha dichiarato. Per il rettore, il premio rende merito al percorso di ricerca di Michele Carbone e al suo contributo alla lotta contro il cancro. Un risultato che, aggiunge, rappresenta motivo di “immenso prestigio per il nostro Ateneo e per tutta la Calabria”. Cuda ha rivolto al professore le congratulazioni dell’intera comunità universitaria, evidenziando come il suo lavoro dimostri il valore della ricerca scientifica di qualità sviluppata anche all’interno dell’Ateneo catanzarese.
Il 3 novembre il seminario all’UMG di Catanzaro: ingresso aperto alla cittadinanza
L’Università Magna Graecia celebrerà il risultato scientifico con un incontro dedicato alle ricerche del professore. Il seminario di Michele Carbone si svolgerà martedì 3 novembre 2026, alle ore 11:30, nell’Aula Magna C dell’Edificio delle Bioscienze dell’UMG, a Catanzaro. L’iniziativa sarà un’occasione per approfondire le scoperte sul mesotelioma, il ruolo del gene BAP1 e le prospettive della ricerca oncologica.
La partecipazione è aperta a docenti, ricercatori, dottorandi, personale tecnico-amministrativo e cittadini. Un appuntamento che porterà a Catanzaro una testimonianza diretta di ricerca scientifica di livello internazionale, mostrando come gli studi sui meccanismi dei tumori possano contribuire non soltanto al progresso della medicina, ma anche alla prevenzione e alla tutela della salute delle comunità.













