1 Novembre 2026
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Eolico a San Vito sullo Jonio, la Regione fa ricorso al Consiglio di Stato: mobilitazione e associazioni in pressing

La decisione accoglie l'istanza di comitati e realtà ambientaliste per proteggere boschi, faggete e l'itinerario turistico del cammino "Coast to coast"

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Un passaggio istituzionale fondamentale riapre il confronto sulla tutela paesaggistica e sulla salvaguardia dei rilievi montani della Calabria centrale. La Regione Calabria ha ufficialmente impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar che, lo scorso primo aprile, aveva annullato il decreto con cui l’ente regionale aveva dichiarato la decadenza della vecchia autorizzazione concessa alla società costruttrice dell’impianto eolico a San Vito sullo Jonio.

La decisione di ricorrere in appello viene accolta con grande attenzione dai movimenti e dalle rappresentanze territoriali che da tempo sollecitavano un intervento a difesa dell’area boschiva a ridosso del Parco regionale delle Serre.

“La notizia sul distruttivo progetto dell’impianto eolico sulla montagna di San Vito sullo Jonio che cittadini, associazioni e tanti amministratori auspicavano è arrivata: la Regione Calabria ha impugnato al Consiglio di Stato la sentenza del Tar,che aveva, lo scorso primo aprile, determinato l’annullamento di un decreto della stessa Regione, con cui era stata giustamente dichiarata la decadenza della vecchia autorizzazione concessa alla società costruttrice. Questo ricorso – che naturalmente non segna la parola fine sul progetto – rappresenta una boccata d’ossigeno per tutti coloro i quali si sono attivati per salvare il territorio montano di San Vito, impreziosito da boschi e faggete a ridosso dal Parco regionale delle Serre: in primo luogo il Movimento Terra e Libertà Calabria, Controvento e Italia Nostra Calabria che oramai da anni si battono contro questo sciagurato progetto, presentato nel 2006 e interessato persino da un’inchiesta della magistratura”,evidenziano le associazioni promotrici della nota redatta da Movimento Terra e Libertà Calabria, Italia Nostra Calabria,Italia Nostra Soverato/Guardavalle e dal Coordinamento Regionale Controvento.

L’impatto sul turismo sostenibile e il bilancio della mobilitazione

La decisione di sospendere l’iter dell’opera preserva temporaneamente l’indotto legato alle attività escursionistiche e ricettive radicate nel comprensorio. Particolare rilievo assume la tenuta dei percorsi naturalistici regionali, a partire dall’itinerario da costa a costa ideato per unire il versante ionico a quello tirrenico.

“Momentaneo sospiro di sollievo anche per cooperative ed operatori economici che gravitano attorno al trekking “Coast to coast”, ideato da Kalabria Trekking: un cammino da Soverato a Pizzo che attrae migliaia di turisti all’anno e che fa vivere e lavorare decine di famiglie con la bellezza, la storia e la spiritualità sedimentate nei paesaggi della montagna e della collina. Un sentiero che sarebbe irrimediabilmente cancellato se dovessero essere issate le enormi pale eoliche di acciaio proprio nel cuore del cammino, con tutto ciò che comporta anche in termini di conseguenze ambientali,ecologiche, sociali ed economiche”, prosegue il documento congiunto.

L’atto di appello depositato dalla Regione viene interpretato dai comitati come il risultato di un lungo percorso d’informazione e confronto civico che ha visto coinvolti residenti e amministratori locali.

“La notizia del ricorso della Regione Calabria rappresenta in ogni caso un segnale importantissimo: la mobilitazione all’insegna della gioia, della creatività, della serietà e della corretta informazione – come le manifestazioni del 2 agosto al Lago Acero e del 9 ottobre alla Cittadella regionale o le tante assemblee con cittadini ed amministratori – può ancora avere la capacità di far remare governanti e cittadini nella stessa direzione. Nel caso specifico, l’opposizione a progetti speculativi che, in nome di una bugiarda ed ipocrita lotta al cambiamento climatico, vorrebbero far diventare la nostra terra una zona di sacrificio a vantaggio di pochi affaristi privati senza alcun beneficio per il territorio”, concludono i rappresentanti delle sigle ambientaliste.

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