A Paravati si torna davanti alla sua tomba. A Catanzaro si prepara il palco per raccontarne la vita. Diciassette anni dopo la morte di Natuzza Evolo, il giorno di Ognissanti tiene insieme il raccoglimento dei fedeli e il lavoro di una compagnia teatrale. Alla Villa della Gioia arrivano i pellegrini; al Politeama proseguono i preparativi di “Fortunata di Dio – La storia di Natuzza Evolo”, l’opera scritta da Ruggero Pegna e Andrea Ortis, che ne firma anche la regia. Il filo che lega questi due luoghi è una donna di Paravati, madre di cinque figli, senza istruzione, diventata un riferimento spirituale per persone arrivate da ogni parte d’Italia. La sua vicenda torna in teatro dentro la storia della Calabria del Novecento, con le sue povertà, le domande di aiuto e il rapporto, tutt’altro che semplice, tra esperienza mistica, medicina e autorità religiosa.
Diciassette anni dopo, i fedeli tornano alla Villa della Gioia
Natuzza morì il 1° novembre 2009, a 85 anni. Oggi, nel diciassettesimo anniversario, la celebrazione alla Villa della Gioia è stata presieduta dal vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Attilio Nostro, che nell’omelia ha richiamato il suo messaggio d’amore e la capacità di accogliere chi le chiedeva ascolto. Anche la pioggia ha accompagnato la giornata, riportando alla memoria di molti il tempo di quel primo novembre di diciassette anni fa. A restare, soprattutto, è la consuetudine del ritorno: raggiungere Paravati, fermarsi in preghiera, ricordare un incontro o una parola ricevuta. Per i suoi figli spirituali continua a essere “mamma Natuzza”. È questa relazione, sopravvissuta alla sua scomparsa, che il progetto teatrale prova a raccontare: la vita di una donna e il bisogno di conforto delle persone che bussavano alla sua porta.
A Catanzaro le prove, a Vibo due rappresentazioni
Mentre Paravati vive la giornata del ricordo, a Catanzaro si lavora alla rappresentazione del 3 novembre, alle 21, al Teatro Politeama. Cast e squadra tecnica sono impegnati nell’allestimento e nelle prove di una produzione che combina recitazione, musiche originali, scenografie mobili, proiezioni tridimensionali ed effetti di luce.
Il 5 novembre l’opera arriverà al Teatro Comunale di Vibo Valentia, con due spettacoli: alle 17.30 e alle 21. Il raddoppio segue il tutto esaurito annunciato per la rappresentazione serale. Sono attese anche comitive dal resto del Sud, in particolare dalla Sicilia. “Fortunata di Dio” torna dunque davanti al pubblico dopo la prima di maggio al Teatro Rendano di Cosenza. L’appuntamento di Catanzaro apre questa nuova tappa del percorso dell’opera.
Pegna: “Una risposta stupenda che premia lo sforzo enorme”
Per Ruggero Pegna, produttore e coautore, il progetto ha anche una radice personale: il legame con Natuzza e le preghiere che accompagnarono la sua malattia, una leucemia fulminante. “Una risposta stupenda che premia lo sforzo enorme di portare in scena la storia meravigliosa di mamma Natuzza, come la chiamano tutti”, afferma. La vicinanza tra le rappresentazioni e l’anniversario è una scelta alla quale attribuisce un significato preciso: “La coincidenza voluta con la Festa di Tutti i Santi, forse non a caso giorno della sua scomparsa terrena, rende queste serate ancora più emozionanti”. Pegna ringrazia i devoti e gli spettatori interessati alla proposta teatrale. E indica l’obiettivo del lavoro: “La speranza è di contribuire con quest’opera alla diffusione della figura di Natuzza Evolo e dello splendido Santuario di Paravati di Mileto”.
Annalisa Insardà dà volto a Natuzza
A interpretare la protagonista è Annalisa Insardà. Accanto a lei, Enrico Cava veste i panni di don Marco, il sacerdote inviato a Paravati per indagare. Un personaggio che introduce nel racconto le domande e le verifiche intorno a una vicenda segnata dai fenomeni mistici attribuiti a Natuzza: stigmate, bilocazioni, apparizioni e guarigioni riferite dai testimoni. La mistica, Serva di Dio, è al centro di una causa di beatificazione. Lo spettacolo porta sulla scena la sua esperienza umana e religiosa, insieme alle reazioni e agli interrogativi che suscitò.
Nel cast figurano Luca Attadia, Michele Radice, Valeria Zazzaretta e Antonello Angiolillo, impegnati in più ruoli, mentre Jacopo Siccardi è il narratore. Le musiche originali sono di Francesco Perri; le scenografie mobili portano la firma di Lele Moreschi e Filippo Iezzi, con luci, proiezioni ed effetti speciali di Virginio Levrio. Per gli appuntamenti teatrali, biglietti sul circuito TicketOne e nei punti autorizzati. Informazioni al 0968 441888 e all’indirizzo info@ruggeropegna.it.
La stoccata alla Regione: “Mi auguro diano un po’ di attenzione”
L’opera ha il patrocinio morale della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, presieduta da don Pasquale Barone. È la Fondazione legata al Santuario di Paravati, di cui è rettore padre Michele Cordiano, e alla Villa della Gioia. Tra i sostenitori indicati dalla produzione figurano Harmonic Innovation Group, Gruppo Caffo, Mic Musical International Company, Francioso Comunicazione, Banca Mediocrati, Camera di Commercio di Catanzaro e Vibo Valentia e Comune di Vibo Valentia.
Pegna chiama però in causa anche la Regione Calabria. “Stranamente – osserva – manca l’adesione della Regione Calabria”. E auspica che le istituzioni regionali “diano un po’ di attenzione anche a quest’Opera, testimonianza unica e promozione di una Calabria davvero straordinaria!”. Una sollecitazione al sostegno pubblico che il produttore affianca alla rivendicazione del valore culturale del progetto e della sua capacità di far conoscere Paravati.
L’8 novembre un altro appuntamento nel Santuario
Le celebrazioni proseguiranno domenica 8 novembre, quando sarà ricordato l’arrivo, nel 1993, dell’effigie del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. La messa delle 11 sarà presieduta ancora dal vescovo Attilio Nostro. La statua fu realizzata dallo scultore Conrad Moroder di Ortisei, seguendo le indicazioni di Natuzza su come, secondo il suo racconto, le appariva la Madonna. Oggi è custodita nel Santuario mariano di Paravati.













