2 Novembre 2026
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Caso Stasi, Fiorita e Caruso si espongono e i Cinque Stelle tacciono: il silenzio non assolve la politica

Il sindaco di Catanzaro chiede la liberazione del collega, quello di Cosenza richiama le garanzie. Il Movimento che ne aveva sostenuto il percorso resta senza una posizione pubblica: la prudenza rischia di confondersi con la convenienza

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Nicola Fiorita ha scritto “Liberate Flavio Stasi”, scegliendo di assumersi la responsabilità di una posizione riconoscibile, esposta al dissenso e alla possibilità di essere smentita dagli sviluppi della vicenda. Il sindaco di Catanzaro chiede che il collega di Corigliano-Rossano torni libero mentre gli accertamenti proseguono, distinguendo il lavoro della magistratura dalla necessità di una restrizione cautelare sulla quale esprime apertamente i propri dubbi. È una scelta che merita rispetto proprio nella parte in cui accetta il rischio del confronto.

Caruso e la distinzione fra accusa e responsabilità

Franz Caruso si è espresso con un accento diverso, manifestando vicinanza a Stasi e fiducia nella magistratura, ma richiamando con fermezza la distinzione fra un’ipotesi accusatoria e una responsabilità definitivamente accertata. Il sindaco di Cosenza ha reso pubblica la propria convinzione garantista, offrendo ai cittadini gli elementi per comprenderla e giudicarla; Fiorita si è spinto fino alla richiesta di liberazione. Due interventi differenti, accomunati dalla disponibilità a esserci quando intervenire diventa più impegnativo.

Le garanzie costituzionali e le misure cautelari

Il terreno giuridico sul quale si muovono queste parole è preciso: l’articolo 27 della Costituzione tutela la presunzione di non colpevolezza sino alla condanna definitiva, mentre l’articolo 13 subordina le restrizioni della libertà personale a un provvedimento motivato dell’autorità giudiziaria, nei casi e nei modi previsti dalla legge. Sono garanzie che convivono con l’applicazione delle misure cautelari e che consentono di discuterne pubblicamente i presupposti, lasciando ai giudici la decisione sulle singole posizioni. Richiamarle appartiene pienamente alla responsabilità della politica.

Il silenzio dei Cinque Stelle e il peso di un’alleanza

In questo quadro pesa il silenzio pubblico del Movimento 5 Stelle, rilevato dalle cronache, tanto più significativo per una forza che aveva sostenuto il percorso politico di Stasi. I retroscena sulle discussioni interne restano ricostruzioni giornalistiche, mentre la questione che interessa i cittadini è assai più semplice: quale posizione intende assumere il Movimento davanti alla vicenda di un amministratore con il quale ha condiviso una proposta di governo della città?

Attendere di conoscere le carte è una cautela comprensibile quando si tratta di valutare gli elementi dell’accusa; dichiarare quali garanzie si ritengano irrinunciabili, come si consideri il rapporto politico costruito con un alleato e quale rispetto si debba alla persona coinvolta richiede invece una scelta che un partito dovrebbe saper compiere anche durante l’incertezza. Altrimenti sarà l’esito giudiziario a suggerirgli, a posteriori, ciò che avrebbe dovuto avere il coraggio di dire prima.

Quando la prudenza rischia di diventare convenienza

Anche una posizione severa, purché argomentata e rispettosa della presunzione di non colpevolezza, consentirebbe un confronto leale. I Cinque Stelle potrebbero esprimere dubbi, spiegare le proprie riserve, confermare o rivedere una valutazione politica, assumendosene le conseguenze; restare senza una parola pubblica lascia invece chi li ha votati a interpretare un’assenza, nella quale la prudenza rischia di diventare indistinguibile dalla convenienza.

Fiorita e Caruso hanno scelto di farsi giudicare per ciò che pensano, mentre la vicenda è ancora aperta e nessuno può garantirne l’esito. È in questo spazio, fra la necessaria autonomia della giustizia e l’altrettanto necessaria autonomia del pensiero politico, che si misura la qualità di una classe dirigente: nella capacità di trovare parole responsabili anche quando parlare costa più che tacere.

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