2 Novembre 2026
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Operazione Ginestra, attesa per il sindaco Flavio Stasi davanti al gip: l’accusa di voto di scambio con la cosca e il nodo delle assunzioni

Il primo cittadino di Corigliano-Rossano, ai domiciliari con braccialetto elettronico, sarà interrogato dal gip Giacchetti. Al centro dell'indagine della Dda di Catanzaro le presunte pressioni elettorali per le amministrative del giugno 2024 e un ipotizzato accordo con esponenti della criminalità organizzata

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È uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta Ginestra, che ha portato all’esecuzione di 41 misure cautelari nella Sibaritide. Oggi Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Giacchetti per l’interrogatorio di garanzia. Il primo cittadino si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A rappresentarlo sarà l’avvocato Mauro Mitidieri, del foro di Castrovillari.

L’interrogatorio arriva a pochi giorni dall’operazione del 28 ottobre, eseguita dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Il provvedimento cautelare ha coinvolto complessivamente 41 persone: 24 destinatarie della custodia in carcere e 17 sottoposte agli arresti domiciliari.

L’indagine riguarda le presunte attività delle organizzazioni criminali attive nella Sibaritide e i loro possibili rapporti con ambienti politici, economici e istituzionali del territorio.

Le elezioni del 2024 e l’ipotesi di scambio politico-mafioso

La contestazione più delicata a carico del sindaco riguarda una presunta ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso, collegata alla campagna per le amministrative del giugno 2024, quando Stasi ottenne la riconferma alla guida del Comune.

Secondo la ricostruzione accusatoria, Annibale Matalone, ritenuto vicino alla cosca rossanese, avrebbe lavorato per procurare consensi elettorali al primo cittadino attraverso la mediazione di Vincenzo Curia.

In cambio del sostegno, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state prospettate opportunità lavorative per Matalone e alcuni suoi familiari, attraverso assunzioni al Comune o in organismi collegati all’amministrazione.

Un presunto accordo che gli inquirenti stanno ricostruendo attraverso intercettazioni e immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza. Nelle conversazioni tra Matalone e Curia sarebbero emersi riferimenti alla ricerca di un’occupazione e alla disponibilità a sostenere la candidatura di Stasi.

Le intercettazioni e le immagini al vaglio degli investigatori

Tra gli elementi raccolti figurano anche le riprese effettuate nei pressi del comitato elettorale. Le immagini documenterebbero un incontro tra Curia e Matalone, ma non mostrerebbero un contatto diretto tra questi ultimi e il sindaco.

Un dettaglio rilevante nella ricostruzione dei rapporti e delle presunte interlocuzioni elettorali, che dovrà essere valutato insieme agli altri elementi investigativi.

C’è poi il capitolo delle assunzioni: le opportunità di lavoro che, secondo l’accusa, sarebbero state prospettate nell’ambito del presunto accordo non si sarebbero successivamente concretizzate.

Sono circostanze che costituiscono parte dell’impianto accusatorio e sulle quali dovrà confrontarsi la difesa. La responsabilità di Stasi, come quella degli altri indagati, resta da accertare nelle sedi giudiziarie.

La difesa annuncia che il sindaco risponderà al gip

L’interrogatorio rappresenta per il sindaco la prima occasione, in questa fase cautelare, per confrontarsi direttamente con le contestazioni e fornire la propria versione dei fatti.

Secondo quanto riferito dalla difesa, Stasi avrebbe manifestato l’intenzione di rispondere alle domande del giudice. L’avvocato Mauro Mitidieri lo assisterà nel corso dell’audizione, durante la quale saranno approfonditi gli elementi posti alla base della misura cautelare.

Nella stessa giornata sono previsti altri interrogatori di garanzia nell’ambito dell’inchiesta. Tra le persone chiamate davanti al gip figurano Santo Straface, assistito dall’avvocato Gianluca Serravalle, Marcello Pepe, difeso da Pasquale Di Iacovo, Sandro Sibarelli, rappresentato da Giuseppe Fioramante, e Antonio Mingrone, assistito da Francesco Nicoletti.

Gli altri indagati e le strategie difensive

Nei giorni precedenti, alcuni degli indagati raggiunti dalle misure cautelari avevano scelto di non rispondere alle domande del giudice, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Una scelta che rientra nelle prerogative della difesa e che non può essere interpretata come un’ammissione di responsabilità.

L’inchiesta Ginestra prosegue dunque su più fronti. Per Stasi, il confronto con il gip rappresenta un momento centrale per chiarire la propria posizione rispetto all’ipotesi di un sostegno elettorale riconducibile ad ambienti della criminalità organizzata e alle presunte promesse di lavoro che, secondo gli investigatori, sarebbero state formulate durante la campagna elettorale del 2024.

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