3 Novembre 2026
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La Calabria paga il prezzo dei tagli: via altri 4.925 docenti, a rischio il futuro dei piccoli Comuni

Franca Milazzo (Apazia): "Meno insegnanti significa classi più affollate, meno ascolto e meno attenzione ai ragazzi. Si finanziano le paritarie, mentre la scuola pubblica calabrese rischia di perdere anche il suo ruolo di presidio di legalità e di futuro"

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Il governo taglia 5000 insegnanti alla scuola pubblica, quella stessa scuola alla quale chiediamo oltre che formare, anche di educare al rispetto, di vedere i segnali di disagio. Meno insegnanti vuoldire classi più affollate, meno tempo per ascoltare, meno educazione e formazione. E’ quanto afferma Franca Milazzo, presidente dell’associazione “Apazia” di Reggio Calabria.

“Non chiediamo pietà”

Milazzo Aggiunge: “Tagliando 4.925 cattedre e regalando il bonus alle private, tra l’altro, sarà la Calabria a pagare più di altre regioni. La Legge di Bilancio 2027, articolo 66 comma 5, cancella altri 4.925 docenti e 2.049 Ata dal 2027/28. Dopo i 5.660 docenti e 2.174 Ata cancellati l’anno scorso. Oltre 14.000 posti bruciati in tre anni per risparmiare 251 milioni. E zero euro per il rinnovo del contratto di chi resta in classe. Nello stesso testo, art. 104, si trovano 20 milioni per prorogare il bonus da 1.500 euro alle paritarie, soprattutto al Nord, dove le scuole private ci sono. La scuola calabrese non chiede pietà. Chiede quello che spetta: docenti, Ata, potenziamento, rispetto”.

“Le decisioni sono una presa in giro”

Dice ancora Milazzo: “Per Reggio, per Cosenza, per Crotone, per i paesi dell’Aspromonte e della Sila, queste decisioni sono una presa in giro. Le paritarie nei nostri territori  non ci sono. C’è solo la scuola statale, con tre plessi, un bidello e un docente di potenziamento che fa tutto: supplenze, recupero, sostegno, sorveglianza. E proprio quel docente il Governo lo taglia. La Calabria perde 4.606 alunni in un anno perché i giovani “scappano” e non nascono più figli. Ma “guadagna” 895 alunni con disabilità. Chi li segue, se tagli il potenziamento? Chi tiene aperta la scuola di un paese di 700/1000 abitanti, se tagli gli Ata? E mentre la scuola pubblica Calabrese viene messa in ginocchio, si finanzia la scuola privata del Nord, dove le paritarie ci sono e dove le famiglie possono anche scegliere”.

“Raccontatela quando chiudono le scuole”

Poi conclude: “Noi non ci stiamo. Non è austerità, è abbandono selettivo. È la solita storia: la Calabria buona solo per pagare i tagli, mai per ricevere un investimento. Va chiesto il ritiro immediato dell’articolo 66, comma 5, il ripristino dell’organico di potenziamento e Ata, e un piano straordinario per le scuole dei piccoli Comuni calabresi. Siamo stanchi di sentir raccontare la Calabria solo quando c’è un arresto. Raccontatela quando le chiudono le scuole, ultimo presidio di legalità, di cultura, di futuro a una terra che di presidi ne ha già pochi”.

                                                                                               

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