Il destino di Flavio Stasi passa anche per le carte del suo Comune. Lunedì 2 novembre, intorno alle 17, gli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli hanno depositato al Tribunale di Catanzaro una memoria difensiva corredata dagli atti amministrativi che, nella lettura della difesa, certificano la correttezza dell’operato del sindaco.
Il fascicolo accompagna l’istanza di revoca degli arresti domiciliari presentata a margine dell’interrogatorio di garanzia, e da quel momento i tempi li detta il codice: la Direzione distrettuale antimafia ha due giorni per esprimere il proprio parere, la gip Fabiana Giacchetti cinque per decidere.
Cosa può accadere
Se la giudice accoglie l’istanza, la misura cade e con essa la sospensione dalla carica che la legge Severino fa scattare di diritto per gli amministratori locali sottoposti a misure custodiali: Stasi può tornare in municipio, oggi retto dal vicesindaco.
Lo stesso effetto si produce se i domiciliari lasciano il posto a una misura non detentiva, con l’unica eccezione del divieto di dimora nel territorio comunale, che la legge equipara ai fini della sospensione.
Se invece la gip conferma la misura, la difesa può rivolgersi al Tribunale della libertà di Catanzaro e, in ultima battuta, alla Cassazione. La partita sembra partire in salita, perché già nell’ordinanza la giudice ha preferito i domiciliari al carcere, motivando la scelta con il tempo trascorso dai fatti contestati, che risalgono alle comunali del giugno 2024.
L’interrogatorio
La memoria arriva a poche ore dall’interrogatorio. Stasi è stato ascoltato per circa un’ora, affrontando le domande della stessa giudice che ha firmato l’ordinanza dell’operazione Ginestra, in cui gli si contesta lo scambio elettorale politico-mafioso.
All’uscita Mitidieri, che oltre a difenderlo siede nella sua giunta come assessore, misura le parole: “Ha chiarito tanti aspetti ed è stato lucido. Ora aspettiamo la decisione della magistratura”.
Fino alla decisione Stasi resta ai domiciliari e sospeso dalle funzioni. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.













