Il dibattito sulla costruzione dell’area urbana integrata e sulle prospettive di sviluppo del territorio cosentino si arricchisce di una presa di posizione dai forti contorni politici e amministrativi. L’inerzia istituzionale e la perdita di centralità del capoluogo silano sono al centro dell’intervento di Giacomo Mancini, componente della direzione del Partito Democratico della Calabria, che richiama apertamente l’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso a un cambio di passo immediato.
“Sandro Principe ha il merito di porre ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di costruire forme avanzate di collaborazione tra i comuni dell’area urbana. Lo sguardo lungo del sindaco di Rende deve rappresentare un esempio e uno stimolo per chi ha responsabilità di governo”, afferma Giacomo Mancini.
L’esponente dem evidenzia come il blocco del percorso costitutivo dell’ente d’area stia penalizzando l’intero comprensorio. “La sua denuncia di dieci lunghi mesi di silenzio sulla proposta di Statuto per l’Unione tra Cosenza, Rende,Montalto Uffugo e Castrolibero chiama in causa direttamente l’amministrazione della nostra città . Ed è, a nostro modo di vedere l’ennesima dimostrazione di quanto sia mancata a Cosenza, in questi cinque anni, una visione di sviluppo ambizioso e condiviso con il territorio. Non ci rassegniamo ad una città ripiegata su sé stessa che assiste al declino al quale è stata condannata. La sfida che vogliamo affrontare è restituire a Cosenza la capacità di dialogare, costruire intese e promuovere scelte comuni. E la volontà di guidare i processi”, prosegue Mancini.
Gli strumenti di pianificazione e la sinergia con l’Unical
Per superare l’attuale fase di stallo, l’analisi del dirigente politico punta sull’impiego immediato dei dispositivi normativi esistenti per favorire l’integrazione dei servizi e la risoluzione delle emergenze storiche della comunità .
“Gli strumenti legislativi esistono. Un esempio è il Piano Strutturale Associato, che consente a più Comuni di pianificare insieme il futuro del proprio territorio. Serve la volontà politica di utilizzare questi strumenti e di costruire servizi condivisi, per migliorare la qualità della vita delle persone. Per parte nostra immaginiamo un rapporto costante e concreto con Rende e con l’Unical. Le competenze della nostra università sono una risorsa straordinaria da coinvolgere nella ricerca di soluzioni ai problemi quotidiani: l’acqua che manca nelle case, il traffico, i trasporti, i servizi per le persone più deboli”, aggiunge l’esponente dem.
La rete con il circondario e la competizione tra territori
La visione di rilancio tracciata da Mancini valica i confini stretti dell’asse Cosenza-Rende, proponendo un’integrazione a raggio ampio che coinvolga le aree interne e i comprensori limitrofi.
“Cosenza deve inoltre puntare a stringere un rapporto fecondo con i comuni della Presila, del Savuto e delle Serre cosentine. Casali del Manco, Rogliano e Mendicino devono essere interlocutori di un progetto comune, a cominciare da una rete integrata di collegamenti che avvicini i territori, faciliti gli spostamenti e renda accessibili servizi e opportunità .In questo percorso, l’esperienza e l’autorevolezza dell’onorevole Sandro Principe rappresentano un’opportunità da cogliere e valorizzare. Mettere insieme amministratori, competenze e risorse può dare a tutto il nostro territorio una forza che oggi fatica a esprimere”, rimarca l’esponente politico.
Il quadro si chiude con un forte richiamo al ruolo egemone che la città deve riconquistare nel contesto regionale, in un momento di grandi trasformazioni demografiche e amministrative. “Mentre Corigliano-Rossano ha conquistato una crescente centralità , Cosenza ha progressivamente rinunciato a esercitare il proprio ruolo. È tempo di recuperarlo,attraverso la capacità di attrarre, di unire e di diventare motore di sviluppo per tutta la Calabria. La storia di Cosenza ci consegna una responsabilità . La nostra bussola sono i bisogni delle persone e il futuro che vogliamo costruire insieme”,conclude Giacomo Mancini.













