4 Novembre 2026
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Scuola al freddo e allarme monossido a Serra San Bruno, Barillari: “La Provincia di Vibo è vergognosa”

Da sostituire la caldaia dell'Einaudi. Il sindaco punta il dito contro l'Ente e rilancia la richiesta di tornare con Catanzaro.

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Nuova emergenza all’Istituto superiore Einaudi di Serra San Bruno, dove il mancato funzionamento dei riscaldamenti ha costretto gli studenti a rimanere a casa e potrebbe provocare ulteriori giorni di sospensione delle lezioni. A far esplodere la polemica è il sindaco Alfredo Barillari, che in un video pubblicato sui social ha rivolto un duro attacco alla Provincia di Vibo Valentia, accusandola di trascurare da tempo le esigenze della scuola. Alla questione degli impianti di riscaldamento si aggiunge, secondo quanto denunciato dal primo cittadino, un episodio ancora più preoccupante: una fuga di monossido di carbonio che avrebbe interessato uno dei plessi dell’istituto, frequentato complessivamente da quasi 700 studenti.

La denuncia del sindaco: “Ogni anno gli stessi problemi“

Barillari non nasconde la propria rabbia e parla di una situazione “gravissima”, contestando all’amministrazione provinciale l’assenza di interventi preventivi nonostante le segnalazioni del dirigente scolastico. “Ogni anno dobbiamo assistere a questo totale disinteresse per l’Istituto Einaudi di Serra San Bruno”, afferma il sindaco, ricordando che i termosifoni sarebbero rimasti spenti per giorni proprio nel momento in cui le temperature hanno iniziato ad abbassarsi. Il primo cittadino richiama anche le indicazioni ministeriali sull’avvio del funzionamento degli impianti di riscaldamento, sostenendo che le verifiche avrebbero dovuto essere effettuate prima dell’inizio dell’anno scolastico. «Se sapete già che a metà ottobre devono partire i termosifoni, come si fa in ogni casa, già quando inizia l’anno scolastico, a settembre, si dovrebbero fare le verifiche», dichiara.

La caldaia da sostituire e il rischio di altri tre giorni di stop

Il problema, secondo quanto riferito da Barillari, potrebbe richiedere tempi ulteriori per essere risolto. Il sindaco parla della necessità di sostituire la caldaia e riferisce che si starebbe prospettando uno stop di altri tre giorni per consentire gli interventi. “Bisogna intervenire immediatamente. Purtroppo i fatti dimostrano che non gliene frega nulla. Bisogna prendere provvedimenti immediati, perché è chiaro che i ragazzi non possono continuare a non andare a scuola”, afferma. Poi la contestazione sui tempi tecnici prospettati: “Si sta già addirittura parlando di tre giorni perché, udite udite, devono smontare la caldaia, fare un progetto, assumere i preventivi, montarne una nuova”. Da qui l’ennesimo affondo contro l’ente provinciale: “Ma insomma, dove siamo? Questa è la Provincia di Vibo Valentia”.

La protesta del Consiglio d’istituto

La presa di posizione del sindaco arriva dopo le segnalazioni del presidente del Consiglio d’istituto, Antonio Procopio, che aveva denunciato i disagi provocati dal mancato funzionamento dei riscaldamenti e chiesto alla Provincia un intervento tempestivo. Gli studenti sarebbero rimasti a casa per diversi giorni, con temperature esterne di poco superiori allo zero. Procopio aveva sottolineato come il problema si ripresenti nel tempo, lamentando l’assenza di soluzioni preventive e richiamando il diritto degli alunni a frequentare ambienti scolastici adeguati. “Non ci possono essere studenti di serie A e altri di serie C”, aveva dichiarato, chiedendo che anche le scuole delle aree interne ricevano la stessa attenzione riservata agli istituti degli altri territori.

Barillari rilancia: “Vogliamo tornare con la provincia di Catanzaro”

La vicenda riaccende anche la questione del rapporto tra Serra San Bruno e la Provincia di Vibo Valentia. Il sindaco utilizza l’emergenza per ribadire la propria posizione a favore del ritorno del territorio sotto la provincia di Catanzaro, richiamando le difficoltà che, a suo giudizio, caratterizzano i servizi destinati alle comunità montane. “Per quanto ci riguarda, continueremo con forza a dire che noi apparteniamo a un altro tipo di territorio”, afferma Barillari, sostenendo che in un’area interna situata a quasi 900 metri di altitudine i controlli sugli impianti scolastici dovrebbero essere programmati con largo anticipo.

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