Si è concluso con sei condanne il giudizio di primo grado scaturito dalla nota inchiesta denominata “Scam City”, l’indagine giudiziaria che ha fatto luce su un presunto e articolato sistema di truffe perpetrate attraverso la rete internet. La decisione è stata pronunciata il 7 novembre 2026 dal Gup del Tribunale di Crotone, Elisa Marchetto, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
La pena più severa è stata comminata ad Armando Covelli, condannato a 15 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a 29mila euro. Sanzione detentiva rilevante anche per Salvatore Lombardo, a cui il giudice ha inflitto 8 anni, 9 mesi e 10 giorni di carcere e 16.100 euro di multa. Daniele Pugliese dovrà scontare 6 anni, 6 mesi e 10 giorni con 11.667 euro di sanzione, mentre per Carmelo Iembo la condanna ammonta a 5 anni e 3 mesi di reclusione e 9.633 euro di multa. Pene minori per Emanuela Grisi, condannata a 3 anni, 3 mesi e 10 giorni oltre a 5.733 euro di multa,e per Luca Screnci, al quale sono stati inflitti 2 anni e 2 mesi di reclusione e 800 euro di ammenda.
La ricostruzione del meccanismo fraudolento
L’operazione “Scam City”, condotta sul campo dai Carabinieri del Comando provinciale di Crotone, aveva permesso di disvelare una struttura ben organizzata specializzata nell’inganno sistematico di ignari acquirenti attraverso piattaforme digitali e marketplace. Il sistema si fondava sulla pubblicazione di falsi annunci di vendita relativi a una vasta gamma di merci, inseriti a prezzi particolarmente allettanti per attirare le vittime.
Tra i beni fittiziamente posti sul mercato figuravano trattori, macchinari da lavoro, piscine fuoriterra, forniture di pellet e minicar. Gli acquirenti, tratti in inganno dalla presunta genuinità degli annunci e dal prezzo competitivo, eseguivano i pagamenti richiesti a titolo di caparra o saldo per prodotti che in realtà non venivano mai consegnati, alimentando un giro d’affari illecito stroncato dall’intervento degli investigatori.














