Esplode la polemica politica a Catanzaro sulla gestione degli impianti sportivi comunali e sull’utilizzo dello strumento dei patti di collaborazione. Il consigliere comunale d’opposizione Eugenio Riccio prende di mira le consuete riflessioni festive del primo cittadino Nicola Fiorita, sollevando la questione della trasparenza nell’assegnazione e nello sfruttamento delle strutture pubbliche cittadine, con particolare riferimento al PalaLedda.
“Il Sindaco comunista con il Rolex, nei suoi pensieri della domenica, si dimentica di parlare di come lui e il comunista Bosco gestiscono i beni pubblici comunali. Parla di tutto, tranne che di quello che conta davvero per i catanzaresi: chi usa i beni di tutti, come li usa, e a che prezzo”, dichiara Eugenio Riccio, che prosegue: “Leggo i soliti pensieri della domenica del Sindaco Fiorita e mi viene da sorridere. Tanta retorica, tanta morale, zero fatti. E soprattutto doppio standard e doppia morale: una regola per gli amici, un’altra per tutti gli altri”.
Secondo la ricostruzione dell’esponente di opposizione, la conduzione dell’impianto nasconderebbe logiche di favore a scapito dell’interesse collettivo e dell’equità di trattamento verso i cittadini. “Sul Palaledda la verità è una sola: per la sinistra Bosco-Fiorita i beni pubblici non sono di tutti, sono gestiti con una convenzione tutta loro. A chi è vicino, tutto. A chi non lo è, patti di collaborazione, burocrazia e porte chiuse. I patti di collaborazione dovevano essere uno strumento di partecipazione, di cura condivisa della città. Con questa amministrazione sono diventati un filtro politico: si decide chi può prendersi cura di un bene pubblico e chi no, in base alla vicinanza, non al merito, non al progetto, non all’interesse della collettività. È questo il modello Fiorita: doppio standard e doppia morale, tipico dei comunisti. Predicano l’uguaglianza e la trasparenza, poi gestiscono la città come proprietà privata della loro maggioranza, con i beni pubblici come feudi da assegnare”, afferma il consigliere.
Le contestazioni sulle tariffe e le utenze a carico del Comune
Il nucleo della contestazione mossa da Riccio riguarda la presunta trasformazione di un presidio sociale e sportivo aperto al quartiere in un’attività a scopo commerciale, con costi gestionali che ricadrebbero interamente sulle casse del capoluogo regione.
“E sul Palaledda i fatti, denunciati da me il 28 ottobre, parlano chiaro. Quella che doveva essere inclusione, attività gratuite e agevolate per i giovani del quartiere, come promesso dall’Assessore Battaglia, è diventata di fatto un’attività commercializzata: padel a 40 euro per 90 minuti, basket e volley a 50 euro per 90 minuti, con noleggio campi dal lunedì al sabato dalle 8,30 alle 22, 81 ore a settimana a pagamento”, precisa il consigliere comunale.
L’affondo si concentra poi sulle clausole contrattuali che regolano l’accordo tra il municipio e l’entità gestrice. “Il tutto con un aggravante scandaloso: al punto 5 del Patto, il Comune si accolla utenze, assicurazione e manutenzione straordinaria. In pratica il Comune ha pagato milioni per costruire il PalaLedda, continua a pagare le bollette e non incassa un euro di canone, mentre il privato incassa 40-50 euro l’ora. Si socializzano i costi e si privatizzano i profitti. E per giunta, quegli incassi vengono qualificati come “contributo”, non come corrispettivo, con il rischio di eludere IVA e tasse”, prosegue Riccio nell’analisi del documento.
Le accuse di concorrenza sleale e la richiesta di trasparenza
La nota politica mette infine in evidenza le ripercussioni che tale modello gestionale genererebbe sul tessuto economico locale, penalizzando gli operatori privati del settore che operano sul libero mercato sostenendo in autonomia costi e imposizioni fiscali.
“Questa non è collaborazione, è concorrenza sleale verso gli imprenditori catanzaresi che hanno investito soldi propri per aprire campi di padel e basket pagando affitti, mutui e tasse regolarmente. E anche qui, doppio standard: ai privati si chiedono tasse, canoni e regole rigidissime, agli amici del sistema Bosco-Fiorita si regala un impianto pubblico senza canone e con le bollette pagate dal Comune”, sottolinea il rappresentante di opposizione.
L’intervento si conclude con una sollecitazione diretta al sindaco affinché chiarisca in sede istituzionale i criteri adottati per la struttura. “Noi la pensiamo all’opposto. Un bene pubblico è di tutti i catanzaresi. Il Palaledda, come ogni altro spazio comunale, va gestito con regole trasparenti, uguali per tutti, bandi chiari e controlli veri. Non con convenzioni cucite su misura e con la doppia morale di chi predica bene e razzola male. Sindaco, invece di scrivere pensieri della domenica, venga a spiegare ai catanzaresi perché sul Palaledda vale una regola e per gli altri un’altra. La città non ha bisogno di prediche, ha bisogno di trasparenza”, conclude Riccio.














