“Per te è stato facile denunciare perché te lo potevi permettere”. Questa è una delle frasi rivolte a Mauro Esposito, ingegnere 54enne di Caselle Torinese, vittima della ‘ndrangheta. Ma Mauro ha scelto di non piegarsi al ricatto criminale e ha denunciato.
Oggi la sua storia è raccontata nel libro “Le mie due guerre”, un’opera che ripercorre la sua battaglia contro la mafia. Un atto di coraggio che lo ha portato a diventare un testimone di giustizia e a far condannare 19 esponenti della ‘ndrangheta.
Dal coraggio alla giustizia: la sua lotta
Ieri mattina, al Teatro Comunale di Catanzaro, Esposito ha partecipato alla presentazione del docufilm “Le parole non bastano più”. A margine dell’eventi lo abbiamo intervistato: “Ho denunciato la ‘ndrangheta. Ho combattuto da solo. Ho vinto”. È il racconto in prima persona del protagonista, una storia di coraggio e di lotta. Un ingegnere che ha denunciato i boss della ‘ndrangheta e che è diventato un testimone di giustizia per non scendere a compromessi con la mafia. Una battaglia che ha portato a 19 condanne e alla scoperta di un mondo nascosto tra appalti e cemento controllato dalla criminalità organizzata. “Tornassi indietro, denuncerei di nuovo”, afferma l’ingegnere. “Oggi mi sento un uomo più sicuro grazie anche alle forze dell’ordine”.
Un impegno concreto con Suam, lo Sportello Unico Antimafia
Oltre alla sua testimonianza, Esposito ha deciso di dare un contributo tangibile nella lotta alla mafia. Con i proventi del libro sta per attivare il “Suam – Sportello Unico Antimafia”. “Non sarà un semplice centro di ascolto per le vittime di mafia come me, ma uno spazio dedicato alla burocrazia e al supporto legale”, spiega Esposito. Inoltre, il 50% dei ricavi del libro sarà destinato alla ricerca sul cancro, una causa a lui particolarmente cara.
Una battaglia che ha un prezzo, ma anche una vittoria
Nella sua lotta alla mafia, Mauro Esposito ha perso serenità e svariati milioni di euro. Ma non si è mai arreso. La sua testimonianza ha ispirato centinaia di giovani, che ieri mattina hanno seguito con attenzione il racconto della sua storia. Un esempio di coraggio e determinazione, un uomo che ha scelto di non piegarsi alla ‘ndrangheta e ha scritto il suo destino con le proprie mani.




