Sorical era diventata l’isola felice dove reclutare, secondo logiche clientelari ex politici, giornalisti, avvocati, professionisti, anche se la Regione Calabria non aveva bisogno di personale in più. Assunzioni formalizzate per gli amici di partito, con pubblici ufficiali che hanno sfruttato il proprio ruolo per soddisfare interessi privati, elargendo risorse pubbliche per erogare stipendi al proprio cerchio magico, violando norme che disciplinano il reclutamento ed il conferimento di incarichi in società a controllo pubblico. Nell’informativa della Guardia di finanza di Catanzaro datata 2024, emergono ulteriori dettagli sulla gestione allegra in Regione che ha portato all’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 31 indagati tra ex finanzieri, politici, imprenditori, professionisti, dirigenti regionali.
Il ruolo chiave Luigi Incarnato e i contratti senza concorsi
E in questo sistema ha rivestito un ruolo importante, per gli investigatori, l’ex assessore Luigi Incarnato, all’epoca dei fatti liquidatore della Sorical, che attualmente ricopre un incarico nell’ufficio di gabinetto del sindaco di Cosenza. Incarnato, secondo quanto riportato nell’informativa, ha reclutato, senza alcun motivo, se non personale, un ex consigliere del comune di Cosenza del Pd con un contratto di collaborazione continuata e continuativa, facendo sì che gli venissero corrisposti 49.991,47 euro. Stessa cosa per un ex sindaco del Comune di Rogliano di centro sinistra che ha lavorato in Sorical con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa per il periodo che va dal 12 luglio 2016 all’11 luglio 2017 al costo di 3.200,00 euro lordi al mese, duemila euro netti, rinnovato nell’arco temporale che va dal 31 luglio 2017 al 30 luglio 2018 sempre per lo stesso importo mensile. L’oggetto della prestazione riguardava l’“Attività di ricognizione, monitoraggio, gestione e verifica dei predissesti e dissesti, supporto ai liquidatori societari nella gestione delle relazioni istituzionali esterne con i Commissari Liquidatori e Amministratori pubblici”.
Il “garzone” dell’ex assessore
Nel 2018 per lui è arrivata la comunicazione di assunzione a tempo determinato per una retribuzione lorda mensile pari ad 2.485,39 euro e la mansione di “esperto gestione clienti crediti dissesti e predissesti”. Contrattualizzazione illecita attuata senza l’espletamento di alcuna procedura selettiva conforme al regolamento interno di Sorical, in modo assolutamente diretto ed arbitrario, che ha consentito a colui che nelle intercettazioni viene definito il garzone di Incarnato nei tre incarichi ricevuti, uno dei quali a tempo determinato di percepire un importo complessivo di 286.985,29 euro.
Assunzione illecita in pieno lockdown
Ma c’era anche un giornalista che l’ex assessore aveva a cuore per ragioni politiche, un professionista con cui aveva un rapporto confidenziale, come emerge dalle chat scoperte degli investigatori sul telefonino di Incarnato, “sebbene inizino solo nel 2022”. Dalle carte della Guardia di finanza emerge che il giornalista ha lavorato e lavora per Sorical in forza di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, a firma di Incarnato, per il periodo che va dal 12 luglio 2016 all’11 luglio 2017 al costo di 4.130 euro lordi al mese, netti 2.500 euro oltre a rimborso spese eventualmente sostenute. L’oggetto della prestazione fissato riguardava la “comunicazione interna verso il personale, comunicazione esterna per i mass-media, rassegna stampa e gestione del profilo social dell’azienda, senza rendicontazione della prestazione resa prevista invece dal contratto”. Poi l’avviso di assunzione a tempo determinato dal 2 gennaio 2017 all’1 gennaio, per una retribuzione lorda mensile pari ad 4.071,06 euro e la mansione di “giornalista professionista” e quello a tempo indeterminato a decorrere dal 16 marzo 2020 per una retribuzione lorda mensile di 4.191,97 euro. Un contratto perfezionato in fase di liquidazione di Sorical, tra l’altro sottoscritto durante il periodo del lockdown per il Covid, illecito, per gli investigatori, stipulato in assenza del concorso previsto per il reclutamento e l’affidamento di incarichi. E il giornalista in Sorical doveva essere inserito a tutti i costi, tanto che qualcuno aveva sollevato invano le criticità per una sua assunzione via mail: “non c’è il diritto di preferenza… il contratto a tempo determinato essendosi concluso per naturale scadenza non potrà essere trasformato a tempo indeterminato”. Tra le collaborazioni stipulate e l’assunzione a tempo indeterminato al professionista dal 2016 al 2020 gli erano stati corrisposti complessivamente 342.805,22. euro.
L’escamotage per la firma di atti ad Incarnato durante i domiciliari
Per gli investigatori è rilevante una conversazione intercettata in cui il giornalista contattava il dirigente Domenico Maria Pallaria dicendogli di aver trovato un escamotage per consentire a Incarnato di firmare gli atti di Sorical, nonostante all’epoca dei fatti ai domiciliari, coinvolto, nella maxi operazione della Dda di Catanzaro Rinascita Scott, scattata il 19 dicembre 2019. Un dialogo spiato in cui il professionista riferisce al dirigente Pallaria di trovarsi con un avvocato che consigliava la possibilità di fare una delega da parte dell’ex assessore a firmare tutti gli atti di sua competenza, tramite altri dirigenti. Pallaria spiegava al legale che entro fine anno alle banche dovevano arrivare 40 milioni di euro, altrimenti sarebbe saltato l’accordo di ristrutturazione, chiedendogli se per quanto riguardava solo queste incombenze poteva ricevere anche lui stesso il potere di firma in modo da non cozzare con le cariche istituzionali già ricoperte.
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