Una situazione gravissima quella che si riscontra ad oggi nella Sibaritide che cerca di rialzarsi dopo i danni causati dal maltempo e dall’alluvione del Crati che ha colpito i territori di Cassano Ionio e Corigliano Rossano nelle scorse settimane.
Lo fa presente Coldiretti Calabria tramite il presidente Franco Aceto che aprendo i lavori dell’assemblea regionale della Confederazione alla Cittadella di Catanzaro ha chiarito fin da subito che i ristori che dovrebbero arrivare non sono sufficienti. “Ci ritroviamo con tremila ettari di terreno sott’acqua e con centinaia di aziende completamente distrutte”, ha dichiarato.
“Regione chiede stato calamità , 300 milioni insufficienti”
“La Regione ha chiesto lo stato di calamità . Pare che ci sia un primo stanziamento di 300 milioni di euro, ma riteniamo che siano insufficienti“, ha chiarito il presidente di Coldiretti Calabria. Un monito a fare di più nonostante la sospensione dei tributi per gli agricoltori colpiti dal maltempo che ha fatto esondare il Crati.
I danni alle aziende agricole sono ingenti, con coltivazioni distrutte, serre danneggiate, macchinari sommersi dall’acqua e infrastrutture agricole rese inservibili dall’alluvione.
Coldiretti chiede piano strutturale acqua e territorio
Al centro del dibattito il dissesto idrogeologico e i danni causati dal maltempo per cui Coldiretti Calabria chiede un piano strutturale su acqua e territorio, un piano organico sulla manutenzione degli alvei, il consolidamento degli argini, l’efficientamento delle reti e la realizzazione di nuovi invasi con sistemi di pompaggio.
Tra le priorità anche il rafforzamento delle assicurazioni agricole e strumenti di gestione del rischio. Richieste che puntano a prevenire future alluvioni e a mettere in sicurezza il territorio.
“Acqua risorsa strategica, senza programmazione è rischio”
“L’acqua è una risorsa strategica, ma senza programmazione diventa un fattore di rischio“, ha aggiunto Aceto. Un richiamo alla necessità di interventi strutturali e non solo di emergenza, con una pianificazione di lungo periodo che metta in sicurezza i territori agricoli della Piana di Sibari e prevenga nuove esondazioni del Crati e del Coscile.
La Confederazione sottolinea come l’assenza di manutenzione ordinaria degli alvei e di consolidamento degli argini abbia contribuito alla gravità dell’alluvione che ha devastato migliaia di ettari di terreni agricoli.








