L’ondata di caldo che sta travolgendo l’Europa occidentale continua a far registrare temperature eccezionali e conseguenze sempre più pesanti sul fronte sanitario. Secondo il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal 21 giugno sono stati registrati oltre 1.300 decessi in eccesso legati alle alte temperature in Europa. “L’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente sulla Terra, con temperature doppie rispetto alla media globale”, ha scritto su X il numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità.
L’allarme dell’Oms: “È un killer silenzioso”
L’Oms definisce lo stress da calore un vero e proprio “killer silenzioso”. Secondo Tedros, le infrastrutture europee non sono preparate a fronteggiare temperature così elevate: “Le case, i luoghi di lavoro e le scuole europee non sono stati costruiti per queste temperature”. Una situazione che, secondo gli esperti, rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore.
Germania da record: 41,7 gradi
Tra i Paesi più colpiti c’è la Germania, che ha registrato un nuovo record assoluto di temperatura. La stazione meteorologica di Coschen, nel Brandeburgo al confine con la Polonia, ha toccato i 41,7 gradi, superando il precedente record di 41,5 segnato appena il giorno prima. Temperature estreme anche in Gran Bretagna, Francia, Belgio e Spagna, mentre in Italia il picco è atteso tra oggi e domani con punte vicine ai 40 gradi reali o percepiti.
In Italia aumentano ricoveri e morti
L’emergenza riguarda anche l’Italia. A Bari un uomo di 75 anni è morto dopo essere stato colto da un malore mentre faceva jogging lungo la perimetrale dell’aeroporto di Palese. Non si esclude che il decesso sia stato provocato proprio dal caldo torrido che sta interessando il capoluogo pugliese. Sul fronte sanitario l’infettivologo Fabrizio Pregliasco parla apertamente di “emergenza sanitaria”. “Questa non è più una semplice ondata di caldo estivo, ma un evento sanitario straordinario”, ha spiegato il direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano.
Le notti tropicali aggravano il rischio
Secondo Pregliasco, il vero pericolo non è soltanto rappresentato dai picchi di temperatura diurni, ma soprattutto dalle cosiddette notti tropicali, quando il caldo non diminuisce nemmeno dopo il tramonto. “Quando le temperature notturne restano elevate, il corpo umano non riesce più a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno”, ha spiegato l’esperto. Le categorie più a rischio restano anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti all’aperto.









