“Non può stare in cella, le sue precari condizioni di salute sono incompatibili con il regime inframurario”. Passa dal carcere agli arresti domiciliari Pietro Curcio, 42 anni, di Crotone, imputato nel processo di appello “Glicine” in corso a Catanzaro. I giudici di secondo grado, presidente Domenico Commodaro, a latere Pietro Scuteri e Ilario Nasso, hanno accolto l’istanza dei difensori Vincenzo Cicino e Vincenzo Garruba, applicando al 42enne una misura cautelare più gradata.
La nota del carcere di Prato
Una decisione che la Corte ha preso esaminando anche la nota delle Casa circondariale di Prato dove si attesta che il paziente presenta un quadro clinico caratterizzato da diverse patologie, che richiedono un livello di monitoraggio clinico e assistenziale rigoroso e continuativo, capace di consentire la stabilizzazione dei valori pressori e il controllo di altri fattori di rischio cerebrovascolari. Per i giudici di secondo grado l’esame complessivo della relazione redatta su richiesta dal dirigente medico sanitario del carcere di Prato svela uno stato di salute compromesso incompatibile con il regime di detenzione carceraria.












