È bastato abbassare i prezzi per vedere arrivare le code. A Cosenza, questa mattina, diversi automobilisti si sono messi in fila ai distributori Eni dove è entrato in vigore il tetto al costo di benzina e gasolio. Una corsa al pieno che racconta quanto il carburante pesi sui bilanci delle famiglie: dopo giorni di rincari, anche pochi euro risparmiati diventano una ragione sufficiente per aspettare davanti a una pompa.
Da oggi, lunedì 28 settembre, il limite annunciato da Eni è di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel nella rete interessata dall’iniziativa. Un alleggerimento immediatamente visibile sui cartelloni e accolto dagli automobilisti, ma che lascia il gasolio ancora ampiamente sopra la soglia dei due euro.
Le file si formano nello stesso giorno in cui un’altra parte della Calabria protesta. Agricoltori, allevatori e pescatori si mobilitano contro il caro carburanti, l’aumento delle materie prime e le difficoltà del settore. Ai distributori si cerca di spendere meno; nelle piazze si chiede di poter continuare a lavorare senza essere schiacciati dai costi.
Il tetto Eni e il risparmio sul pieno
Il provvedimento di Eni, annunciato il 25 settembre, avrà inizialmente una durata di 30 giorni, con la possibilità di essere prolungato fino alla fine dell’anno in relazione all’andamento del mercato e alle condizioni degli approvvigionamenti. La riduzione indicata è di circa 17 centesimi al litro rispetto ai livelli medi precedentemente praticati dalla compagnia. Per un rifornimento di 50 litri, un taglio di questa entità equivale a 8,50 euro di risparmio.
A Cosenza, nei giorni scorsi, diversi impianti esponevano prezzi superiori a 2,15 euro per la benzina e anche oltre 2,40 euro per il gasolio. Il nuovo tetto determina quindi una differenza concreta, soprattutto per pendolari, famiglie e lavoratori che utilizzano quotidianamente l’automobile. Nelle stazioni dove il prezzo aggiornato è già applicato, la risposta è arrivata fin dalle prime ore della mattinata. L’interesse riguarda potenzialmente tutta la regione, dove sono presenti oltre cento stazioni Eni: per gli automobilisti resta decisivo verificare il prezzo effettivamente esposto nell’impianto in cui intendono rifornirsi.
Anche Ip annuncia un limite, ma manca una soglia unica
Alla decisione di Eni si affianca quella di Socar, il gruppo energetico azero che controlla Italiana Petroli. La società ha annunciato l’introduzione progressiva di un meccanismo di contenimento dei prezzi di benzina e gasolio, a partire dai distributori a marchio Ip. La differenza, però, è sostanziale. Eni ha comunicato due prezzi massimi precisi; per Ip non è stata annunciata una soglia nazionale unica. L’applicazione sarà graduale e terrà conto delle condizioni della filiera, composta da migliaia di operatori. Sono inoltre allo studio le modalità per estendere l’intervento alle stazioni Esso e agli altri operatori che acquistano carburante attraverso Ip. Al momento, dunque, non è possibile attribuire a tutta la rete lo stesso ribasso né quantificare un risparmio uniforme per ogni pieno.
Il governo rivendica il risultato
L’intervento di Socar è stato accolto positivamente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che lo ha definito un “segnale importante di attenzione alle famiglie italiane“. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha richiamato il confronto avuto con il presidente della società, Rovshan Najaf: “Proprio ad inizio settembre avevo chiesto a Rovshan Najaf, presidente di Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan che controlla Italiana Petroli (Ip), di andare in questa direzione”. Tajani ha sottolineato il carattere volontario dell’iniziativa: “Nessuna imposizione dall’alto, nessuna nuova tassa per le imprese, ma un contributo volontario per aiutare i cittadini italiani“.
Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha valutato favorevolmente l’annuncio, collegandolo al partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian. Sul fronte delle ulteriori misure, Urso ha richiamato il credito d’imposta per gli autotrasportatori, mentre altri interventi destinati ai lavoratori e alle famiglie con redditi più bassi sono ancora in fase di definizione.
I ribassi arrivano dopo prezzi record per le tasche degli automobilisti
Il sollievo per chi riesce a rifornirsi a condizioni più favorevoli si inserisce in un quadro che resta pesante. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit relativi al 27 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service era di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il gasolio. In autostrada le medie risultavano ancora più alte: 2,254 euro per la benzina e 2,459 euro per il diesel. Sono valori che aiutano a spiegare le code di Cosenza. Per chi percorre molti chilometri, il rincaro non si esaurisce nel conto di un singolo rifornimento: si ripresenta più volte nel corso del mese, sottraendo risorse alle altre spese familiari o riducendo i margini di un’attività.
La Calabria protesta: mobilitazioni da Rosarno a Crotone
Mentre gli automobilisti cercano i distributori più convenienti, dalle 8 di questa mattina sono scattate le mobilitazioni che coinvolgono agricoltori, allevatori e pescatori a Rosarno, Pizzo, Sibari, Crotone e Cariati. Il carburante è uno dei punti centrali della protesta, insieme all’aumento delle materie prime, alle condizioni dei mercati e alle difficoltà del comparto agroalimentare. Per queste categorie il gasolio rappresenta un costo di produzione che incide direttamente sulla possibilità di mantenere in piedi le attività. A Rosarno, il coordinatore nazionale della manifestazione Antonio Zangari ha annunciato che la mobilitazione proseguirà fino al 10 ottobre, quando è prevista una manifestazione nazionale a Cosenza. “Le richieste che abbiamo stilato sono contro il caro carburanti, l’importazione selvaggia, per l’adeguamento dei prezzi dei mercati e dei salari degli operai”, ha spiegato.
Anche i tassisti minacciano il fermo
Il malcontento attraversa anche il trasporto pubblico non di linea. Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti hanno chiesto un confronto con il governo, definendo la situazione della categoria “insostenibile” e avvertendo che, senza risposte, potrebbe diventare “inevitabile” un fermo del servizio. Per i tassisti l’aumento dei carburanti si somma alle altre questioni aperte nel settore. Le tariffe amministrate, inoltre, limitano la possibilità di trasferire automaticamente sul cliente i maggiori costi sostenuti.
Il pieno costa meno, ma l’emergenza resta
La prima risposta degli automobilisti è già nelle immagini delle code a Cosenza. Il prezzo scende e chi può approfitta del risparmio, dopo settimane in cui fare rifornimento è diventato sempre più oneroso. Resta da capire quanto sarà esteso e duraturo il beneficio: per Eni il tetto ha una scadenza iniziale di trenta giorni; per Ip l’applicazione progressiva dovrà tradursi in prezzi concretamente verificabili alle pompe. Intanto la Calabria mostra le due facce della stessa difficoltà: le file per un pieno meno caro e le proteste di chi, con questi costi, fatica a lavorare. Il taglio offre una boccata d’ossigeno. Con il diesel ancora a 2,19 euro al litro, la pressione sui bilanci resta.













