“Ci risiamo”. Sergio Abramo apre così la replica a Nicola Fiorita. Il sindaco di Catanzaro, nel suo intervento domenicale, ha rivendicato le opere realizzate dalla propria amministrazione e chiesto conto di quelle portate a termine negli anni precedenti. L’ex primo cittadino non ci sta: difende il suo operato, contesta le accuse e rilancia la richiesta di un confronto pubblico in televisione. “Evidentemente con la campagna elettorale alle porte il sindaco Fiorita a nulla di meglio riesce a pensare se non a tirare in ballo di nuovo, per l’ennesima volta in modo improprio, me e l’Amministrazione da me guidata”, afferma Abramo. Dice di aver scelto finora il silenzio, “certo non per mancanza di cose da dire”, e di essere intervenuto soltanto quando ha ritenuto necessarie delle precisazioni.
“Non è attaccando chi ti ha preceduto che convincerai i catanzaresi”
La replica si fa subito politica. “Caro Fiorita, non è attaccando in modo scomposto e bugiardo il sindaco che ti ha preceduto che riuscirai a tappare gli occhi alla gente”, scrive Abramo. E aggiunge: “Non è chiedendo quali opere sono state fatte nei precedenti dieci anni che la gente inizierà per magìa ad apprezzare il tuo modo di governare”.
Secondo l’ex sindaco, il giudizio dei cittadini si misura sui risultati dell’amministrazione attuale. “La stima, il rispetto e la fiducia dei catanzaresi li ottieni regalando loro il tuo onesto operare quotidiano. Nessuno è sciocco”, sostiene. Abramo cita anche il Governance Poll 2026 del Sole 24 Ore: nella sua dichiarazione indica per Fiorita il 47% di gradimento, rispetto al 58,24% ottenuto alle elezioni. I due numeri si riferiscono dunque a misure diverse, un sondaggio e un risultato elettorale.
Le opere rivendicate e i 200 milioni
Alla domanda su cosa sia stato realizzato durante le precedenti amministrazioni, Abramo risponde con un elenco: Parco Gaslini, lungomare di Giovino, Ente Fiera, avvio dei lavori della scuola di Santo Janni, acquisto del teatro Masciari e nuovi impianti di illuminazione. Cita anche la gara Atem e chiede a Fiorita: “A che punto è?”. L’ex sindaco rivendica soprattutto “la somma degli oltre duecento milioni di finanziamenti da noi lasciati”, che l’amministrazione successiva, a suo giudizio, avrebbe dovuto seguire per creare sviluppo e opportunità. Accusa poi Fiorita di aver perso finanziamenti “per decine di milioni”. Sono affermazioni che Abramo promette di sostenere con gli atti in un confronto pubblico; nella nota non fornisce il dettaglio dei singoli fondi contestati.
La sfida: “Una telecamera davanti, due microfoni e i documenti”
È su questo punto che Abramo lancia la proposta più netta. “Sto qui per l’ennesima volta a chiedere al sindaco Fiorita un confronto pubblico”, afferma, invitandolo a partecipare a una trasmissione televisiva. “Porterò i dati certificati dei finanziamenti da me conquistati e da lui persi per decine di milioni. Sarà semplice dalle date comprendere chi ha fatto e chi ha disfatto”.
L’ex sindaco immagina un dibattito “con una telecamera davanti, due microfoni e i documenti che certificano le cose fatte e da chi e le cose non fatte e da chi”. L’obiettivo dichiarato è lasciare ai cittadini la possibilità di valutare le rispettive versioni. Abramo aveva già avanzato la richiesta di un confronto. A marzo Fiorita si era detto disponibile qualora entrambi fossero stati candidati a sindaco, indicando la campagna elettorale come sede naturale del dibattito. Nella parte finale della nota Abramo chiama in causa anche l’Università di Catanzaro, chiedendo perché Fiorita, a suo giudizio, non l’abbia difesa “quando ce ne sarebbe stato assoluto bisogno”. Poi chiude tornando alla sfida: “Io sono pronto, in realtà da sempre. Spero che Fiorita non giochi ancora a nascondino”.













