Una lunga scia di sangue che sembra non avere fine, la presenza soffocante della criminalità organizzata e il rischio che paura e rassegnazione prendano il sopravvento. Dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha colpito Cassano all’Ionio, il presidio di Libera “Fazio Cirolla” lancia un appello alla comunità e chiede una risposta forte, pubblica e condivisa. Non bastano più le parole di condanna, né si può pensare che la lotta alla criminalità sia una questione riservata esclusivamente alla magistratura e alle forze dell’ordine. Per questo l’associazione aderisce all’iniziativa promossa dal sindaco Gianpaolo Iaconini e dal vescovo di Cassano all’Ionio, monsignor Francesco Savino, invitando i cittadini a ritrovarsi lunedì 26 ottobre, alle ore 16, presso il Teatro Comunale, per un momento di denuncia della violenza e di assunzione collettiva di responsabilità.
Libera: “Un’altra profonda ferita per Cassano e l’intera Sibaritide”
Il comunicato del presidio antimafia si apre con parole che esprimono tutta la preoccupazione per quanto sta accadendo nel territorio. “Ancora una profonda ferita per l’intera comunità di Cassano e per l’intera Sibaritide. L’ennesimo fatto di sangue, una lunga scia che sembra non avere sosta”.
Una denuncia che punta i riflettori su quella che Libera definisce una “presenza asfissiante della criminalità organizzata”, di fronte alla quale diventa indispensabile una risposta immediata.
L’associazione chiede una particolare attenzione da parte dello Stato, ma sottolinea anche la necessità di coinvolgere tutte le realtà sane della società civile, con l’obiettivo di restituire tranquillità e serenità ai cittadini.
Il problema, secondo il presidio, non riguarda soltanto i singoli episodi criminali, ma il clima che rischia di radicarsi nella comunità, condizionando la vita quotidiana e il rapporto dei cittadini con il proprio territorio.
“Il pericolo maggiore è pensare che tanto si ammazzano tra di loro”
È uno dei passaggi più duri del documento. Libera mette in guardia dal rischio di considerare la violenza un fenomeno inevitabile, al quale abituarsi fino a smettere di reagire.
“Oggi il pericolo maggiore è cedere il passo alla rassegnazione e all’indifferenza, al pensiero che ‘tanto si ammazzano tra di loro'”, scrive il presidio.
Un ragionamento che l’associazione respinge, richiamando la memoria delle vittime innocenti delle mafie, anche nella Sibaritide. La criminalità, sottolinea Libera, non colpisce soltanto le persone direttamente coinvolte negli episodi di sangue, ma finisce per compromettere la libertà e la dignità dell’intera collettività.
“Ogni spazio lasciato alla sopraffazione e alla violenza è una sconfitta per un’intera comunità che si priva della propria libertà e dignità”, si legge nel comunicato.
Il rischio è che la paura produca conseguenze ancora più profonde, alimentando isolamento, solitudine e disgregazione sociale e indebolendo la capacità dei cittadini di reagire insieme.
La lotta alla criminalità non può essere delegata soltanto alle istituzioni
Nel documento il presidio Libera “Fazio Cirolla” affronta anche il tema della responsabilità individuale e collettiva. Di fronte al ripetersi di fatti di sangue, avverte l’associazione, non si può lasciare che prevalga la convinzione secondo cui il contrasto alla criminalità organizzata debba essere affidato soltanto alla magistratura e alle forze dell’ordine.
“Corriamo il rischio della deresponsabilizzazione e della delega, pensando che sia una questione riguardante solo la Magistratura e le Forze dell’Ordine”, denuncia Libera.
L’azione dello Stato resta fondamentale, ma da sola non può sostituire la partecipazione della società civile. Per contrastare la cultura della sopraffazione occorre una comunità capace di prendere posizione, difendere gli spazi pubblici e non lasciare che il silenzio diventi una forma di accettazione della violenza.
“Non servono belle parole, bisogna esserci e dimostrare da quale parte si sta”
Il messaggio del presidio si trasforma quindi in un invito alla mobilitazione. Non è più il momento delle dichiarazioni di circostanza, ma quello della presenza concreta.
“Per evitare tutto ciò dobbiamo partecipare, perché questo è il tempo della corresponsabilità”, afferma Libera.
E aggiunge: “Ci sono momenti in cui non servono belle parole o le solite frasi di circostanza: bisogna esserci, essere presenti per riappropriarci dei nostri luoghi, dei nostri territori, della dignità calpestata, e dimostrare anche fisicamente da quale parte si sta, per sentirci tutte e tutti un po’ più Stato”.
Parole che chiamano direttamente in causa cittadini, associazioni, istituzioni e tutte le forze sane della Sibaritide, affinché la condanna della violenza non resti confinata alle dichiarazioni pubbliche.
Per Libera, partecipare significa anche impedire che la criminalità riesca a occupare gli spazi lasciati vuoti dalla paura e dall’indifferenza.
Cassano all’Ionio, lunedì 26 ottobre alle 16 l’incontro al Teatro Comunale
Da qui la decisione di aderire all’appello lanciato dal sindaco Gianpaolo Iaconini e dal vescovo Francesco Savino, che hanno invitato la comunità a ritrovarsi lunedì 26 ottobre, alle ore 16, presso il Teatro Comunale di Cassano all’Ionio.
“Per questo motivo ci uniamo all’appello lanciato dal nostro Sindaco, Gianpaolo Iaconini, e dal Vescovo di Cassano all’Ionio, Francesco Savino, di ritrovarci, domani, alle ore 16:00, presso il Teatro Comunale, per un momento forte di denuncia della violenza e di assunzione pubblica di responsabilità”, si legge nella parte conclusiva del comunicato.
L’incontro vuole rappresentare una risposta pubblica all’ennesimo episodio di sangue e un’occasione per riaffermare il rifiuto della violenza mafiosa e di ogni forma di sopraffazione.
Il messaggio che arriva da Libera è netto: Cassano all’Ionio e la Sibaritide non possono rassegnarsi alla criminalità organizzata. Per difendere la libertà, la sicurezza e la dignità del territorio occorre una partecipazione concreta, capace di dimostrare che la comunità non intende restare in silenzio.














