Una notte di apprensione, seppur priva di conseguenze materiali, ha interessato l’entroterra della provincia di Catanzarese. Due distinte scosse di terremoto sono state registrate a distanza di poco più di un’ora l’una dall’altra dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), riaccendendo l’attenzione sulla fragilità geologica e sulla costante attività sismica che caratterizza l’area della Presila calabrese.
La sequenza nella notte: i dati dell’INGV
Il primo evento sismico si è verificato a notte fonda, esattamente alle ore 2:01:53, con epicentro localizzato a 3 km a sud-ovest di San Pietro Apostolo. I rilevamenti della Sala Sismica INGV di Roma hanno attestato una magnitudo ML 2.0, sviluppatasi a una profondità di 10 chilometri con coordinate geografiche fissate a 38.9855 di latitudine e 16.4417 di longitudine.
Nemmeno il tempo di archiviare la prima rilevazione che il sottosuolo ha registrato un secondo assestamento, questa volta di intensità maggiore. Alle ore 3:19:46, un nuovo episodio di magnitudo ML 2.6 ha colpito la zona a soli 2 km a nord del comune di Cicala. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di 12 chilometri, con coordinate 39.0402 (latitudine) e 16.4932 (longitudine).
Nessun danno, ma resta l’attenzione sui territori
Nonostante la scossa di maggiore entità sia stata nitidamente percepita da una parte della popolazione residente ai piani alti dei comuni più vicini all’epicentro, non si registrano segnalazioni di danni a strutture, edifici o persone. I comandi locali e le autorità di Protezione Civile non hanno dovuto attivare procedure d’emergenza, ma la successione degli eventi ripropone il tema della prevenzione e del costante controllo strumentale delle faglie attive nella regione.











