“Devono uscire dalle nostre maggioranze, poi sono liberi di votare tutti i provvedimenti che vogliono, ma dall’opposizione però, perché non hanno nulla da spartire con noi” . E’ tonante l’imperativo che arriva dai piani alti della Cittadella all’indirizzo dei sindaci che amministrano con l’appoggio più o meno ‘pascariato’ dei vannacciani.
Un clima arroventato
Dopo il salto della quaglia di Giannetta, poi, il clima si è arroventato ancora di piu’ ed è scattata la tolleranza zero verso le donne e gli uomini del generale a vario titolo coinvolti nelle amministrazioni comunali di centrodestra. Tutte. Com’è noto, addirittura a Lamezia Terme Futuro Nazionale vanta un assessore oltre ad una delegazione consiliare che ha peraltro lasciato la Lega dopo il transito del proprio leader, il deputato Furgiuele, nel partito di estrema destra. Il sindaco, Mario Murone, da buon ‘cunctator’ sta temporeggiando nella speranza che Vannacci e Meloni stabiliscano perlomeno una tregua armata, che consenta di giustificare la presenza degli esponenti di Futuro Nazionale nella compagine di governo cittadino, ma è un’attesa vana. E non vi saranno deroghe. La candidatura dell’ex capogruppo di Fi Giannetta alle suppletive reggine, proprio in quota vannacciana, si sta infatti rivelando un acceleratore di processi iniziati già tempo fa. Tra essi, l’indebolimento oggettivo della segreteria regionale azzurra e quello della Lega cui fa da pendant la campagna ‘acquisti’ con la quale il Generale sta saccheggiando (e terremotando) il centro destra.
Il pugno duro di Occhiuto
Di qui, il pugno duro di Occhiuto che adesso vuole fare terra bruciata intorno ai ‘traditori’, non solo di Fi ma anche quelli fuoriusciti dagli altri partiti dell’area a sostegno degli esecutivi nazionale e calabrese. Ne deriva che l’unico assessore in quota Futuro Nazionale (Donatella Amicarelli ) nella giunta lametina di centrodestra a guida Murone, al massimo entro le prossime 48 ore sarà revocato, alla luce del fatto che Fratelli D’Italia, ha lasciato intendere che non è disposta a tollerare oltre la presenza dei vannacciani nell’amministrazione municipale. Stessa insofferenza arriva da Forza Italia e, ovviamente, dalla Lega ormai in mano a Giampaolo Bevilacqua che mantiene legittimamente una postura guardinga in attesa di determinarsi sul da farsi per i prossimi quattro anni.












