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1 Giugno 2026
1 Giugno 2026
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Il Quadro Pellegrino della Madonna di Pompei commuove San Gregorio: fede, speranza e un richiamo al cielo in tempi di guerra

Un’intera comunità si stringe attorno all’effigie mariana. Il vescovo della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea Attilio Nostro: “Siamo destinati al Cielo. La preghiera è ascoltata da Dio”

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Il Quadro Pellegrino della Madonna di Pompei rappresenta per la Chiesa universale una potente attrazione di fede. “Laddove c’è la Mamma ci sono i figli intorno”: a San Gregorio d’Ippona questa espressione ha trovato una conferma concreta, visibile, partecipata.

Il pellegrinaggio dell’effige della Santa Vergine del Rosario ha richiamato centinaia di fedeli dal comprensorio e dai paesi limitrofi. Un evento che ha trasformato la piccola comunità in un luogo di intensa preghiera collettiva. Ad accogliere il Quadro Pellegrino la comunità parrocchiale guidata da don Maurizio Macrì, insieme al sindaco Pasquale Farfaglia. Ad accompagnare l’icona mariana, don Francesco Paolo Soprano, delegato del Santuario per le Missioni Mariane, che ha illustrato la storia e il significato profondo di questa peregrinazione.

Dal carretto di letame al cuore del mondo

Il Quadro Pellegrino della Madonna del Santo Rosario di Pompei viaggia periodicamente in Italia e nel mondo, portando il messaggio del Santuario fondato da San Bartolo Longo. Il quadro originale giunse a Pompei il 13 novembre 1875, su un carretto di letame, per volontà del Beato Bartolo Longo: un segno di umiltà radicale che ancora oggi parla ai fedeli.

Celebri peregrinazioni hanno incluso tappe presso il Santuario di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo nel 2018, oltre a numerose parrocchie italiane. Particolarmente significativa l’esposizione nel Santuario “Santa Maria delle Grazie” in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina e del centenario della sua stimmatizzazione. Ogni anno, il 13 novembre, il quadro venerato viene abbassato dall’altare principale del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei per consentire ai fedeli di contemplarlo da vicino: un momento che richiama pellegrini da tutto il mondo.

Il vescovo Nostro: “Un sussulto nello Spirito”

A sottolineare la portata spirituale dell’evento è stato il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro. Davanti all’effigie mariana, il presule ha richiamato l’episodio evangelico della Visitazione, così come narrato da San Luca: “La sensazione bellissima che si vive in questi momenti è riconducibile al sussulto nello spirito che Elisabetta provò all’arrivo di Maria. È il segno della presenza dello Spirito Santo”.

Un richiamo forte: ciascuno custodisce nel proprio grembo la vita divina. L’immagine mariana ricorda il destino celeste dell’uomo. “Questa missione ha riscaldato i cuori di tanta gente, perché ci ricorda che siamo destinati al Cielo”.

Conflitti, migranti e coraggio: il richiamo alla responsabilità

In un mondo attraversato da 56 conflitti e segnato da tragedie quotidiane, il Vescovo ha allargato lo sguardo ai drammi contemporanei, ricordando anche i recenti fatti che hanno colpito il territorio con il ritrovamento di corpi probabilmente appartenenti a migranti.

Un passaggio netto, senza ambiguità: “Non solo il cristiano, ma ogni uomo è chiamato ad avere un atteggiamento di disponibilità, di apertura e di coraggio verso chi fugge da situazioni di guerra e violenza”.

La forza della preghiera e l’affidamento a Maria

Richiamando l’esempio di Giovanni Paolo II, profondamente affidato alla Madre Celeste, mons. Nostro ha ribadito un concetto essenziale: “Le preghiere le ascolta Dio, ed è questa la cosa importante. Le ascolta anche chi le pronuncia”. Se non producono effetti immediati, ha spiegato, è spesso per l’ostinazione con cui l’uomo porta avanti progetti esclusivamente umani, chiudendosi alla grazia. Infine, sulla consacrazione della diocesi al Cuore Immacolato di Maria, il Vescovo ha ricordato che l’atto è già stato compiuto: un segno concreto di un cammino ecclesiale che prosegue nel silenzio operoso della fede.

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