9 Luglio 2026
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Incendi, la Calabria schiera droni, Canadair e 1.500 forestali. Gallo: “Sforzo senza precedenti, ora puntiamo sulla prevenzione”

L’assessore regionale all’Agricoltura illustra il piano antincendio della Regione: 387 operatori, 100 Vigili del fuoco, 850 volontari, 40 droni, elicotteri e mezzi terrestri. “La nostra tecnologia è stata indicata come best practice dalla Commissione europea”

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Non più soltanto la corsa contro il fuoco quando le fiamme sono già partite. La Calabria prova a cambiare passo nella lotta agli incendi boschivi, puntando su prevenzione, tecnologia, intelligenza artificiale, controllo del territorio e rafforzamento della macchina operativa. A spiegare la strategia è l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, intervenuto nel corso dell’iniziativa promossa dalla Regione Calabria per presentare il nuovo dispositivo di tutela ambientale e antincendio. Un piano che, nelle intenzioni della giunta, deve servire a difendere boschi, parchi, borghi, aree interne e patrimonio naturale, considerati ormai parte essenziale anche della crescita turistica della regione. “Va valorizzato lo sforzo senza precedenti che è stato compiuto dal governo regionale, sia in termini di investimenti sui mezzi, sia in termini di investimenti sulla tecnologia, sia soprattutto in termini di risorse umane”, ha affermato Gallo.

Un settore dedicato alla prevenzione degli incendi

Il cuore del nuovo modello è il passaggio da una logica emergenziale a una logica preventiva. Non solo spegnimento, dunque, ma attività costante durante tutto l’anno. “Per volontà del presidente Occhiuto, nell’Uoa Forestazione è stato istituito un settore che si occupa di prevenzione degli incendi”, ha spiegato l’assessore. Un cambio di metodo che, secondo Gallo, segna una netta discontinuità con il passato: “C’è un atteggiamento totalmente diverso rispetto al passato, quando invece c’era la lotta attiva agli incendi, c’era l’attività di spegnimento. Oggi c’è un’attività di prevenzione degli incendi, con un dirigente e un settore che lavora 365 giorni all’anno”.

La prevenzione, ha aggiunto, passa dall’uso delle nuove tecnologie e da un approccio sempre più scientifico al fenomeno. “Utilizziamo innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, elaborazione dei dati e le nostre università per avere un approccio di natura scientifica rispetto a questo fenomeno, che è un fenomeno che noi dobbiamo eliminare”.

Droni e intelligenza artificiale: il modello Calabria osservato dall’Europa

Uno degli elementi più innovativi del piano riguarda l’impiego dei droni per il monitoraggio del territorio. Una scelta che, secondo l’assessore, ha attirato anche l’attenzione delle istituzioni europee. “La nostra tecnologia sui droni è stata oggetto di attenzione e di considerazione come best practice da parte della Commissione europea”, ha dichiarato Gallo. L’obiettivo è anticipare il rischio, individuare le aree più vulnerabili, rendere più rapidi gli interventi e costruire una mappa aggiornata delle criticità. In questo senso, la lotta agli incendi viene collegata anche alla difesa dell’economia turistica calabrese. “Avete visto in questi giorni i dati di incremento sul turismo, che sono dati straordinari”, ha sottolineato l’assessore. Una crescita che, per Gallo, non riguarda solo il mare: “Passa attraverso un turismo balneare, ma anche e soprattutto un turismo destagionalizzato, delle aree interne, che hanno i borghi, che hanno i nostri parchi nazionali, che hanno nel nostro ambiente un elemento assolutamente di forza sul quale puntare”.

I numeri del dispositivo antincendio

Il piano regionale poggia su una macchina organizzativa imponente. Gallo ha elencato i numeri del dispositivo messo in campo per la stagione antincendio: 387 operatori regionali impegnati nello spegnimento degli incendi boschivi, 50 operatori nelle sale operative per il coordinamento degli interventi e 50 direttori delle operazioni di spegnimento incaricati di guidare l’attività di lotta attiva. A questi si aggiungono 100 Vigili del fuoco, grazie alla convenzione rinnovata con la Regione, e 85 associazioni di volontariato di Protezione civile, con circa 850 volontari distribuiti sul territorio. “Abbiamo 70 postazioni operative distribuite sul territorio regionale per avere interventi immediati ed evitare che gli incendi si propaghino”, ha spiegato Gallo. Sul fronte tecnologico sono operativi 40 droni per il monitoraggio del territorio, con ulteriori piloti in fase di certificazione. “Quindici ulteriori piloti Apr avranno entro venerdì 10 la certificazione, tra essi una parte sono dipendenti regionali”, ha precisato l’assessore.

Forestali sul demanio e premialità contro i roghi

Un ruolo centrale viene assegnato anche agli operai forestali, impegnati nel pattugliamento e nella prevenzione sul demanio regionale. “Sono 1.500 gli operai forestali impegnati nel pattugliamento del demanio forestale regionale come azione di prevenzione”, ha detto Gallo. Il sistema prevede anche una forma di responsabilizzazione diretta: “Con premialità se nelle aree loro affidate non si verificano incendi”. La Regione punta così a trasformare la presenza sul territorio in deterrenza concreta, soprattutto nelle aree più esposte al rischio di roghi estivi.

Pick-up, autobotti, elicotteri e Canadair

La dotazione dei mezzi è un altro pilastro del piano. Sul fronte terrestre sono disponibili 40 pick-up Aib, ciascuno dotato di modulo antincendio con riserva da 400 litri, e 25 autobotti Aib con capacità di carico idrico tra 2.000 e 4.000 litri. A questi si sommano i mezzi dei Vigili del fuoco impiegati nell’ambito della convenzione con la Regione. Sul fronte aereo, la Calabria può contare su 4 elicotteri regionali affidati a Calabria Verde, 4 Canadair, 2 elicotteri AB 412 e un Erickson S-64 della flotta aerea dello Stato.

Carabinieri forestali e repressione degli incendi dolosi

La prevenzione, però, non basta. Gallo ha richiamato anche il ruolo dell’Arma dei Carabinieri e dei Carabinieri forestali, soprattutto sul versante della repressione. “La convenzione è stata rinnovata e rilanciata, ma faremo anche altro con l’Arma dei Carabinieri, i Carabinieri forestali e l’Arma dei Carabinieri, che sono fortemente impegnati anche nell’azione di repressione”, ha affermato. L’assessore ha poi toccato uno dei punti più delicati: l’origine dolosa o colposa di molti roghi, in particolare nelle cosiddette aree di interfaccia, cioè quelle vicine alle strade, ai terreni agricoli o agli insediamenti. “Esiste ancora gente che in maniera inspiegabile appicca fuoco soprattutto nelle aree di interfaccia”, ha denunciato Gallo. Tuttavia, secondo l’assessore, quest’anno si intravedono segnali positivi: “Abbiamo notato che nelle aree di interfaccia ci sono interventi migliori rispetto al passato e quindi c’è una maggiore sensibilità anche degli enti locali e degli enti territoriali rispetto a un’azione di prevenzione”.

“Vietato appiccare incendi di qualsiasi natura”

Gallo ha ricordato che la gran parte degli incendi nasce proprio in prossimità di aree lavorate o appena ripulite, dove alcuni proprietari continuano a utilizzare il fuoco in modo pericoloso e vietato. “La gran parte degli incendi si verifica attraverso i cosiddetti incendi di interfaccia, innescati in terreni che sono stati lavorati o sono stati appena lavorati e che vengono inspiegabilmente ripuliti in questo modo dai proprietari”, ha spiegato. Da qui l’appello finale: “È vietato appiccare incendi di qualsivoglia natura in questi periodi di emergenza”. Per l’assessore, la direzione intrapresa comincia comunque a produrre risultati. “Solo una minima parte degli incendi sono incendi boschivi, segno evidente che c’è una maggiore sensibilità anche rispetto a questa enorme attività di prevenzione”.

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