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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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La battaglia di Monica per suo figlio Gianmarco: “Non chiediamo miracoli, ma una possibilità”

A Vibo Valentia la storia di una madre che da tre mesi vive accanto al letto del figlio di 25 anni, ricoverato al Pugliese di Catanzaro dopo un gravissimo incidente sul lavoro

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Da tre mesi Monica Aracri vive sospesa tra paura e resistenza. Suo figlio Gianmarco, operaio di appena 25 anni, è ricoverato al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dopo un drammatico incidente sul lavoro che gli ha devastato il bacino e compromesso la colonna vertebrale.
Il 17 settembre, quello che doveva essere un normale turno in cantiere, si è trasformato in una frattura irreversibile nella vita di una famiglia.

Interventi su interventi: un corpo che lotta

Da allora il giovane ha affrontato una serie di operazioni complesse: ricostruzioni, stabilizzazioni ossee, procedure ripetute per provare a salvare ciò che l’impatto ha compromesso. La ferita principale, causata dallo schiacciamento, ha iniziato a necrotizzarsi obbligando i chirurghi ad applicare un dispositivo Vac. Una terapia che richiede sedute di pulizia chirurgica due volte a settimana e che lascia pochissimo spazio al riposo. Una piccola buona notizia c’è: la ferita, finalmente, comincia a granulare. Ma il percorso è lunghissimo, incerto e pieno di ostacoli.

La riabilitazione ferma e l’incubo della paralisi

Ogni giorno senza fisioterapia pesa come un macigno. Per i medici, la possibilità che Gianmarco torni a camminare è seriamente compromessa. Monica non ci sta. A 25 anni, dice, nessuno può arrendersi a una sentenza definitiva. E, soprattutto, non una madre.

Una madre che non abbandona: “Non posso fermarmi, ma non posso farcela da sola”

Da tre mesi Monica è accanto al figlio ventiquattr’ore al giorno. Ha lasciato il lavoro, sospeso tutto, e oggi si trova davanti a un altro tipo di emergenza: quella economica.
Se un centro riabilitativo avanzato potesse accogliere Gianmarco, lei sarebbe pronta a viaggiare “anche dall’altra parte del mondo”. Ma servono mezzi, competenze, risorse. E una donna sola non può sostenerle tutte.

La rete solidale che cresce: Vibo e non solo rispondono all’appello

Il suo appello, affidato ai social, ha fatto il giro della Calabria e non solo. Pagine, associazioni, gruppi di volontariato, semplici cittadini: una comunità trasversale si sta stringendo attorno a questa famiglia, offrendo contatti medici, donazioni, condivisioni, consigli, presenza. Una catena di solidarietà – come spesso accade quando le istituzioni non bastano – che si sta allungando di ora in ora.

Come aiutare Gianmarco: un gesto concreto per una speranza possibile

Monica ha aperto un conto dedicato per sostenere terapie, trasferte e un percorso riabilitativo che potrebbe cambiare il futuro di suo figlio. Ogni contributo può fare la differenza e, come sottolinea lei stessa, “non è l’importo a contare, ma la vicinanza”.

IBAN: IT87H3608105138252723152736
Intestatario: Maria Antonietta Monica Aracri
Causale: Un aiuto per Gianmarco

E il suo appello si chiude con una frase che è insieme un ringraziamento e un atto di fede:
“Grazie a chi ci sosterrà, in qualunque modo: una donazione, una condivisione, una preghiera. Con tutto il cuore.”

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