Salgono a 97, in 15 Regioni, le comunità rurali che hanno ottenuto la certificazione di sostenibilità della FEE Italia, con 10 ingressi, di cui un rientro (Pontinia nel Lazio), e 3 uscite, rispetto al 2025. Il Piemonte si conferma in vetta, con 22 “Spighe Verdi”. Il Presidente Claudio Mazza: “Un progetto di sviluppo come miglioramento continuo, condiviso tra Istituzioni, comunità locali, imprese, operatori e turisti”.
La cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del programma “Spighe Verdi“, della Fondazione per l’Educazione Ambientale Italia (FEE-Foundation for Environmental Education), insieme a Confagricoltura, è stata ospitata al Centro Nazionale delle Ricerche, a Roma, giovedì 25 giugno 2026.
La prestigiosa certificazione di “sostenibilità ambientale” è stata assegnata, quest’anno, a 97 Comuni, in 15 Regioni, con 10 nuovi ingressi rispetto all’anno precedente, di cui un “rientro”: Pontinia nel Lazio (Latina). Si registrano 3 uscite: Castiglione Falletto (CN) in Piemonte, Castellina in Chianti (SI) e Massa Marittima (GR) in Toscana.
Il Ministero del Turismo è partner di FEE Italia per il programma “Spighe Verdi” e nella Commissione di valutazione delle candidature, insieme al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, all’ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, al CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche e ai Carabinieri, oltre a Confagricoltura.
Il programma “Spighe Verdi” è nato ufficialmente nel 2015, in collaborazione tra FEE Italia e Confagricoltura, per «tradurre la sostenibilità in scelte amministrative quotidiane, dalla gestione del territorio alla tutela del paesaggio, dalla qualità dell’agricoltura alla valorizzazione delle comunità locali» – come ha affermato nel suo intervento introduttivo il Presidente di FEE Italia, Claudio Mazza –, guidando percorsi di sviluppo sostenibile nei Comuni rurali, delle aree interne e montane, e “buone pratiche” di valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, ambientale, culturale, artigianale e imprenditoriale, turistico, con il ruolo centrale dell’agricoltura. «Il programma “Spighe Verdi”– ha dichiarato il Presidente Mazza – è un investimento sul futuro delle comunità rurali italiane, sulla loro capacità di essere competitive custodendo la propria identità e le tradizioni, coniugando sviluppo economico e tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale in modo duraturo ed efficace, consapevoli che la sostenibilità è un fattore strategico anche per lo sviluppo turistico dei territori». Un percorso virtuoso e “circolare”, che coinvolge Amministrazioni Comunali, cittadini, operatori economici e turisti. «Un progetto di sviluppo come miglioramento continuo, condiviso tra Istituzioni, comunità locali, imprese, operatori e turisti».
Spighe Verdi 2026
La Regione Piemonte si conferma capofila, con ben 22 “Spighe Verdi”: Alba (CN), Bra (CN), Canelli (AT), Centallo (CN), Cherasco (CN), Gamalero (AL), Gavi (AL), Guarene (CN), Monforte d’Alba (CN), Pralormo (TO), Santo Stefano Belbo (CN), Volpedo (AL) e cinque nuovi ingressi: Barolo (CN), Barone Canavese (TO), Caluso (TO), Candia Canavese (TO) e Farigliano (CN). Esce Castiglione Falletto (CN).
Al secondo posto si trova, quest’anno, la Calabria, con 11 Comuni “Spighe Verdi”: Belcastro (CZ), Crosia (CS), Miglierina (CZ), Montegiordano (CS), Roseto Capo Spulico (CS), Santa Maria del Cedro (CS) e Trebisacce (CS) e i nuovi ingressi: Cariati (CS), Sella Marina (CZ) e Villapiana (CS), e un nuovo ingresso: Locri (RC).
Al terzo posto, pari merito, le Marche, con 9 località confermate: Esanatoglia (MC), Grottammare (AP), Matelica (MC), Mondolfo (PU), Montecassiano (MC), Montelupone (MC), Numana (AN), Senigallia (AN) e Sirolo (AN), e la Campania: Agropoli (SA), Ascea (SA), Capaccio-Paestum (SA), Foiano di Val Fortore (BN), Massa Lubrense (NA), Monteforte Cilento (SA), Positano (SA), e due nuovi ingressi: Conca della Campania (CE) e Moio della Civitella (SA).
Al quarto posto, pari merito con 8 Comuni “Spighe Verdi”, l’Umbria: Deruta (PG), Gubbio (PG), Montecastrilli (TR), Montefalco (PG), Norcia (PG), Scheggino (PG), Todi (PG), Trevi (PG), e la Puglia: Andria (BT), Bisceglie (BT), Castellaneta (TA), Carovigno (BR), Maruggio (TA), Nardò (LE), Ostuni (BR), Troia (FG).
In quinta posizione, con 7 Comuni, il Lazio:Canale Monterano (RM), Gaeta (LT), Rivodutri (RI), Sabaudia (LT), San Felice Circeo (LT), con un nuovo ingresso: Morro Reatino (RI), e un rientro: Pontinia (LT).
Segue, con 6 “Spighe Verdi”, la Toscana: Bibbona (LI), Castiglione della Pescaia (GR), Castagneto Carducci (LI), Gambassi Terme (FI), Grosseto (GR), e Orbetello (GR). Perde Castellina in Chianti (SI) e Massa Marittima (GR).
Quindi, con 4 Comuni confermati, la Liguria: Andora (SV), Borgio Verezzi (SV), Lavagna (GE) e Sanremo (IM).
Hanno 3 località con la “certificazione verde”: l’Abruzzo: Gioia dei Marsi (AQ), San Salvo (CH) e Tortoreto (TE), e la Sicilia: Ragusa (RG), con Modica (RG) e Vittoria (RG).
In penultima posizione, la Lombardia: Ome (BS) e Sant’Alessio con Vialone (PV), e il Veneto: Montagnana (PD) e Porto Tolle (RV).
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I criteri di assegnazione
Sono 67 in 16 macro-aree, gli indicatori utilizzati per assegnare il “punteggio di sostenibilità” alle località rurali. Sono aggiornati periodicamente, nella prospettiva del miglioramento continuo. Tra i criteri: l’educazione allo sviluppo sostenibile, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura, l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggi, la cura dell’arredo urbano, la qualità dell’offerta turistica e l’accessibilità per tutti. Per la sezione Turismo, sono presi in considerazione, tra l’altro: la diversità dell’offerta turistica, la pressione dei flussi, l’utilizzo dei prodotti tipici locali da parte delle strutture ricettive e ristorative, la presenza di aree attrezzate.
Il turismo rurale, per uno sviluppo “in equilibrio”
Nel suo intervento alla cerimonia di conferimento, il Presidente Claudio Mazza ha commentato: «Si mantiene la tendenza in salita dei Comuni rurali che ottengono le “Spighe Verdi” e che scelgono di intraprendere con noi questo percorso di crescita nella sostenibilità, ambientale, economica e sociale. Abbiamo quasi raggiunto la “soglia psicologica” dei 100 Comuni. È un riconoscimento importante. Ma l’elemento più rilevante è la scelta di avviare questo percorso “virtuoso”, che significa “aprire il cassetto” della gestione delle Amministrazioni locali, “tirare fuori” le criticità e risolverle». Il turismo rurale e cosiddetto “green” rappresenta una componente importante del comparto turistico e dell’economia delle comunità territoriali, e vale circa il 19% nel settore. «L’Italia ha un potenziale forte da esprimere, nel turismo rurale, che non ha nulla da invidiare ai nostri “cugini” francesi e spagnoli», ha continuato Mazza. «FEE Italia è impegnata in programmi di educazione alla sostenibilità come educazione alla cittadinanza. Accompagniamo i territori in percorsi di miglioramento della qualità della vita dei cittadini, in equilibrio tra sviluppo economico, tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale e identitario delle comunità e flussi turistici».
Il responsabile del programma in FEE Italia, Andrea Rinelli, nel presentare le “Spighe Verdi 2026”, ha affermato: «Il concetto di “equilibrio” ha un valore fondamentale. Si tratta, infatti, di un concetto dinamico, relazionale e circolare; indica una condizione in continua evoluzione, che non è data una volta per tutte, ma richiede scelte continue e coinvolge tutta la comunità, in cambiamenti importanti e migliorativi della qualità della vita».
Alla cerimonia di assegnazione delle “Spighe Verdi 2026”, erano presenti anche: il Senatore Giorgio Salvitti, su delega del Ministro del MASAF; il Presidente di Confagricoltura Foggia, Filippo Schiavone; la Responsabile del Coordinamento dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di ISNART-Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, Antonella Fiorelli. Quest’ultima ha presentato alcuni dati aggiornati sul turismo in Italia, con un focus sul turismo rurale, tracciando “l’identikit” del turista green: in prevalenza, appartiene alla cosiddetta “generazione X” (tra i 46 e i 61 anni), con un alto grado di istruzione (diplomati e laureati per oltre il 90%), con un lavoro, status economico medio-alto, e viaggia per lo più in coppia o in famiglia.
I motivi per cui i turisti stranieri scelgono il Bel Paese sono: al primo posto la cultura e i beni culturali, al secondo posto la natura e le bellezze paesaggistiche, al terzo posto l’enogastronomia, e al quarto posto, new entry, i luoghi poco conosciuti e mai visitati.
FEE è un’organizzazione non-governativa e no-profit, con sede in Danimarca, presente in 85 Stati nei cinque Continenti e riconosciuta dall’UNESCO quale leader mondiale nell’educazione alla sostenibilità. Fondata nel 1981, Anno Europeo dell’Ambiente, intorno al binomio “ambiente-turismo”, ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale con due agenzie ONU – il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite – UNEP e l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite – UN TOURISM – per l’organizzazione di programmi internazionali, tra i quali il più noto è Bandiere Blu. Oltre a Spighe Verdi: Eco-Schools, Green Key, Young Reporters for the Environment e Learning about Forests.








