11 Agosto 2026
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Università Magna Graecia, Cuda sfida Talerico: “Dati parziali e valutazioni sommarie. Il nostro Ateneo cresce”

Il rettore replica duramente alle critiche del consigliere: "Le immatricolazioni sono ancora aperte". E sul futuro dell'Università di Catanzaro rilancia i numeri del FFO: "Siamo tra i cinque Atenei italiani con il maggiore incremento delle risorse". Talerico rilancia: "Il confronto non si chiude con una nota"

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Il confronto sull’Università Magna Graecia si accende. Alle dichiarazioni del consigliere comunale Antonello Talerico sul presunto calo di competitività dell’Ateneo di Catanzaro risponde direttamente il rettore Giovanni Cuda, che contesta nel merito la lettura dei dati sulle iscrizioni e rivendica i risultati raggiunti dall’Università.
Una replica che non risparmia passaggi polemici e che parte proprio dal metodo utilizzato per analizzare le immatricolazioni.
“Leggo con rammarico le dichiarazioni del consigliere avvocato Antonello Talerico sull’Università Magna Graecia. Mi lasciano sinceramente sorpreso e, per certi aspetti, anche imbarazzato, poiché rivelano una conoscenza solo parziale delle procedure che regolano il sistema universitario e delle dinamiche che caratterizzano la fase delle immatricolazioni, tuttora pienamente in corso”.

“Non si può dire che l’Ateneo sia in crisi guardando dati ancora parziali”

Il primo affondo riguarda dunque i numeri utilizzati per sostenere la tesi di una perdita di competitività dell’Università Magna Graecia.
“Affermare che l’Ateneo sia “sempre meno competitivo” sulla base di dati parziali relativi alle iscrizioni, quando le procedure di immatricolazione sono ancora aperte, significa proporre una lettura priva del necessario rigore metodologico. Sarebbe, anzi, interessante conoscere le fonti utilizzate per dati che, allo stato attuale, non sono ancora pubblici nella loro completezza”.
Cuda contrappone a quella fotografia una tendenza che definisce costantemente positiva.
“L’Università Magna Graecia registra da anni una tendenza costantemente positiva nel numero complessivo degli iscritti, crescita che non è il frutto del caso, ma della qualità dell’offerta formativa, della ricerca e dell’assistenza sanitaria universitaria”.
E proprio sull’offerta formativa il rettore invita a non fermarsi al dato delle immatricolazioni iniziali.
“I corsi di più recente istituzione, fisiologicamente impegnati nella fase di consolidamento, presentano prospettive occupazionali estremamente elevate, in diversi casi prossime al 100%, a conferma del fatto che l’innovazione nella formazione universitaria deve essere valutata guardando non soltanto al numero delle immatricolazioni iniziali, ma soprattutto alla capacità di creare professionalità richieste dal mercato del lavoro”.

Nuovi corsi, Cuda: “Le regole sono uguali per tutti gli Atenei”

Il rettore respinge anche l’idea che altri Atenei possano progettare nuovi corsi di laurea attraverso percorsi differenti da quelli seguiti dall’Università Magna Graecia.
“È opportuno ricordare che l’istituzione di un nuovo corso di laurea nelle università pubbliche italiane segue procedure rigorosamente standardizzate, che prevedono consultazioni con gli stakeholder, analisi della domanda formativa locale e nazionale, verifica delle prospettive occupazionali, disponibilità delle risorse strutturali e del personale docente, nonché una successiva valutazione da parte del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) e dell’ANVUR”.
Il principio, sottolinea Cuda, vale per tutti. “Catanzaro, così come Cosenza, Reggio Calabria e tutti gli Atenei pubblici italiani, è tenuta a rispettare il medesimo percorso autorizzativo”.

Medicina Veterinaria, “il riaccreditamento è già sul tavolo”

Tra gli argomenti sollevati da Talerico c’è anche Medicina Veterinaria, ma su questo punto il rettore sostiene che il lavoro istituzionale sia già avviato.
“Per quanto riguarda il corso di laurea in Medicina Veterinaria, il consigliere Talerico dovrebbe ricordare che abbiamo già avuto modo di confrontarci personalmente sull’argomento e che è attualmente sul tavolo una proposta di riaccreditamento del corso, sulla quale sono state avviate interlocuzioni sia con la Regione Calabria sia con il Ministero competente”.
Per Cuda, dunque, parlare di assenza di progettualità non corrisponderebbe alla situazione reale: “Parlare di assenza di progettualità significa, dunque, ignorare attività istituzionali già in corso”.

Il dato che Cuda mette sul tavolo: “Più 5% di risorse”

La parte centrale della difesa del rettore passa però dal Fondo di Finanziamento Ordinario, indicato come uno degli indicatori più autorevoli per valutare la solidità dell’Ateneo.
“Quanto allo stato di salute dell’Ateneo, ritengo che il dato più autorevole sia rappresentato dall’ultimo decreto ministeriale di riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), che colloca l’Università Magna Graecia tra i cinque Atenei italiani con il maggiore incremento percentuale delle risorse assegnate, con un aumento di circa il 5%”.
Cuda sottolinea soprattutto la componente premiale del finanziamento: “È bene ricordare che una quota significativa di tale incremento deriva dalla quota premiale, attribuita sulla base della qualità della ricerca, della didattica e delle performance complessive dell’Ateneo. Si tratta di una valutazione dello Stato, fondata su indicatori oggettivi e non su opinioni”.

Censis, il rettore non nega le criticità: “Ma guardiamo anche AlmaLaurea”

La replica non cancella le criticità emerse dalla classifica Censis, ma contesta l’idea che un singolo indicatore possa restituire da solo la fotografia dell’Ateneo.
“Nessuno intende nascondere le criticità evidenziate dalla classifica CENSIS. Al contrario, l’Ateneo è pienamente consapevole delle aree sulle quali è necessario continuare a investire, quali l’attrattività internazionale o la digitalizzazione dei servizi”.
Ma, secondo Cuda, esistono anche dati di segno opposto. “Tuttavia, è altrettanto doveroso ricordare che alcuni indicatori, come quelli relativi all’occupabilità dei laureati, risultano in contrasto con i dati forniti da AlmaLaurea, che continuano a confermare livelli molto elevati di inserimento professionale dei nostri laureati”.

Il passaggio più duro: “Sutor, ne ultra crepidam”

Il confronto si fa ancora più diretto quando Cuda ricorre a un’antica espressione latina per rivendicare la necessità di parlare con cognizione di causa.
“I Latini ammonivano: Sutor, ne ultra crepidam (“Calzolaio, non andare oltre la scarpa”). Ognuno dovrebbe esprimersi con cognizione di causa nelle materie che conosce. È un principio antico, ma sempre attuale”.
E subito dopo arriva la domanda rivolta direttamente a Talerico: quali iniziative avrebbe promosso, negli anni, a sostegno dell’Università Magna Graecia?
“Il consigliere Talerico è stato consigliere regionale e oggi è consigliere comunale. Sarebbe interessante conoscere quali iniziative concrete abbia promosso, in questi anni, a sostegno della crescita dell’Università Magna Graecia. Personalmente non ne ricordo alcuna”.

“Il compito del rettore non è alimentare polemiche”

Cuda chiude annunciando di non voler proseguire il botta e risposta, ma lo fa con un ultimo appello rivolto alle istituzioni del territorio.
“Sono invece convinto che Catanzaro e la Calabria abbiano bisogno di istituzioni capaci di collaborare, non di polemiche costruite su dati parziali e valutazioni sommarie, che finiscono per arrecare un danno soprattutto ai giovani e all’immagine del territorio”.
Poi la conclusione, che prova a mettere un punto alla polemica: “Da parte mia, con questa nota, considero concluso questo confronto. Il compito del Rettore non è alimentare polemiche, ma lavorare quotidianamente per rafforzare l’Università, promuovere ricerca di qualità e garantire ai nostri studenti una formazione sempre più qualificata e competitiva. È a questo che continuerò a dedicare il mio impegno, senza ulteriori repliche”.

Certo, lo allargherei mantenendo il taglio da articolo e facendo emergere meglio i tre fronti della controreplica: Veterinaria, attrattività dell’Ateneo e rapporto con la città.

Talerico rilancia: “Il confronto non si chiude con una nota”

La controreplica di Talerico parte dalla contestazione più diretta alle parole di Cuda: l’accusa di non aver promosso iniziative concrete a sostegno dell’Università. Il consigliere rivendica il proprio impegno sul tema di Medicina Veterinaria, ricordando gli incontri avuti con il rettore e la disponibilità manifestata dalla Regione a individuare risorse per un Ospedale Veterinario Universitario. E ora chiede che alle dichiarazioni seguano gli atti: date, protocolli, delibere e impegni finanziari che dimostrino l’effettivo avvio del percorso di riaccreditamento.
Talerico richiama inoltre il ruolo avuto nella vicenda del centro CNR di Catanzaro, sostenendo di essersi opposto al suo trasferimento a Cosenza, e ricorda di aver sottoposto al rettore alcune ipotesi per riportare corsi universitari nel centro della città. A suo giudizio, sono tutti elementi che smentirebbero l’idea di un disinteresse nei confronti dell’Ateneo.
Sul tema delle iscrizioni, il consigliere non arretra. Se i dati utilizzati nella sua precedente denuncia sono parziali perché le immatricolazioni sono ancora aperte, sostiene, l’Università pubblichi i numeri definitivi, corso per corso, e li confronti con quelli degli altri Atenei calabresi. “Sarò il primo a rettificare se avrò sbagliato”, afferma, spostando però il dibattito dalla correttezza dei singoli numeri alla capacità dell’Università di attrarre studenti. La domanda che pone è infatti più ampia: “Perché un ragazzo di Catanzaro, oggi, sceglie altrove?”
Talerico contesta anche il richiamo del rettore al latino “Sutor, ne ultra crepidam”, sostenendo che un’università pubblica, proprio perché vive di risorse pubbliche, debba rendere conto del proprio operato alla comunità. E restituisce a Cuda la domanda sulle iniziative concrete, chiedendo quale sia stato il contributo dell’Ateneo alla crescita della città e quanto sia realmente forte il rapporto con Comune, istituzioni, mondo economico e professionale.
Infine arriva la proposta: un tavolo immediato con Regione, Comune, rappresentanze economiche e ordini professionali, ma con una condizione precisa. Non più semplici dichiarazioni di disponibilità, bensì atti verificabili sulla riattivazione di Medicina Veterinaria, sull’Ospedale Veterinario Universitario, sul reclutamento dei docenti, sull’accreditamento e sull’individuazione di nuovi spazi universitari nel centro cittadino.
E sulla volontà del rettore di considerare chiuso il confronto, Talerico mette il punto con una frase destinata a riaccendere la polemica: “Il confronto con la città non lo chiude chi lo trova scomodo”. Al centro, conclude, restano soprattutto gli studenti che ogni anno lasciano la Calabria per cercare altrove il proprio percorso universitario.

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