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9 Febbraio 2026
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Calabria
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La pesca della sardella tra crisi e speranze tradite, la denuncia del Comitato pescatori Calabria: “Serve un piano straordinario”

Per superare la crisi, è necessaria "la dichiarazione dello stato di crisi del settore da parte della Regione con il varo di un pianificazione ad hoc"

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Secondo il Comitato Pescatori Calabria, la piccola pesca artigianale della regione vive “un settore in forte difficoltà” mentre le attese di ripresa legate alla programmazione europea sono state “tradite”. L’illusione di rilanciare il segmento più rilevante della pesca regionale, spiegano, “non si è concretizzata”, con gravi conseguenze economiche e occupazionali. Si esprime così Salvatore Martilotti, portavoce Comitato Pescatori Calabria di Schiavonea, a Corigliano Rossano.

Cause della crisi

Il Comitato sottolinea come la crisi derivi da “politiche comunitarie non adeguate alla specificità della pesca delle nostre Comunità costiere” e da interventi regionali e locali insufficienti, nonostante l’esistenza della Legge Regionale n. 27 del 12 novembre 2004. Negli ultimi vent’anni, con il divieto di pesca della sardella o rosamarina, “è stata registrata una diminuzione delle imbarcazioni, un calo degli occupati, delle catture e del valore della produzione”, colpendo al cuore le micro imprese familiari.

Tradizione e identità culturale

Martilotti ricorda che la sardella “rappresenta un prodotto identitario, simbolo della tradizione, della gastronomia e della storia marinara delle Comunità costiere della Calabria”. L’attività di pesca tradizionale ha storicamente coinvolto “circa il 70% delle numerose imbarcazioni di piccola pesca artigianale”, offrendo integrazione del reddito e valorizzando la gastronomia locale, tanto da far definire la sardella “il caviale calabrese”.

Proposte e soluzioni

Per superare la crisi, il Comitato suggerisce “la dichiarazione dello stato di crisi del settore da parte della Regione con il varo di un Piano Pesca Straordinario”, un intervento che potrebbe tutelare le imprese locali e sensibilizzare la Commissione europea sulle difficoltà del comparto.
Salavtore Martilotti in conclusione lancia un appello a istituzioni regionali ed europee. Occorre “agevolare l’attivazione delle necessarie misure socioeconomiche a favore degli operatori e delle imprese”, senza trascurare la tutela di una tradizione identitaria che rischia l’estinzione.

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