11 Agosto 2026
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Le radici tornano a casa: 14 Comuni calabresi nominano i loro “Ambasciatori” nel mondo

Dal 12 agosto il primo grande appuntamento dell’Aicotur dedicato ai turisti di ritorno e agli italo-discendenti: un riconoscimento simbolico per chi vive lontano ma continua a custodire la memoria del paese d’origine

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“Ci sono partenze che durano una vita, ma ci sono radici che non smettono mai di chiamare”. È da questa immagine, sospesa tra memoria e appartenenza, che prende forma una nuova iniziativa dedicata ai calabresi nel mondo e ai loro discendenti. A partire dal 12 agosto, quattordici Comuni aderenti ad AICOTUR, Associazione Italiana Comuni Turismo delle Radici, apriranno le proprie comunità ai turisti di ritorno e agli italo-discendenti, trasformando il rientro nei luoghi d’origine in un momento di incontro, riconoscimento e memoria condivisa.

Un titolo che diventa legame

Per la prima volta saranno nominati gli “Ambasciatori delle radici”, figure simboliche chiamate a rappresentare nel mondo il nome, la storia e i valori del proprio Comune.

A ciascun turista di ritorno e italo-discendente presente agli appuntamenti sarà consegnata una pergamena ufficiale di nomina. Non un semplice attestato, ma il segno di un rapporto che il tempo e la distanza non sono riusciti a cancellare.

Essere Ambasciatore delle radici significa, infatti, portare con orgoglio il nome del proprio paese, raccontarne la storia, conservarne la memoria e trasmettere alle nuove generazioni quel patrimonio immateriale fatto di luoghi, famiglie, tradizioni e ricordi.

«Un paese non è fatto solo da chi ci vive. È fatto anche da chi lo porta nel cuore, ovunque si trovi», è il messaggio che accompagna l’iniziativa.

Un ponte tra chi è partito e chi è rimasto

Il progetto nasce con l’obiettivo di rafforzare il turismo delle radici, costruendo un ponte ideale tra le comunità calabresi e le migliaia di persone che, nel corso delle generazioni, hanno lasciato questi territori per cercare fortuna altrove.

L’iniziativa è stata presentata alla Cittadella regionale, alla presenza dell’assessore Giovanni Calabrese, del consigliere regionale Orlandino Greco, delegato ai rapporti con i calabresi nel mondo, e del dirigente regionale Cosimo Caridi.

Il primo appuntamento non sarà un evento isolato. L’intenzione è infatti quella di trasformarlo in un appuntamento annuale, capace di coinvolgere progressivamente un numero sempre maggiore di figli e nipoti delle comunità calabresi sparse in Italia e nel mondo.

L’abbraccio simbolico tra chi torna e chi è rimasto diventa così un modo per trasformare le radici in ponti.

Il calendario: dai borghi alle piazze

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 12 agosto, con iniziative distribuite in diverse località calabresi.

Ad Amato, l’appuntamento è alle 19 nel Centro Servizi di via del Progresso. A Bova, la cerimonia si terrà alle 16.30 nella Sala del Consiglio, mentre a Brognaturo l’incontro è previsto alle 18 in Piazza del Popolo.

A Careri saranno due gli appuntamenti: alle 19 a Natile Nuovo e alle 20.30 nel centro del paese. Alle 20.30 sarà invece la volta di Erchie, nel Centro storico.

A Falerna l’incontro si svolgerà alle 17 nella sede comunale; a Gerace, alle 19, nel suggestivo Cortile del Seminario Arcivescovile. A Locri appuntamento alle 18.30 nella Biblioteca comunale “G. Incorpora”.

Alle 18.30, nella Sala consiliare “G. Giampiero” di Villa Agri, sarà protagonista Marsicovetere. A Montepaone la cerimonia è prevista alle 21 nella sede comunale, mentre a Trebisacce la consegna si inserirà, alle 20, nell’ambito della rievocazione storica.

Le altre tappe

Il viaggio nelle memorie familiari proseguirà giovedì 13 agosto. Ad Amendolara l’appuntamento è alle 18.30 in Piazza Amintore Fanfani. A Cleto, invece, la cerimonia si terrà alle 19 nel Castello Angioino del Savuto.

Ultima tappa indicata nel calendario, venerdì 21 agosto, a Celico, dove l’iniziativa si svolgerà alle 17 nella Villa comunale “R. Lanzino”, nell’ambito del Festival dell’effimero.

La memoria come patrimonio

Dietro la consegna di una pergamena c’è dunque un’idea più ampia: fare della memoria un patrimonio capace di generare nuove relazioni. Il ritorno nei luoghi degli antenati non è soltanto un viaggio sentimentale, ma può diventare una risorsa culturale e turistica per piccoli Comuni che conservano storie familiari ormai disseminate in ogni parte del mondo.

AICOTUR punta così a dare un riconoscimento concreto a chi continua a sentirsi parte della propria comunità anche vivendo a migliaia di chilometri di distanza.

Perché le partenze possono durare una vita. Ma, quando le radici resistono, la strada per tornare a casa rimane sempre aperta.

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