11 Agosto 2026
11 Agosto 2026
spot_img

Cane colpito e morto a Pizzo, parla l’uomo accusato: “Ho agito per difendere mio figlio di 6 anni, era inseguito e morso

La versione dell’uomo ribalta la ricostruzione del proprietario dello Schnauzer: “Ho usato il palo per allontanarlo, non volevo ucciderlo. Mio figlio è finito al Pronto soccorso

spot_img
spot_img
spot_img

Una spiaggia, un bambino di sei anni che corre e grida, due cani che lo inseguono e un padre che sostiene di essere intervenuto perché convinto che il figlio fosse in pericolo. È questa la versione dell’uomo accusato di
avere colpito con un palo da ombrellone una cagnolina Schnauzer nano, poi sottoposta a eutanasia a causa delle gravissime lesioni riportate nell’episodio avvenuto il 7 agosto sulla spiaggia di un complesso
condominiale di Pizzo.


Una ricostruzione che si contrappone nettamente a quella fornita dal proprietario dell’animale, un turista tedesco che ha presentato un esposto e informato anche il proprio Consolato. L’uomo indicato come autore del gesto, assistito dall’ avvocato Elisa Solano, ha deciso adesso di raccontare la propria versione, sostenendo di non aver voluto uccidere né ferire il cane ma di essere intervenuto esclusivamente per proteggere il figlio di sei anni.

“Mio figlio correva e gridava aiuto”

L’uomo racconta di essersi trovato in spiaggia insieme alla famiglia e ad alcuni amici per guardare il  Tramonto e di essere arrivato da pochi minuti quando sarebbe iniziato tutto. “Ad un certo punto, mentre uno dei miei bambini giocava vicino a noi, veniva rincorso da un cane senza guinzaglio che gli abbaiava dietro. Dopo pochi secondi si aggiungeva un secondo cane ed entrambi rincorrevano mio figlio”.

Secondo la sua versione, la situazione sarebbe diventata rapidamente concitata: “Il piccolo correva e gridava aiuto e mia moglie urlava: ‘I cani, i cani, aiuto’. I proprietari stranieri dei rispettivi animali, a distanza, esclamavano parole nella loro lingua. Non so cosa dicessero, ma nessuno faceva niente, nessuno si avvicinava, nessuno si alzava”. L’uomo riferisce di avere inoltre notato la presenza di altri cani senza guinzaglio nelle vicinanze e di avere temuto che potessero avvicinarsi.

“Uno dei cani si lanciava per mordere mio figlio”

È a quel punto, secondo il racconto dell’uomo, che sarebbe avvenuto il gesto poi risultato fatale per la cagnolina. “Impaurito per l’incolumità di mio figlio, incominciavo a urlare contro i cani per poterli spaventare. Nel frattempo uno dei cani si lanciava per mordere mio figlio, quindi per istinto afferro un palo di ombrellone che era presente sulla spiaggia e vado ad allontanare i cani”.

L’uomo ammette dunque di avere impugnato il palo, ma sostiene che l’obiettivo non fosse quello di colpire intenzionalmente l’animale: “Nel muovere il palo ferivo uno dei due cani, che veniva soccorso. Successivamente ho scoperto che purtroppo era morto nella notte”. E aggiunge: “Non era mia intenzione che accadesse ciò. Volevo solo allontanare e spaventare i cani. Ho agito per difendere il mio bambino di
sei anni. È stato l’istinto di un genitore davanti a un pericolo imminente per il proprio figlio”.

“Mio figlio portato al Pronto soccorso per il morso”

C’è poi un altro elemento che la difesa considera centrale nella ricostruzione della vicenda. L’uomo sostiene che il bambino sarebbe stato morso da uno dei cani e che proprio per questo, nella stessa serata, sarebbe
stato accompagnato in ospedale. “Ho portato mio figlio al Pronto soccorso per farsi refertare per il morso subito. Ancora oggi il mio bambino è  scosso e non riesce a dormire la notte”. Un elemento documentale che potrà quindi essere acquisito e valutato nell’ambito degli accertamenti sulla vicenda.

“Nessuna colluttazione con il proprietario”

La versione dell’uomo diverge radicalmente anche su un altro punto. Il turista tedesco, proprietario della cagnolina, aveva riferito di essere stato aggredito e fatto cadere a terra dopo il ferimento dell’animale,
recandosi successivamente al Pronto soccorso dell’ospedale di Lamezia Terme.

L’uomo assistito dall’avvocato Solano nega categoricamente qualsiasi aggressione. “È assolutamente non vera la notizia dell’aggressione del proprietario del cane morto da parte mia. Non abbiamo avuto nessuna colluttazione, non so nemmeno chi sia. Non mi risulta abbia avuto lesioni”.

Richiama inoltre la presenza dei militari intervenuti successivamente: “I Carabinieri presenti per il soccorso del cane potrebbero testimoniare quanto avvenuto”. Anche questo aspetto, considerate le versioni
diametralmente opposte, dovrà essere verificato attraverso testimonianze, eventuali referti e gli altri elementi raccolti dagli investigatori.

“Se fossero stati al guinzaglio non sarebbe successo”

L’uomo punta infine il dito contro quella che definisce una “mala gestione degli animali da parte dei loro proprietari”.  “Se gli stessi cani fossero stati al guinzaglio tutto questo non sarebbe successo”, afferma, richiamando le disposizioni che disciplinano la conduzione degli animali e le regole che, a suo dire, sarebbero previste anche all’interno del residence.  “Su una spiaggia con presenza di bambini i cani andrebbero tenuti al guinzaglio e ben custoditi, nel rispetto anche di chi legittimamente ha paura degli animali”.

L’uomo sostiene infine di essere stato lui stesso ad avvertire le forze dell’ordine e affida agli investigatori il compito di ricostruire quanto realmente accaduto quella sera. “Saranno gli inquirenti a fare piena luce
su quanto è accaduto e sulla sua dinamica.
Mi dispiace, non era mia intenzione che accadesse questo. Ho agito solo per difendere il mio bambino”.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor