27 Ottobre 2026
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Lectio magistralis di Amoroso a Catanzaro: “L’IA è una grande opportunità ma va tenuta sotto controllo”

Il Presidente della Consulta interviene dall'Ateneo "Magna Graecia" di Catanzaro, tracciando i confini costituzionali dell'impiego delle nuove tecnologie nel sistema giudiziario italiano e richiamando al rispetto dell'obbligo di motivazione dei provvedimenti

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L’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle aule di giustizia rappresenta una svolta epocale che richiede regole stringenti e una supervisione umana costante per non intaccare i principi cardine dell’ordinamento giuridico. In occasione della lectio magistralis tenuta presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, ha tracciato una linea netta tra il ruolo di ausilio degli algoritmi e la responsabilità del magistrato nella redazione degli atti. Rispondendo alle sollecitazioni dei giornalisti a margine dell’evento accademico, il vertice della Consulta ha richiamato il valore insostituibile del fattore umano nel processo decisionale penale e civile.

“I provvedimenti vanno motivati dal giudice, che può giovarsi di un sistema di intelligenza artificiale ma non può essere sostituito”, ha affermato il presidente Giovanni Amoroso, soffermandosi sulle sperimentazioni già operative negli uffici giudiziari italiani. “In Cassazione utilizzano il sistema Copilot” per la selezione e la classificazione dei documenti, ha spiegato, aggiungendo che “anche noi in Corte costituzionale abbiamo avviato un’iniziativa per dotarci di un sistema proprietario della Corte che operi solo sui dati della Corte stessa”.

I rischi dei vuoti motivazionali e il quadro normativo di riferimento

L’impiego non governato degli algoritmi ha già mostrato i suoi limiti applicativi in sede giudiziaria, portando la giurisprudenza di legittimità a censurare l’uso improprio di strumenti automatizzati nella stesura delle sentenze. Il Presidente della Consulta ha richiamato i casi recenti in cui si è resa necessaria un’azione di annullamento per difetto di motivazione autonoma.

“La Cassazione si è trovata ad annullare una sentenza nella quale era stato utilizzato un sistema di IA, ma qui c’è una prescrizione proprio costituzionale. I provvedimenti vanno motivati ovviamente dal giudice che può giovarsi di un sistema di intelligenza artificiale ma non può essere sostituito” ha ribadito Amoroso.

Secondo il Presidente, il fenomeno dell’innovazione tecnologica richiede una governance solida in grado di coniugare progresso ed efficienza con le garanzie fondamentali dei cittadini. “Credo che l’intelligenza artificiale sia una grande opportunità se utilizzata bene, se tenuta sotto controllo. Adesso c’è una sperimentazione in Cassazione. Anche noi in Corte Costituzionale abbiamo avviato un’iniziativa per dotarci di un sistema – diciamo – proprietario della Corte, che operi solo sui dati della Corte stessa”. Amoroso ha poi sottolineato come la tecnologia rappresenti “un fiume che non si può fermare. Però va regolato – ed è regolato, bisogna dire, tra Regolamento europeo e la legge 132 dello scorso anno – e va anche tenuto sotto controllo, va dominato, altrimenti si rischia di essere travolti e gestiti dall’intelligenza artificiale. La Cassazione si è trovata a pronunciare un annullamento di una sentenza che chiaramente aveva utilizzato un sistema di intelligenza artificiale. C’è qui una prescrizione proprio costituzionale: i provvedimenti vanno motivati, ovviamente, dal giudice, che può giovarsi di un sistema di intelligenza artificiale ma non può essere sostituito”.

In conclusione del suo intervento, il Presidente Amoroso ha rivolto un pensiero agli studenti dell’ateneo catanzarese, formulando “un messaggio di speranza e ottimismo: il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto. Credo che l’intelligenza artificiale sia una grande opportunità se utilizzata bene, se tenuta sotto controllo, e i giovani ne fruiranno ancora di più”.

Il passaggio istituzionale sulla legge elettorale e la fine del mandato

A margine del dibattito sulle nuove tecnologie, il Presidente Amoroso ha risposto alle domande dei cronisti relative ai futuri pronunciamenti della Consulta in materia di normativa elettorale. Richiamando la prossima conclusione del suo incarico al vertice dell’organo di garanzia costituzionale, Amoroso ha evitato entrate nel merito delle questioni giuridiche sollevate nei palazzi di giustizia.

“Sono in scadenza di mandato presidenziale, quindi assisterò da fuori al verdetto della Corte quando arriveranno le ordinanze di rimessione che sono state annunciate anche sulla stampa”, ha dichiarato Amoroso, prendendo atto delle ordinanze di rimessione preannunciate dagli uffici giudiziari e rinviando l’esame del dossier al collegio che gli succederà.

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