26 Agosto 2026
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Mancata apertura asili nido comunali a Lamezia: “Grave deficit di programmazione”

Il consigliere comunale Masi chiede che "il servizio entri in funzione con la massima urgenza e che nessuna famiglia venga lasciata sola di fronte a questo ritardo”

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“Con molto stupore apprendiamo da notizie di stampa che l’Amministrazione comunale di Lamezia Terme ha comunicato il 25 agosto 2026 lo slittamento dell’apertura dei tre asili nido comunali di via Conforti, via Spartivento e via Giovanni XXIII, inizialmente prevista per il 1° settembre, precisando soltanto che l’avvio del servizio sarà comunicato entro il 15 settembre 2026. Sei giorni di preavviso, nessuna data certa di avvio, nessuna misura alternativa per le famiglie. nessuna soluzione per le famiglie. Il Comune tenta di attribuire il ritardo ai tempi della procedura di gara, ma resta interamente sua la responsabilità di programmare, vigilare e garantire la continuità del servizio. Si tratta di un fatto di estrema gravità. A pochi giorni dall’inizio dell’anno educativo, le famiglie restano senza un servizio essenziale, senza una data certa e senza alcuna soluzione concreta. Il disagio investe soprattutto i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e produce un impatto economico immediato su chi sarà costretto a ricorrere a babysitter o strutture private. A questo si aggiunge il danno per il personale educativo delle strutture, che rischia di perdere giornate di retribuzione per un ritardo che non dipende certo da chi lavora. La giustificazione addotta dal Comune non regge sul piano amministrativo”. E’ quanto afferma Gennarino Masi, consigliere comunale del Pd a Lamezia Terme.

“Il Comune individua il fabbisogno”

Masi aggiunge: “Nel comunicato ufficiale si afferma che il ritardo sarebbe legato ai tempi occorsi per il perfezionamento della procedura di gara espletata dalla Centrale Unica di Committenza di Reggio Calabria e al conseguente subentro del nuovo gestore. Ma il Comune resta il soggetto titolare del servizio: è il Comune che individua il fabbisogno, stabilisce la data di apertura, sceglie lo strumento di affidamento e ha il dovere di seguire l’andamento della procedura per evitare vuoti di servizio. Il ricorso a una centrale di committenza trasferisce la gestione operativa della gara, non la responsabilità istituzionale di assicurare che il servizio parta nei tempi dovuti. Il punto politicamente e amministrativamente più grave è che la stessa Amministrazione ammette che non si tratterebbe neppure di un episodio isolato. Tale circostanza non attenua la responsabilità del Comune: la aggrava. Se il rischio era già noto, allora l’Amministrazione aveva il preciso dovere di attivarsi per tempo, di calendarizzare la procedura con adeguato anticipo, di monitorarne ogni fase, di sollecitare gli adempimenti necessari e di predisporre misure di continuità nel caso in cui l’affidamento non fosse stato perfezionato entro il 1° settembre. Nulla di tutto questo emerge dal comunicato. Non vengono indicate le date essenziali della procedura. Non si chiarisce quando la gara sia stata avviata, quando si sia resa evidente la possibilità del ritardo, quali atti di vigilanza siano stati adottati, né se siano state valutate proroghe tecniche o soluzioni ponte per evitare di lasciare le famiglie senza servizio. Si comunica soltanto il problema, senza fornire alcuna risposta operativa. Ed è proprio questo il cuore della vicenda: non siamo davanti a un imprevisto inevitabile, ma a un ritardo che appare maturato interamente dentro la sfera di organizzazione e controllo dell’Ente”.

“Non si può essere spettatori del problema”

Masi conclude: “Un’Amministrazione che sa che una determinata filiera amministrativa produce ritardi e nondimeno non adotta alcuna contromisura non può poi presentarsi come spettatrice del problema. Non è trasparenza scaricare sulle famiglie, a sei giorni dall’apertura annunciata, il peso di una disfunzione amministrativa priva di rimedi immediati. Gli asili nido non sono un servizio accessorio. Sono un presidio educativo e sociale essenziale, indispensabile per i bambini e per l’equilibrio quotidiano delle famiglie. Trattarne l’apertura come una scadenza elastica, sacrificabile ai tempi della macchina amministrativa, significa non comprendere il valore pubblico di ciò che si governa. Le famiglie di Lamezia Terme meritano molto di più di un comunicato tardivo e generico. Meritano rispetto, atti trasparenti, soluzioni immediate e un’Amministrazione che si assuma fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie omissioni. Ancora una volta assistiamo all’inconcludenza amministrativa dell’amministrazione Murone che non è in grado di assicurare i servizi essenziali per i cittadini. Chiediamo risposte. Chiediamo la pubblicazione degli atti. Chiediamo che il servizio venga attivato con la massima urgenza e che nessuna famiglia venga lasciata sola di fronte a questo ritardo”.

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