26 Agosto 2026
26 Agosto 2026
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La sfida di Furgiuele: “Non siamo contro il centrodestra, lo vogliamo diverso”

Il deputato di Futuro Nazionale punta Occhiuto: "Non siamo contro il centrodestra, vogliamo cambiarlo. A Lamezia nessuna vendetta politica sulla pelle della città"

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In Calabria Futuro Nazionale, il partito del generale Roberto Vannacci, sta provando a sparigliare le carte del centrodestra. A guidarne la strutturazione è il deputato Domenico Furgiuele, che in questa intervista a Calabria 7 rivendica identità sovranista, rivela il retroscena del colpo Giannetta a Reggio e risponde a muso duro a Occhiuto e Cannizzaro, senza tralasciare la “sua” Lamezia.

Avete capito sì o no che non vi vogliono nel centrodestra?

    “Guardi, il problema non è se ci vogliono o non ci vogliono. Noi non siamo contro il centrodestra, siamo per un centrodestra diverso. Un centrodestra che tenga conto delle linee rosse indicate dal generale Vannacci e che torni ad avere un’identità riconoscibile. Futuro Nazionale è una forza di destra, non vuole certamente consegnare il Paese al centrosinistra, ma è una forza identitaria e sovranista. E quindi non può riconoscersi nella deriva liberista, liberale e libertaria annunciata dal presidente Occhiuto e da Forza Italia. Così come siamo lontanissimi da Forza Italia, che arriva a definire l’immigrazione un fenomeno storico, inevitabile e utile. Noi la pensiamo diversamente. Vogliamo un centrodestra identitario e sovranista, nel quale vengano prima gli interessi e i diritti degli italiani e poi quelli del resto del mondo. Quindi la domanda non è se ci vogliono loro. La domanda è, quale centrodestra vogliamo costruire?”

    Con Giannetta l’avete fatta grossa. Siete dei “Bastardi senza gloria”, come vi ha definito qualcuno

      “Se dobbiamo rimanere nella cinematografia, potrei rispondere che il titolo giusto era La sporca dozzina. Ma, visto che siamo finiti nella Seconda guerra mondiale, utilizzerei un’altra immagine, più che “Bastardi senza gloria”, direi incursori. Occhiuto e Forza Italia hanno martellato per settimane il generale Vannacci. Poi è arrivata una sola risposta e ha colpito esattamente dove il malessere era più profondo. Mi ricorda, con tutte le proporzioni del caso, le imprese degli incursori italiani nel Mediterraneo, non servivano cento colpi, ne bastava uno nel punto giusto. Ecco, Giannetta è stato questo, un colpo da incursori. Uno solo, ma nel punto giusto. E soprattutto ha aperto il vaso di Pandora, dimostrando quanto malessere covasse già dentro Forza Italia e, più in generale, nel centrodestra calabrese”.

      Caso Lamezia. Avete un assessore in Giunta, quando la ritirate? Glielo chiedo io chiaramente perché tutti gli altri partiti del centrodestra si spagnano e parlano per supercazzole

        “Il ragionamento è molto semplice. Occhiuto si è spinto per settimane in un’offensiva contro il generale Vannacci. Il Generale ha risposto attraverso i suoi uomini con un solo colpo, andando a colpire nel cuore di un malessere che covava da tempo dentro Forza Italia e, più in generale, nel centrodestra calabrese. Quel colpo ha aperto il vaso di Pandora. Quello che sorprende adesso è l’atteggiamento scomposto di un Presidente della Regione che dovrebbe essere il padre nobile del centrodestra calabrese e che invece sembra voler trasformare una vicenda politica in una questione personale, inseguendo la strada della vendetta e del dispetto. Ed è francamente incredibile che la prima mossa di Occhiuto contro Vannacci sia prendersela con un assessore comunale che sta facendo bene il proprio lavoro. Se questa deve essere la risposta politica, allora per colpire Futuro Nazionale si finisce per colpire Lamezia Terme e per mettere a rischio il lavoro che quotidianamente viene svolto nell’interesse della città. È questo il paradosso, per regolare un conto politico con Vannacci si vorrebbe danneggiare un’amministrazione comunale che con quella contesa nazionale non ha nulla a che vedere. Occhiuto e Cannizzaro farebbero meglio, invece, a preoccuparsi delle ulteriori emorragie che da qui in avanti potrebbero interessare Forza Italia. Perché Giannetta non nasce nel deserto e non è un episodio isolato. Ogni giorno ricevo telefonate di amministratori, militanti ed esponenti forzisti che guardano a Futuro Nazionale e valutano di raggiungerci. È questo il malessere politico sul quale dovrebbero interrogarsi, anziché cercare una rivalsa contro un assessore che lavora e contro una città che non c’entra nulla. E la cosa diventa ancora più grave quando, per soddisfare questa esigenza di rivalsa immediata, si rischia di mettere a repentaglio una maggioranza solida come quella che governa Lamezia Terme. Una maggioranza alla cui costruzione e alla cui tenuta ha contribuito proprio quel gruppo che oggi qualcuno vorrebbe colpire, un gruppo che ha sostenuto il sindaco, che è autorevolmente rappresentato in Consiglio comunale e che esprime in Giunta uno degli assessori il cui lavoro è maggiormente riconosciuto e apprezzato in città. Mettere tutto questo in discussione per una resa dei conti politica sarebbe un atto di profondo egoismo. Il Presidente della Regione non ha alcuna prerogativa politica per impartire indicazioni sulla vita e sugli equilibri dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme. Non si può rischiare la stabilità di un’amministrazione e il lavoro svolto per la città soltanto per ricercare un riscatto immediato, consumare una vendetta o fare un dispetto politico. Noi non apparteniamo alla politica dei dispetti. Apparteniamo alla politica dei fatti, del lavoro e della responsabilità. Ci auguriamo quindi che chi oggi ha responsabilità politiche e amministrative, e ha goduto della fiducia, del sostegno e dei voti di quei consiglieri comunali e di quell’assessore, non accetti ricatti o imposizioni. Esattamente come ha avuto il coraggio di fare il sindaco Voce a Crotone, dimostrando che l’autonomia di un sindaco e l’interesse della propria città vengono prima delle vendette e dei regolamenti di conti tra partiti”.

        Lei a Murone vuole molto bene …

          “Con Mario ho un ottimo rapporto. Veniamo dallo stesso quartiere, è un professionista che stimo ed è stato sostenuto dal nostro gruppo senza se e senza ma. E continuiamo a sostenerne l’amministrazione attraverso il lavoro incessante dei nostri due consiglieri comunali e del nostro assessore. Ma ricordiamo soprattutto un dato politico fondamentale, i voti di coloro che oggi rappresentano Futuro Nazionale in Consiglio comunale e in Giunta sono stati determinanti per la vittoria del sindaco Murone. E qui le chiacchiere stanno a zero, perché contano i numeri. Parliamo di circa 3.000 voti che questo gruppo ha portato e che hanno contribuito in maniera decisiva all’elezione del sindaco. Da allora il nostro gruppo non si è mai discostato dal programma amministrativo sottoscritto con i cittadini, non ha mai fatto mancare lealtà alla maggioranza e ha sempre dato un contributo concreto all’azione amministrativa. Murone fino a oggi ha dimostrato di saper superare molte delle difficoltà incontrate dall’amministrazione e dalla città. Noi eravamo a disposizione ieri e siamo a disposizione oggi. Confido nel suo buonsenso, nella sua autonomia e nella sua capacità di mettere Lamezia prima delle beghe tra partiti. Per questo considero francamente strumentale, capzioso e politicamente pretestuoso qualsiasi tentativo di utilizzare il programma nazionale di Futuro Nazionale per mettere in discussione la presenza del nostro assessore in Giunta. Gli amministratori e i rappresentanti di Futuro Nazionale, naturalmente, si riconoscono nel programma politico nazionale del proprio partito. Ma a Lamezia hanno sottoscritto un programma amministrativo territoriale, sul quale hanno assunto un impegno preciso con il sindaco e soprattutto con i cittadini. È su quello che devono essere giudicati. E fino a oggi i fatti dicono che quel programma è stato rispettato e che il nostro gruppo ha dimostrato lealtà, linearità, presenza e capacità amministrativa. Per questo sappiamo bene che richiamarsi oggi al programma nazionale di Futuro Nazionale – peraltro con una seconda parte andata in stampa soltanto nelle ultime ore – sarebbe semplicemente un pretesto per raggiungere obiettivi che nulla hanno a che vedere con il programma amministrativo di Lamezia. Il sospetto è piuttosto che qualcuno voglia mettere le mani su deleghe che oggi il nostro gruppo sta esercitando bene, per consegnarle magari a chi in questi mesi, pur rimanendo comodamente in Giunta, è rimasto sostanzialmente immobile e oggi pensa che basti cambiare delega per cambiare il proprio destino politico e amministrativo. Ma le deleghe non sono medaglie da appuntarsi sulla giacca. Sono strumenti da esercitare. E per esercitarle servono lavoro, capacità e presenza quotidiana. Non basta avere il pennacchio. Bisogna saperlo portare. Quindi, se il sindaco dovesse appellarsi alle linee programmatiche nazionali di Futuro Nazionale per giustificare una scelta di questo tipo, starebbe semplicemente utilizzando un pretesto. E, a quel punto, consentitemi di dirlo, dimostrerebbe di avere molto meno coraggio di quello che ha avuto il sindaco Voce a Crotone, che davanti alle pressioni politiche ha scelto di difendere la propria autonomia e la stabilità della propria amministrazione”.

          Dicunt, “Furgiuele è un culuto”, ha trovato il modo per garantirsi un altro mandato parlamentare. Si sente tale?

            “Beh, se “culuto” significa fortunato, un po’ di fortuna nella vita non la rifiuta nessuno. Ma se qualcuno pensa che basti quella, gli consiglio di provare a fare il mio percorso e poi ne riparliamo. (Ride). Di una cosa però sono sicuro, Furgiuele non è sinonimo di moderazione e certamente non è sinonimo di ambiguità. Qualche volta, lo ammetto, può essere sinonimo di casino. Ma sono soprattutto un uomo libero. Credo profondamente negli ideali e non ho mai creduto alla favola della politica post-ideologica. La politica senza ideali diventa soltanto gestione del potere, e a me quella politica non interessa. Ho seguito nella mia vita valori nei quali continuo a credere, anche quando seguirli significava prendere strade più difficili. Oggi vedo sempre più persone avvicinarsi a Futuro Nazionale e alcune mi fanno l’onore di riconoscere in me un punto di riferimento. Questo mi gratifica più di qualsiasi incarico. Perché una cosa l’ho imparata, non ci si proclama guide da soli. Si diventa una guida soltanto quando sono gli altri a riconoscerti come tale. Quindi, culuto? Può darsi. Libero, idealista e rompiscatole? Sicuramente”.

            Torniamo a Lamezia, nei mesi scorsi Fratelli d’Italia ha preso pubblicamente le distanze dal sindaco Murone, anche attraverso i propri vertici regionali. Oggi, però, i consiglieri comunali di quello stesso partito chiedono conto a Futuro Nazionale di posizioni e questioni nazionali. Un pretesto per farvi fuori?

              “Mi sembra, la loro, una posizione quantomeno incoerente. Fratelli d’Italia, attraverso il proprio gruppo dirigente regionale, ha già assunto pubblicamente posizioni molto nette nei confronti del sindaco Murone, prendendone le distanze anche su questioni che riguardavano direttamente l’azione dell’amministrazione. Noi, invece, pur avendo compiuto una scelta politica nazionale chiara aderendo a Futuro Nazionale, a Lamezia siamo rimasti leali al sindaco, alla maggioranza e soprattutto al programma amministrativo sottoscritto con i cittadini. Trovo quindi singolare che oggi proprio i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia vogliano spostare il confronto sulle posizioni nazionali di Futuro Nazionale, quando il loro stesso partito, ai massimi livelli regionali, è intervenuto direttamente sulle vicende politiche lametine prendendo pubblicamente le distanze dal sindaco”.

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