Sommario: Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri protagonista del Tempo delle Donne alla Triennale di Milano. Accolto da una lunga ovazione, il magistrato ha parlato della vita sotto scorta, della paura e del rapporto speciale con gli uomini che lo proteggono ogni giorno.
L’ovazione del pubblico per Nicola Gratteri
Una lunga standing ovation ha accolto Nicola Gratteri al Tempo delle Donne, l’evento organizzato dal Corriere della Sera alla Triennale di Milano. Il procuratore della Repubblica di Napoli, da decenni impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata, ha conquistato il pubblico con il suo racconto diretto e senza filtri.
“La mia scorta è diventata la mia famiglia”
Nel corso dell’incontro, Gratteri ha parlato della sua quotidianità vissuta sotto protezione.
«La mia scorta è la mia famiglia», ha raccontato il magistrato, spiegando il legame profondo costruito negli anni con gli agenti che lo accompagnano in ogni spostamento e condividono con lui una vita scandita da rigide misure di sicurezza.
“Mi accorgo di avere paura quando ho la lingua amara”
Il procuratore ha affrontato anche il tema della paura, confessando come riesca a riconoscerla.
«Mi accorgo che ho paura quando ho la lingua amara», ha detto, descrivendo una sensazione fisica che accompagna i momenti di maggiore tensione.
Una riflessione personale che ha colpito il pubblico, rimasto in silenzio ad ascoltare il magistrato, simbolo della lotta contro le mafie.
Da anni vive sotto scorta
Gratteri vive sotto scorta da molti anni a causa delle minacce ricevute per il suo impegno nelle indagini contro le organizzazioni mafiose. Il suo intervento al Tempo delle Donne è stato seguito con grande partecipazione e si è concluso con un nuovo applauso della platea, che ha voluto rendere omaggio al magistrato e al suo lungo percorso al servizio della giustizia.












