Dalla scena internazionale arrivano reazioni sulla strage di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati uccisi e bruciati all’interno di un veicolo. Il governo de facto dei Talebani ha condannato l’episodio definendolo un “atto criminale e brutale” e chiedendo formalmente giustizia alle autorità italiane. Il ministero degli Esteri afghano ha invitato l’Italia a condurre un’indagine “trasparente e imparziale”, sollecitando l’accertamento completo delle responsabilità e la tutela dei diritti dei cittadini afghani presenti sul territorio italiano.
La posizione di Kabul e la condanna ufficiale
Nella dichiarazione diffusa dal governo talebano si parla di “bruciati vivi in un attacco criminale e disumano” e si chiede che venga garantita la protezione della “vita, dignità e sicurezza” dei migranti afghani residenti non solo in Italia ma anche in altri Paesi. L’episodio, secondo Kabul, rappresenta un caso di estrema gravità che impone un intervento immediato sul piano diplomatico e giudiziario.
Le indagini in Italia
Sul fronte investigativo, le forze dell’ordine italiane hanno già fermato due cittadini pakistani, ritenuti coinvolti nell’omicidio. L’arresto è avvenuto dopo la ricostruzione degli eventi attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza della stazione di servizio. Secondo quanto emerso, le registrazioni mostrerebbero le fasi dell’aggressione: le porte del veicolo bloccate dall’esterno e l’utilizzo di un liquido infiammabile che avrebbe innescato il rogo.
Il sopravvissuto e le prime ricostruzioni
L’unico sopravvissuto, anch’egli di nazionalità afghana, sarebbe riuscito a fuggire rompendo un finestrino del mezzo in fiamme. Nelle sue prime dichiarazioni avrebbe riferito di tensioni legate al mancato pagamento del lavoro svolto come braccianti.
Reazioni internazionali e politiche
L’episodio ha suscitato reazioni anche a livello politico e istituzionale in Italia, con richiami alla necessità di rafforzare il contrasto allo sfruttamento lavorativo e di fare piena luce sulla vicenda. Anche il dibattito internazionale si è acceso, inserendo la tragedia in un quadro più ampio di tutela dei migranti e delle condizioni di lavoro nei settori agricoli.









