18 Luglio 2026
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Vinitaly and the City a Sibari, il ministro Giuli incorona la Calabria: “È passata dalla depressione al riscatto”

Il ministro della Cultura inaugura la terza edizione: “Questa terra è il centro della cultura Mediterraneo”. Lollobrigida: “Oggi viene raccontata finalmente per ciò che è: qualità, lavoro e bellezza”

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La Calabria non è più una terra da raccontare soltanto attraverso le sue difficoltà. È il messaggio che arriva da Sibari, dove la terza edizione di Vinitaly and the City si è aperta con gli interventi del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, entrambi accomunati da un filo conduttore: il riscatto della regione passa dalla capacità di valorizzarne identità, cultura, imprese e territorio.

Giuli: “Basta una narrazione troppo severa”

Sul palco, introdotto dal giornalista Tommaso Labate, Giuli sceglie parole nette. Dopo aver ricordato il lavoro svolto dal Ministero della Cultura per restituire il Parco archeologico di Sibari alla piena fruizione dopo l’esondazione del Crati, sposta l’attenzione sul cambiamento che, a suo giudizio, sta vivendo la Calabria.

“Mi piace stare qui per ricordare quanto sia importante riconoscere la crescita e lo sviluppo, non soltanto culturale, ma anche economico, sociale e aggiungo morale, di zone che per anni sono state maltrattate, sì, anche dai calabresi stessi, ma soprattutto da una narrazione troppo severa”.

Per il ministro, la risposta non può che essere una. “La più bella risposta che si può dare al mondo rispetto all’eccellenza della Calabria è mostrarla, farla vivere in tutta la sua stupenda biodiversità culturale e naturale”.

“Le radici calabresi competitive nel mondo”

È proprio Vinitaly and the City, secondo Giuli, a rappresentare questa sintesi, capace di unire archeologia, paesaggio e produzioni di qualità. “La storia, l’antichità e il vino si combinano con un paesaggio straordinario e con la capacità di fare delle radici profonde dei calabresi qualcosa che diventa competitivo sul mercato mondiale”.

Poi la frase destinata a segnare l’intervento e a sintetizzare la filosofia del governo sul rilancio della regione. “La Calabria è oggettivamente un polo centrale della cultura nazionale e del Mediterraneo. Oggi continua a dimostrare che è possibile non soltanto passare dalla depressione al riscatto, ma sentirsi protagonisti di una grandissima storia di successo”.

Giuli richiama anche il Piano Olivetti, spiegando che “non esistono aree periferiche: ogni luogo è il centro del mondo”, indicando proprio la Calabria come esempio concreto di questa visione.

Lollobrigida: “Cerco franchi bevitori”

Dopo il ministro della Cultura prende la parola Francesco Lollobrigida: “La Calabria finalmente si racconta in modo nuovo? No. Finalmente si racconta per quello che è, dal punto di vista culturale, economico e della capacità dei suoi imprenditori di rappresentare una terra che produce bene”.

“La Calabria produce bene e conquista i mercati”

Lollobrigida attribuisce parte di questo risultato al lavoro della Regione Calabria e dell’assessore Gianluca Gallo, sottolineando come oggi il territorio sia sempre più presente nelle principali manifestazioni internazionali. “Prodotti che per centinaia di anni erano buoni per gli amici e per la famiglia oggi diventano ricchezza, lavoro e sviluppo. La Calabria è una delle regioni italiane che registra i risultati migliori nell’export”.

Il ministro invita anche a superare una comunicazione concentrata quasi esclusivamente sulla criminalità. “Per troppo tempo si è raccontata la Calabria in maniera distorta a causa della criminalità. C’è e forse ce n’è ancora, ma non deve essere l’oggetto prevalente dell’attenzione. Oggi nel mondo si parla della Calabria per quello che sa fare e rappresentare”.

Il vino come identità e convivialità

Lollobrigida lega il vino alla cultura italiana e al valore della convivialità. “Dentro ogni bottiglia di vino c’è l’Italia. C’è il rapporto con il territorio, con la cultura e con la storia. La convivialità è parte della nostra identità e il vino ne è uno dei simboli più autentici”.

Tra gli scavi della Magna Grecia e i calici delle aziende vitivinicole calabresi, il messaggio lanciato da Sibari è chiaro: per i due ministri il futuro della Calabria passa dalla capacità di raccontare le proprie eccellenze con la stessa forza con cui, per anni, sono stati raccontati soltanto i suoi problemi.

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