Ci sono ferite sportive che il tempo fatica a rimarginare. Per Pietro Iemmello, capitano e simbolo del Catanzaro, la finale playoff persa contro il Monza rappresenta ancora oggi una cicatrice profonda. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’attaccante ha ripercorso le emozioni di quella serata, confessando come la delusione sia ancora vivida. Alla domanda se il rammarico sia ormai archiviato, il bomber risponde con estrema sincerità: “Ancora no… Dentro di me c’era un grande orgoglio per quello fatto. Per quello che si era creato attorno a noi, in Serie A è come se ci fossimo arrivati”.
Il peso delle lacrime e il pensiero dell’addio
Le immagini del pianto di Iemmello al fischio finale divennero il simbolo di una delusione collettiva, un sentimento condiviso con l’intera comunità giallorossa. “Spontanee, sincere. Le mie lacrime sono state quelle della città e di tutti i miei compagni. Mi vengono ancora i brividi: penso a quanta appartenenza avevano i ragazzi e quanto ci credevano” ha dichiarato il calciatore. Il carico emotivo di quella sconfitta ha spinto il capitano a dubitare persino della continuazione della propria carriera: “Avessimo vinto a Monza avrei fatto un anno e poi smesso”. Un pensiero che ha riattraversato la mente dell’attaccante anche a bocce ferme: “Ci ho pensato anche adesso: come ripartire dopo quella sconfitta? Volevo lasciare subito, sentivo il vuoto dentro, senza forze”.
L’amore per i colori giallorossi e la solidità del progetto
Nonostante il dolore, la determinazione a inseguire il traguardo della massima serie rimane il perno centrale della sua avventura a Catanzaro: “Penso alla Serie A, e finché gioco o lavorerò per il Catanzaro lo farò solo per quello”. Un impegno che affonda le radici nel legame viscerale con la tifoseria, ricordando i trascorsi sugli spalti da bambino insieme al nonno. Iemmello sottolinea infine come la competitività del club, giunto a tre partecipazioni consecutive ai playoff sotto la guida di tecnici differenti, sia il frutto di una visione societaria chiara, garantita dal lavoro del presidente Floriano Noto e del direttore sportivo Ciro Polito.









