Il primo atto della semifinale playoff si trasforma in un incubo per il Palermo, letteralmente surclassato da un Catanzaro straripante. Sul prato del Ceravolo, Alberto Aquilani infligge una severa lezione di calcio a Filippo Inzaghi, guidando i suoi a un rotondo tre a zero che non lascia spazio a recriminazioni. A trascinare i calabresi è un monumentale Pietro Iemmello, sempre più leader e autore di due reti e un assist, all’interno di un collettivo che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, esaltato dalla verve di giovani come Liberali, Favasuli e Alesi. Nella ripresa, forte del triplo vantaggio, la squadra di casa gestisce il ritmo, mentre il Palermo dà l’impressione di voler contenere il passivo per evitare un tracollo peggiore, rimandando ogni discorso di qualificazione alla sfida di ritorno.
Le scelte tattiche e il ritorno del capitano
Le decisioni della vigilia si traducono in campo con una mossa strategica precisa operata dal tecnico Alberto Aquilani. Rispetto al turno preliminare disputato contro l’Avellino, la novità principale nell’undici di partenza è rappresentata dall’inserimento di Alesi sulla corsia mancina, preferito a Di Francesco. La retroguardia, schierata a protezione del portiere Pigliacelli, vede il terzetto composto da Brighenti, Antonini e Cassandro, mentre Favasuli presidia la fascia destra. In mezzo al campo le chiavi della manovra rimangono saldamente nelle mani di Pontisso e Petriccione. La notizia più attesa riguarda però il reparto avanzato, dove si registra il rientro dal primo minuto di Pietro Iemmello. Il capitano giallorosso, che nel match precedente era sceso in campo per appena quindici minuti a causa di un fastidio al soleo del polpaccio riuscendo comunque a trasformare un calcio di rigore decisivo, va a comporre il tridente offensivo insieme a Liberali, entrambi posizionati a supporto dell’unica punta Pittarello.
Un avvio travolgente e la doppietta d’autore
L’approccio del Catanzaro alla sfida è impeccabile e tramortisce un Palermo incapace di arginare la foga agonistica dei padroni di casa. Non è passato ancora il primo minuto di gioco quando Cassandro fa partire un cross calibrato dalla trequarti, sul quale si avventa Iemmello. L’attaccante si inserisce con tempismo perfetto tra i due centrali rosanero e, con uno stacco perentorio di testa, batte l’estremo difensore Joronen, facendo esplodere l’entusiasmo del pubblico del Ceravolo. Il vantaggio immediato non placa l’intensità delle Aquile, che mantengono il piede sull’acceleratore esercitando un pressing altissimo sui portatori di palla avversari. Al quindicesimo minuto il copione si ripete. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pontisso, Brighenti svetta per la sponda aerea che trova nuovamente pronto Iemmello, il quale sigla la propria doppietta personale con un altro colpo di testa vincente.
Il tris di Liberali chiude il monologo giallorosso
Il dominio della squadra di Aquilani è assoluto e si concretizza in una serie continua di occasioni da rete. Al diciannovesimo minuto Pittarello, imbeccato ancora da un ispirato Cassandro, manca il bersaglio da ottima posizione calciando alto sopra la traversa. Poco dopo è Pontisso a sfiorare la terza rete con un destro a giro che termina fuori di un soffio. La reazione del Palermo si registra soltanto al quarantesimo minuto, quando Ceccaroni manda a lato di testa un corner calciato da Palumbo. La risposta del Catanzaro è immediata e letale. Un minuto più tardi, Iemmello veste i panni dell’uomo assist e serve in area Liberali, il quale resiste al contrasto fisico dello stesso Ceccaroni e trafigge Joronen con un preciso diagonale sinistro che si insacca nell’angolo più lontano. Il fischio della fine del primo tempo suggella una prestazione straordinaria per il Catanzaro, trascinato da un Iemmello che, con tre reti complessive segnate in poco più di un tempo tra la sfida con l’Avellino e questa semifinale, si consacra come il trascinatore assoluto di questa fase finale del campionato.
Tensioni, infortuni e la gestione della ripresa
Il secondo tempo si apre con le mosse disperate di Inzaghi, che inserisce subito Gyasi per Pierozzi. I piani dei siciliani vengono però complicati al cinquantaduesimo minuto dall’infortunio di Le Douaron, costretto ad abbandonare il campo a causa di una brutta scivolata e sostituito da Johnsen. La tensione agonistica sale alle stelle pochi minuti dopo, quando Ranocchia, già ammonito, rischia il secondo cartellino giallo per un intervento in ritardo su Cassandro; l’episodio accende una fitta serie di proteste che coinvolge direttamente i due tecnici in panchina. Sul fronte del gioco, il Catanzaro resta pericoloso al cinquantottesimo con una conclusione dal limite di Pontisso, deviata in angolo da Joronen. Subito dopo, Inzaghi esaurisce i cambi inserendo Rui Modesto e Blin, mentre Aquilani deve fare i conti con un risentimento muscolare al quadricipite destro per Petriccione, prima di avviare le rotazioni che portano in campo forze fresche come Pompetti e Frosinini.
L’ovazione del Ceravolo e il legno finale
La parte conclusiva del match offre ancora fiammate di marca giallorossa. Al settantanovesimo minuto, Pittarello sfiora l’eurogol con una spettacolare girata di prima intenzione che lambisce l’incrocio dei pali. Poco dopo, il pubblico del Ceravolo si alza in piedi per tributare una standing ovation a Iemmello, richiamato in panchina insieme ad Alesi per fare spazio a Di Francesco e Rispoli. Negli ultimi minuti il Catanzaro manca il poker con Frosinini, murato da un ottimo intervento in uscita di Joronen, sulla cui respinta Pompetti non riesce a ribadire in rete. Solo nel finale il Palermo riesce a produrre i primi veri pericoli verso la porta di Pigliacelli: prima con una conclusione centrale di Palumbo e, in pieno recupero, con la più nitida palla gol della sua partita, quando Rui Modesto salta l’uomo e calcia un diagonale destro che si stampa contro la traversa a portiere battuto, sigillando il definitivo tre a zero.








