Il mondo dell’esorcismo è sempre più esposto a fenomeni non regolamentati e potenzialmente rischiosi, tra pratiche improvvisate e nuovi strumenti digitali che contribuiscono a diffondere contenuti non verificati. È quanto emerso nel corso di formazione dedicato all’esorcismo e alla preghiera tenutosi a Roma presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Secondo gli esperti, tra le criticità emergenti vi sarebbe anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come canale attraverso cui cercare risposte a problemi legati alla sfera spirituale, con il rischio di alimentare approcci distorti o non fondati.
Il ruolo della Chiesa e le regole sugli esorcismi
A intervenire sul tema è stato David Murgia, responsabile del Gris della diocesi di Roma, che ha ricordato come nella tradizione cattolica l’esercizio dell’esorcismo sia regolato da norme precise e rigorose.
Murgia ha sottolineato che si tratta di una pratica consentita esclusivamente a sacerdoti autorizzati dal vescovo, con requisiti specifici legati alla condotta morale e all’ambito territoriale di competenza, oltre all’utilizzo di un rituale codificato.
Il rischio del “fai da te” e delle sette
Nel suo intervento, l’esperto ha messo in guardia contro la diffusione di pratiche non controllate, in cui soggetti privi di autorizzazione si improvvisano esorcisti al di fuori di qualsiasi supervisione ecclesiastica.
Un fenomeno che, secondo quanto riportato, si inserisce anche in contesti più ampi legati a gruppi o sette, dove le pratiche rituali vengono svolte senza alcun riferimento gerarchico o canonico.
Intelligenza artificiale e “digital occulture”
Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo delle nuove tecnologie. L’uso dell’intelligenza artificiale, secondo Murgia, rischia di favorire l’accesso a pratiche magiche o esoteriche in modo sempre più diffuso e quotidiano.
L’esperto ha richiamato il concetto di “digital occulture”, evidenziando come contenuti legati all’occultismo non siano più confinati a contesti ristretti, ma siano ormai parte integrante della cultura digitale e dei media contemporanei.








