Una nuova tempesta giudiziaria sta minando le fondamenta, già estremamente fragili, del mondo del calcio italiano. Ancora una volta al centro del mirino, come in “Calciopoli” sono finiti i massimi livelli della Commissione Arbitri Nazionale. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione sotto la supervisione del procuratore Marcello Viola, trae origine da un dettagliato esposto presentato la scorsa estate da Domenico Rocca, ex assistente di Serie A e B, originario di Pizzo, paese calabrese in provincia di Vibo Valentia, e appartenente alla sezione Aia di Catanzaro. Nel documento, Rocca delinea un quadro inquietante caratterizzato da “utilizzo parziale delle votazioni, assenza di criterio nelle designazioni, violazione dei principi di lealtà e correttezza e alterazioni della corretta concorrenza e delle relative valutazioni”. Queste pesanti contestazioni hanno spinto la magistratura milanese ad approfondire condotte che spaziano dal mobbing professionale fino all’ipotesi di concorso in frode sportiva, reato per il quale risulta attualmente indagato il designatore Gianluca Rocchi che nella serata di ieri si è autosospeso dalla carica di designatore della Can A.
Il caso Udinese-Parma e le presunte pressioni sulla sala VAR
L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata in particolare su alcuni episodi specifici citati nella denuncia dell’ex fischietto calabrese. Uno dei momenti chiave risalirebbe alla sfida tra Udinese e Parma del 1 marzo 2025. Secondo quanto messo nero su bianco da Rocca, il designatore Gianluca Rocchi avrebbe esercitato un’influenza diretta sull’operato dei direttori di gara in tempo reale. Il denunciante descrive una scena concitata in cui Rocchi “si alza rapidamente dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. L’episodio portò all’assegnazione di un calcio di rigore per i friulani, trasformato poi da Thauvin, a seguito di un intervento inizialmente non sanzionato dall’arbitro Maresca.
Le ombre su Inter-Verona
L’attività investigativa della Guardia di Finanza non si ferma al caso friulano ma si estende ad altre partite sospette, tra cui il match Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, focalizzandosi su un mancato provvedimento per una gomitata di Bastoni ai danni di Duda.

Chi è l’ex fischietto Domenico Rocca
Domenico Rocca, veterano dei campi con una carriera iniziata nel 2000 e culminata con l’esordio nella massima serie nel 2017, ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso verso un sistema che ritiene ingiusto e punitivo. Dopo essere stato dismesso al termine della scorsa stagione insieme ad altri undici colleghi, Rocca ha affidato ai social network un commento laconico ma emblematico sull’iscrizione nel registro degli indagati del suo ex superiore, citando il proverbio “Chi di spada ferisce, di spada perisce…”. Le sue denunce, pur essendo state archiviate dalla giustizia sportiva, rappresentano oggi il pilastro portante di un’inchiesta penale che minaccia di riscrivere gli equilibri del potere arbitrale in Italia.






